La mia esperienza scolastica risale a un bel po' di tempo fa ed è quindi piuttosto improbabile che oggi abbia qualche valore. Mi piacerebbe però capire quale, tra quelli attualmente presenti al mondo, potrebbe essere giudicato il miglior sistema scolastico - intendendo con questo non un sistema perfetto e nemmeno il migliore possibile ma proprio "il migliore tra quelli che ci sono al momento".
Il criterio di giudizio dovrebbe essere quello del più elevato "output" (medio) di gente ben istruita e preparata rispetto a quella che vi entra. Magari separando le valutazioni per gli equivalenti di "elementare", "medie" e "superiori", cioè quei livelli che oggi di fatto costituiscono la scuola dell'obbligo anche nel senso che, privi della loro frequentazione, diviene di fatto impossibile trovare un lavoro decente.
Ciao
Sistema educativo britannico
Moderatore:
admin
22 messaggi
• Pagina 3 di 3 • 1, 2, 3
2
voti
deltax ha scritto: non ti conosco, potresti essere tranquillamente più bravo dello studente medio che studia nelle top universities europee. Ma permettimi di dire che l'affermazione ha valenza statistica 0. Devi andare a confrontare quanto è perfomante lo studente italiano medio e confrontarlo con gli altri. Come si misura la performance? Credo non si possa misurare
Caro, mi pare di capire che siamo colleghi. Non diciamo fesserie e parliamo con dati alla mano... Stai proprio travisando le mie parole e ti invito a leggere meglio quanto ho scritto. Fin dall'inizio ho parlato di esperienze personali e non ho mai menzionato statistiche, e in quanto tali vanno discusse, non sto cercando di creare un dato statistico. Hai affermato con ragione che non si può misurare la performance di uno studente ed è vero. Confermo. Allora se non si possono misurare le performance degli studenti diventa inutile stilare i ranking per le università, perché se andiamo a guardare i criteri che fanno ottenere un buon punteggio ci sono voci come : mobilità degli studenti (quanti vorrebbero andare al MIT, nella bellissima cambridge nell' area di boston e quanti nel burkina faso?), ricerca (dipende dai fondi di cui l'università dispone, te lo lascio come esercizio per casa), quanti studenti passano l'anno con una media buona( una volta un prof disse: pare che per scalare il ranking debba promuovervi tutti con il massimo, domani portate il libretto... ah già dimenticavo, ne ho parlato con i colleghi e dicono che non gli interessa nulla del ranking, quindi mi dispiace per voi), servizi (sempre il solito discorso dei fondi) e altre cazzate varie... A mio avviso sono sbagliate a prescindere. Quindi ci troviamo d'accordo che non si possono misurare le performance, ma ti posso dire che ci si può confrontare nel quotidiano. Se, ad esempio, stai studiando insieme ad un collega straniero, o se fai un lavoro di gruppo, ti accorgi subito dei limiti/capacità del tuo collega... E sempre per la personale esperienza posso darti un'opinione. Se poi alla mia esperienza ci sommi quella di molti colleghi ed amici, di professori che si lamentano, allora capisci che forse le statistiche e i ranking si discostano dalla realtà. Ti pongo un quesito, perché gli italiani che vanno in erasmus affermano quanto sia facile sostenere esami all'estero, e gli erasmus che vengono in italia tornano a casa a mani vuote? (perché i nostri prof non sanno spiegare, o perché forse sono abituati a standard molto più bassi?) Non è solo un caso perché mi sto riferendo ad esperienze di colleghi che sono stati in: Portogallo, turchia, germania, inghilterra, irlanda, belgio ed olanda. Tutti d'accordo sul fatto che gli stranieri sono meno preparati. Poi se vuoi parlare di statistiche è un altro conto, postale e commentiamole.
Quel tuo "mi piace pensare che..." è dovuto solo all'immane sforzo che tu (ed io, e gli altri) abbiamo fatto per imparare quelle cose in QUEL modo. Il tuo cervello si sforza, non accetta di pensare che quel metodo è inutile e inefficiente. Ciò non toglie che possano esistere metodi migliori per imparare le stesse cose, meglio, nello stesso tempo.
Può essere che si, come può essere che no.
Qui non si tratta di dire che chi fa più teoria alla fine ha più pensiero laterale di chi non la fa; paradossalmente, perdere moltissimo tempo a memorizzare informazioni priva il tempo di cercare di capirne davvero il senso di tali informazioni. Teoricamente i professori dovrebbero bocciare chi non capisce il senso delle nozioni, ma in realtà così ci troveremmo un decimo dei laureati attuali (che già è il più basso d'europa).
Chi ti dice che non sia così proprio per quel motivo. Meglio avere un numero maggiore di laureati, ma ignoranti, giusto? Ho avuto professori che se non ricordavi ma avevi capito, forse ti promuovevano, ma se ricordavi e non avevi capito, ti bocciavano sicuro.
secondo quali dati, secondo quali confronti nella didattica comandiamo?
Sempre secondo quei famosi confronti, ed esperienze personali... Che a mio avviso valgono di più di certe statistiche lanciate per attrarre fondi.
la fonte la trovi dapertutto, cerca il numero di Nobel per nazione e fai il rapporto con la popolazione di tale nazione.
Postale tu le fonti, magari potremmo trovare dati discordanti.
Cerca il numero dei nobel e fai le proporzioni.
Stiamo uscendo fuori dal tema, i nobel si vincono facendo ricerca. Se una mente italiana non ha dove poter sperimentare le sue tesi, non ha un laboratorio adeguato è chiaro che non potrà vincere il nobel. La didattica non c'entra nulla.
La tua assunzione che chi ingurgita milioni di dimostrazioni a memoria sarà poi anche un buon progettista la trovo completamente senza fondamento. E' da anni che posti migliori affermano di lavorare in maniera più intelligente, non di più.
Siamo ingegneri o tecnici? Se devi essere un tecnico è chiaro che non ti servono tutte quelle teorie, ma se vuoi fare l'ingegnere, è un altro conto... Che cavolo ti serve saper assemblare quattro componenti per un amplificatore, se poi non sai cos'è la risonanza, la freq. di taglio, la risposta al gradino, e tutte le altre cose che abbiamo studiato? La differenza tra un'italiano che a 30 anni esce da un'università italiana, e l'indiano che esce dall'università indiana è proprio questa... Noi siamo ingegneri, scarsi, ma ingegneri... loro dei tecnici, buoni, ma tecnici! Un ingegnere può imparare a progettare un amplificatore, a programmare un plc, un microcontrollore, a progettare un motore elettrico, o qualsiasi altra cosa. Un tecnico a cui hanno insegnato solo a "disegnare" e scegliere componenti secondo alcuni precisi standard, saprà fare solo quello, e per imparare a fare altro impiegherà il quadruplo del tempo, ammesso che ci riesca...
Ps: se volevi fare il tecnico potevi frequentare un istituto tecnico industriale. Il livello dei laureati non italiani è più o meno quello di un ottimo industriale. Salvo le dovute eccezioni.
22 messaggi
• Pagina 3 di 3 • 1, 2, 3
Torna a Informazioni varie più o meno utili
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 23 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)


