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Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

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[61] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 1 ott 2012, 13:08

Forse una modo per offrire una scheda di valutazione/sviluppo potrebbe esserci.
Mettiamo che si debba sviluppare una scheda per un lavoro specifico, uno di quelli con il quale si guadagna.
Beh, se alla fine del lavoro, guardando la scheda si arrivasse alla conclusione che "si, diciamo che potrebbe essere usata anche come scheda di valutazione o sviluppo" allora forse si potrebbe proporre così com'è, nuda e cruda.
Ma comunque mancherebbe di tutto il supporto. :?
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[62] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteOrso71 » 1 ott 2012, 14:04

TardoFreak ha scritto:Ma comunque mancherebbe di tutto il supporto. :?


Da noi si producono sensori (specifici) per l'automazione della refrigerazione. La progettazione del dispositivo è una parte quasi irrilevante del lavoro. Il lavoro maggiore è la documentazione, interna e esterna, brochure, cataloghi, aggiornamento del sito, listini, addestramento del personale per la vendita e la postvendita, gestione resi, certificazioni. La progettazione elettronica è considerata non un lavoro, ma una delle gratificazioni quando si sviluppa un nuovo prodotto. Se si vuole mettere in piedi una one-man-company tutto il carico è sulle spalle di una sola persona e il risultato è quasi sempre... no.
Fare una scheda di valutazione orfana non presenta bene un'azienda, bisognerebbe avere una famiglia di prodotti per poter competere con le case madri. Lavoro immenso che rischia di terminare dopo l'uscita sul mercato di prodotti nuovi sui quali ci si trova in ritardo. Non credo sia il prodotto migliore sul quale cimentarsi.
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[63] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto Utentesimo85 » 2 ott 2012, 14:54

A tutto questo ho comunque una domanda a cui spero non mi sia scappata la risposta se è già stata data. Budget minimo?

Qui in Spagna, per mettersi come autonomo il costo minimo è quello dei contributi che bisogna versare, minimo circa 250€ al mese.

Facendo il calcolo di minimo un anno sono 3000€ all'anno (che potrebbero comunque essere di più), a cui si aggiungono comunque i costi dei materiali, trasporti, bollette da pagare etc..

In media, qual è la cifra minima da considerare per cominciare?
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[64] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 2 ott 2012, 15:00

Euro più euro meno costa lo stesso. Parlo del mio caso: lavoro in casa, non costruisco niente internamente, non ho dipendenti.
Qui bisogna aggiungerci il costo del commercialista senza il quale non fai niente. :-|
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[65] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto Utentegrandegiove » 19 giu 2014, 18:16

Rileggevo con affetto questa discussione che avevo seguito con attenzione.

Caro Foto UtenteGuidoB, volevo chiederti, se ti va , di dirci se il proposito ha avuto seguito o meno.

Buona serata a tutti! O_/
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[66] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 20 giu 2014, 1:36

Ciao Foto Utentegrandegiove e grazie per l'interessamento.

Il proposito va avanti, vedi qui e qui.

Va un po' piano. Non sono al 100% per via di questioni personali che spero di risolvere in qualche mese.

Quando avrò qualcosa di più concreto non mancherò di farvelo sapere.

Un caro saluto a tutti.
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[67] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 6 lug 2014, 22:31

Ho scoperto questo thread e, anche se un pochino datato (per il forum), trovando interessante il titolo (ovviamente interessante dal mio punto di vista), me lo sono letto tutto tutto, dalla pagina 1 alla 7.
Aggiungo solo qualche osservazione senza entrare nel merito della specifica valutazione della scelta dei microcontrollori o di quella imprenditoriale quindi non porto un consiglio per @GuidoB che nel frattempo avra’ maturato le sue scelte.

I contributi forniti a vario titolo sono molto significativi e sempre e tuttora validi; si, lo so, che e' solo del 2012 ma la natura di certi contesti, mutevoli e con cambiamenti significativi e apprezzabili anche in tempi contenuti, legittimano l'affermazione.
A mio avviso, in particolare, significativi i contributi di Foto UtenteTardoFreak, Foto UtenteAOX, Foto Utentesolderman e Foto UtenteOrso71: per alcuni si palesa nei contenuti il “peso” del trascorso; a Foto UtenteGuidoB il merito di avere aperto e stimolato una discussione del genere (io ci sono arrivato adesso, pazienza).

Comunque, forse, alla cruda "realta'" esposta in alcuni interventi, volendo vedere, oggi ci si trova ad aderire ancor piu'.
Ho notato approcci differenti ma tutti hanno cercato di vincolare il proposito espositivo alle regole di mercato (non scritte), a quello che in pratica accade.
Riportare un’immagine il piu’ obiettiva possibile credo sia la cosa migliore da fare nei confronti di chi chiede un consiglio del genere.
Capita con una certa facilita’ di venire a conoscenza o, semplicemente, di “vedere” un’attivita’ chiusa dopo aver trascorso una “breve vita”.
Una “impresa” puo’ non riuscire per molti motivi e tra questi ci sono certamente anche errori compiuti in sede di valutazione.
Uno di questi credo sia proprio quello di chi vuole “vedere” le cose come si vorrebbe che fossero e non come effettivamente potrebbero essere; si tende cosi’ a perdere facilmente obiettivita’: ho avuto occasione di riscontrarlo.

Non scrivo che non ci si debba provare, tutt’altro (come ha correttamente, dal mio punto di vista, riportato @GuidoB in un suo intervento rammentando che se non ci provasse rischierebbe di tormentarsi in seguito per non aver compiuto un tentativo).
Trovare il giusto equilibrio, in quanto tale, ovvio che non e’ semplice quindi piu’ che corretto essere realistici ma al tempo stesso “giusto” alimentare quell’entusiasmo che aiuta a sostenere una buona motivazione.

L’eta’ gioca la sua parte, anche qui, per diversi motivi come anche @AOX ha ricordato, ma le cose cambiano velocemente e inaspettatamente, magari, capitano delle opportunita’ e a quel punto l'anagrafica non conta piu', o meglio, in tal caso diventa una risorsa.
@GuidoB, da quello che ho letto per quel poco che sono in grado di valutare mi sembri davvero molto competente (a prescindere dalla specificita’ relativa al settore dei microcontrollori) quindi da quel punto di vista, secondo me, non dovresti nutrire dei dubbi.
Invece, in merito all’approccio: non credo che ti debba (o avresti dovuto) accanire in studi preliminari prima di arrivare ad approcciare un progetto (ma anche qui probabilmente hai agito in altro modo).
Il rischio reale e concreto e’ quello di trovare un’opportunita’, come ha scritto qualcun altro, nella quale non si puo’ riversare la conoscenza specifica che si e’ voluto acquisire e “lavorare” comunque per quella che invece occorre.
Il che non significa che lo studio e la ricerca non vadano assecondati, anzi, come ha scritto @TardoFreak sono basilari; insomma e’ proprio l’approccio alla questione che spinge a comportarsi in un modo piuttosto che in un altro.
Incroci l’opportunita’ di sviluppare un progetto, un prodotto, un device e sulle esigenze che lo andrebbero a soddisfare ti regoli e ti indirizzi: questo lo ritengo piu’ concreto, quasi vincolante.

Ancora una cosa alla quale ho pensato spesso perche’ “certe intenzioni” anch’io le ho avute (e le ho): tra le varie linee che ci si puo’ trovare a seguire (il progetto a se stante, la collaborazione ad un grande progetto, un prodotto “nuovo” da immettere sul mercato, … ) viaggia quella delle idee: ne passano per la testa e ci si pone il dubbio se quel pensiero sarebbe da perseguire con convinzione oppure, temporaneamente da accantonare se non cercare di dimenticare del tutto.
A volte diventano proprio dei dilemmi.
Insomma, considerato tutto quanto, potrebbe anche essere solo un’idea a fare la differenza.
Per questo le ritengo qualcosa di prezioso e frutto di un "lavoro" altrettanto importante: pensare.
C'era una giornalista, ora scomparsa, che rispondeva facendo sapere, anche quando non lavorava, d'essere impegnata a pensare ...

Saluti
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[68] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 9 lug 2014, 0:40

Grazie anche a te, Foto UtenteWALTERmwp, per i tuoi apprezzamenti, le tue riflessioni e i tuoi consigli :ok: ^_^
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[69] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 10 lug 2014, 16:24

A cinque anni di distanza mi sento di aggiungere una cosa importante.
Se si hanno in mente dei progetti questi vanno sviluppati PRIMA di aprire :!:
Se si apre senza progetti c'è poi il rischio di dover cercare a forza lavori per fatturare e rientrare nei parametri degli studi di settore, altrimenti si finisce in un mare di cacca.
Purtroppo non si può pensare di aprire ed autofinanziarsi una ricerca. Il fisco pretende di vedere un guadagno, il guadagno che lui presume che deve esserci. ||O
E se non c'è sono volatili per diabetici.
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[70] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 10 lug 2014, 17:03

TardoFreak ha scritto:Se si hanno in mente dei progetti questi vanno sviluppati PRIMA di aprire
Se si apre senza progetti c'è poi il rischio di dover cercare a forza lavori per fatturare e rientrare nei parametri degli studi di settore, altrimenti si finisce in un mare di cacca.
... credo che questa possa essere d'aiuto per levare di mezzo tanti dubbi e, probabilmente sopra tutti, proprio quello di non saper dare una risposta in merito ad una questione di fondo e cioè se sia opportuno formalizzare una posizione prima di proporsi o proporsi e poi formalizzare una posizione ...

Saluti
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