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Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

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[1] Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 4 mag 2012, 3:33

Un saluto a tutti voi del forum.

Con una situazione famigliare e lavorativa che si profilano sempre più incompatibili (da un lato due bimbi piccoli che hanno bisogno di papà e dall'altro lunghi viaggi spesso intercontinentali per installare e configurare prodotti software, con l'attività di sviluppo, in cui potevo continuare a inventare e incrementare la mia esperienza, ormai inesistente), alla mia bell'età di 47 anni sto pensando a un'alternativa.

Penso che potrei buttarmi a sviluppare schede a microcontrollore, in particolare scrivere firmware, su un hardware fatto di pezzi inseribili al bisogno. Comincerei l'attività in una stanza di casa che per il momento è disponibile, poi se le cose vanno bene potrei prendere in affitto uno spazio più grande...

Che cosa so fare?
Sono ingegnere elettronico (indirizzo informatica), messo abbastanza bene in programmazione di microprocessori in C, C++, assembler vari (15 anni di esperienza come lavoratore dipendente per apparati grandi e piccoli per telecomunicazioni). Ho programmato anche in un po' di altri linguaggi, sono in grado di progettare e costruire semplici circuiti elettronici a livello hobbistico. Una decina di anni fa, per "imparare l'arte e metterla da parte", avevo progettato e costruito per conto mio un antifurto a microcontrollore Atmel, tuttora installato e funzionante. Era stato anche pubblicato su una rivista, potete trovarlo qui (prima e seconda parte).
Penso di poter trattare problemi di automazione, domotica, poi chissà facendomi le ossa cos'altro...

Che cosa non so (ancora) fare?
Tutte quelle che sono le "condizioni al contorno" di una libera professione.
Per fare un po' di luce mi sono letto questo libro che dà consigli di organizzazione, ho preso contatti con la Camera di Commercio di Madrid (infatti da quattro anni vivo e lavoro in Spagna, e grazie al mio italiano potrei essere facilitato per contattare ditte anche in Italia), ma ancora non basta...

In particolare non so, e mi piacerebbe che chi di voi fa già questo lavoro mi aiuti a capire:

1) Come mi trovo i clienti? Internet? Mi propongo a ditte e dittarelle?

2) Penso che i miei futuri progetti debbano essere relativamente semplici per essere sviluppabili da una sola persona. Non so se è meglio saltare da una ditta all'altra per risolvere i loro svariati problemi o specializzarmi in una nicchia e cercare di avere qualche prodotto mio configurabile e adattabile al bisogno (mi sembra molto meglio la seconda opzione). Che cosa vi sembra?

3) Potete menzionarmi qualche progetto che avete sviluppato all'inizio della vostra attività, così mi faccio un'idea? E adesso che tipo di progetti sviluppate?

4) Quanto tempo ci avete messo a diventare "produttivi" (cioè a generare utili)?

5) Quanto tempo dura tipicamente un vostro progetto?

6) Lavorate su un progetto alla volta o su vari in contemporanea?

7) Dovete dedicare molto tempo alle questioni organizzative e a cercare commesse? Quanto all'incirca?

8) Di quanto spazio fisico avete bisogno per l'attività?

9) Se alla fine svilupperò schede, da chi mi faccio fare la produzione in piccola serie? Perché so che si possono ordinare i circuiti stampati da aziende su internet anche a basso prezzo, ma poi montare i componenti, specie quegli SMD più piccoli... lo vedo un po' difficile. Voi come fate?

10) Oggi tutto deve essere conforme CE. Mi sembra di capire che finché si tratta di dispositivi a bassissima tensione e basse frequenze posso anche dichiarare io che è conforme, ma se devo azionare motori, per esempio di macchine che possono potenzialmente ferire qualcuno... posso dichiarare che i dispositivi di sicurezza che ho previsto sono a norma, o ci vuole una certificazione indipendente, e nel caso come si ottiene?

11) Avete altri consigli?

Scusate le mie molte domande. Vi ringrazio se potrete far luce almeno su qualcuna.
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[2] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto Utentesimo85 » 4 mag 2012, 3:48

Ciao Guido, per il momento non posso rispondere alla tua domanda, ma l'argomento interessa molto anche a me. Stavo pensando, in questi giorni, di aprire un post simile.. Grazie per averlo fatto tu.

Infine, penso che Zio Foto UtenteTardoFreak (posso chiamarti anche io così? :) ) possa dire qualcosa a riguardo.

Por todo lo demás, i suerte !
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[3] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 4 mag 2012, 5:19

Io lavoro in proprio da sempre, ora lavoro da solo in casa (per abbattere i costi di gestione) e questa è la mia visione del lavoro in proprio.
GuidoB ha scritto:1) Come mi trovo i clienti? Internet? Mi propongo a ditte e dittarelle?

Usi tutti i sistemi a tua disposizione: sito web, contatti diretti, telefonate, mail ... tutto quello che ti viene in mente lo puoi e lo devi fare.
GuidoB ha scritto:2) Penso che i miei futuri progetti debbano essere relativamente semplici per essere sviluppabili da una sola persona. Non so se è meglio saltare da una ditta all'altra per risolvere i loro svariati problemi o specializzarmi in una nicchia e cercare di avere qualche prodotto mio configurabile e adattabile al bisogno (mi sembra molto meglio la seconda opzione). Che cosa vi sembra?

Meglio avere il proprio prodotto soprattutto se riesci a fare una produzione ma questo non esclude la possibilità di fare quello che il mercato al momento ti offre. All' inizio si accetta qualsiasi lavoro e nel mentre si studia altro.
GuidoB ha scritto:3) Potete menzionarmi qualche progetto che avete sviluppato all'inizio della vostra attività, così mi faccio un'idea? E adesso che tipo di progetti sviluppate?

Produco un prodotto mio del quale non posso entrare nei particolari.
GuidoB ha scritto:4) Quanto tempo ci avete messo a diventare "produttivi" (cioè a generare utili)?

Spero di generare utili (pagandomi le spese pregresse e considerando di aver percepito uno stipendio medio basso) entro i due anni dall' apertura. Mancano pochi mesi e certamente ci arriverò.
GuidoB ha scritto:5) Quanto tempo dura tipicamente un vostro progetto?

Questo attuale circa 8 mesi. Progettazione HW, FW, sviluppo prototipo, ingegnerizzazione, organizzazione della produzione, prime prove sul campo, modifiche e messe a punto.
GuidoB ha scritto:6) Lavorate su un progetto alla volta o su vari in contemporanea?

Sempre avere uno o due progetti in sviluppo. Se l' attuale "molla" devo avere il piano B ed il piano C.
GuidoB ha scritto:7) Dovete dedicare molto tempo alle questioni organizzative e a cercare commesse? Quanto all'incirca?

Mah, non saprei distinguere perché lavoro sempre. Dalle 8 di mattina fino a mezzanotte fermandomi per pranzo, un ora di spesa (per uscire un po' di casa altrimenti mi sembra di essere agli arresti domiciliari), cena, un' oretta di dopo cena e nuovamente al lavoro.
GuidoB ha scritto:8) Di quanto spazio fisico avete bisogno per l'attività?

Una ventina di mq.
GuidoB ha scritto:9) Se alla fine svilupperò schede, da chi mi faccio fare la produzione in piccola serie? Perché so che si possono ordinare i circuiti stampati da aziende su internet anche a basso prezzo, ma poi montare i componenti, specie quegli SMD più piccoli... lo vedo un po' difficile. Voi come fate?

E' pieno di ditte che fanno montaggi ed hanno disperato bisogno di lavoro. Ne trovi molte che non aspettano altro che arrivi qualcuno a dar loro del lavoro. Ne contatti diverse e ne tieni sempre almeno un paio vicine a te perché c'è comunque da correre. Meglio trovare chi ti fa i montaggi a prezzo pieno (mettendoci i componenti) così eviti magazzino.
GuidoB ha scritto:10) Oggi tutto deve essere conforme CE. Mi sembra di capire che finché si tratta di dispositivi a bassissima tensione e basse frequenze posso anche dichiarare io che è conforme, ma se devo azionare motori, per esempio di macchine che possono potenzialmente ferire qualcuno... posso dichiarare che i dispositivi di sicurezza che ho previsto sono a norma, o ci vuole una certificazione indipendente, e nel caso come si ottiene?

Ci sono le agenzie a posta per questo. Su quello che sei sicuro puoi fare anche da te.
GuidoB ha scritto:11) Avete altri consigli?

- Prima di tutto autofinanziarsi. Se incominci a chiedere soldi alla banca finisci nella mxxda.
- Avere soldi da parte per poter sopportare l' impresa sicuro di non trovarti nei guai se poi non va bene. L' esperienza mi ha insegnato che se si ragiona in termini di "o la va o la spacca" succede sempre che la spacca.
- Per i primi due anni scordarsi i sabati e molte domeniche. tutta la testa nel lavoro punto e basta.
- Fino a quando non si fanno utili non ci si toglie nessuno sfizio. Si vive con l' indispensabile.
- Farsi pagare in modo sicuro. Piuttosto che rischiare di non essere pagati non si lavora.
- Last but not least (perdonatemi il linguaggio schietto) devi mangiare mxxda e cacare oro. Perché se mangi mxxda e cachi mxxda vai dal cxlo.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
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[4] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 4 mag 2012, 12:24

Ciao Foto Utentesimo85,
restiamo in contatto, abitando tutti e due in Spagna, anche se un po' lontani, potremmo collaborare... e a lungo termine magari "rappresentarci" a vicenda nelle due città più importanti della Spagna. ¡Mucha suerte a tí también!

Caro Foto UtenteTardoFreak,
grazie per il tempo che mi hai dedicato e per i tuoi preziosi consigli. Me li salvo e me li stampo. Certamente devo essere prudente, come anche tu stesso mi hai ricordato, specie con due bimbi da mantenere. In famiglia comunque siamo molto "risparmiosi". Certo non è facile avere il coraggio di rinunciare a uno stipendio regolare, aspetto ancora un po', magari un annetto e intanto vedo come va con 'sta crisi.

Per ora proverò nel poco tempo libero a riprendere in mano l'argomento, scaricarmi AVR Studio aggiornato, progettare qualcosina e provare qualche interfaccia odierna per rientrare in carreggiata, informandomi su ditte vicine e necessità che ci sono.
Infatti l'antifurto che avevo progettato, anche se aveva assolto la sua funzione di "esercizio per imparare" aveva già allora poco mercato perché l'avevo pensato esclusivamente via filo, come serviva a me, e non via radio. Questo mi insegna che devo pensare a qualcosa di vendibile, e ascoltare i reali bisogni dei potenziali clienti e non tanto i miei.

Grazie per le risposte, sicuramente mi rifarò vivo con altre domande :mrgreen:

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[5] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 4 mag 2012, 12:31

Mi permetto di aggiungere un paio di cose.
- Se trovi da fare progettazione per un' azienda ricordati che non è necessario avere la P.IVA perché ti possono pagare anche con ritenuta d' acconto che allegherai al 730. In questo modo puoi iniziare e magari farti conoscere. S e quando poi l' impegno sarà tale da dover prendere una decisione eviterai il lungo periodo di magra iniziale. Intanto tasti il terreno e vedi come ti trovi.
- Studiare e sperimentare su tanti, tanti micro. Dai piccolini ad 8 bit ai bestioni trucidi a 32bit. Prima di aprire la ditta ho studiato per un anno come un matto da mattina a sera per aggiornarmi e da allora non ho mai smesso. Tutt' oggi continuo ad aggiornarmi sui micro e a sperimentare perché la conoscenza è oro.

P.S.: siamo in pratica coetanei. ;-)
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[6] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 4 mag 2012, 13:06

TardoFreak ha scritto:- Se trovi da fare progettazione per un' azienda ricordati che non è necessario avere la P.IVA perché ti possono pagare anche con ritenuta d' acconto che allegherai al 730. In questo modo puoi iniziare e magari farti conoscere. Se quando poi l' impegno sarà tale da dover prendere una decisione eviterai il lungo periodo di magra iniziale. Intanto tasti il terreno e vedi come ti trovi.

Grazie, ottimo consiglio, vedo anche come trasporlo al caso spagnolo (essendo residente le tasse le pago qui).
TardoFreak ha scritto:- Studiare e sperimentare su tanti, tanti micro...

Cercherò di trovare il tempo...
TardoFreak ha scritto:siamo in pratica coetanei. ;-)

Siamo di ottime annate :D :ok:
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[7] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto Utentesimo85 » 4 mag 2012, 16:29

GuidoB ha scritto: anche se un po' lontani

1h di aereo, come dico io. :)

Se vuoi che te la dico tutta, penso per il momento che 5 anni e mezzo a Barcelona si stanno facendo sentire. Ho pensato varie volte di cambiare, e la città che mi sono sempre proposto è Madrid, vuoi perché è la capitale, vuoi anche perché sarebbe comodo senza perdere il lavoro, che io sappia per il momento.
Come si dice qui, "Le falta el mar" :( , però io ti dico che il mare di Barcelona non è che sia... Mejor que me calle.. :mrgreen:
E poi, niente contro la Cataluña, ma come ti dicevo, esco di qui mi sento veramente in Spagna.. :P

Probabile che più avanti ti chieda qualche info. :)
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[8] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 4 mag 2012, 17:20

simo85 ha scritto:5 anni e mezzo a Barcelona, si stanno facendo sentire.

Dopo un po' viene voglia di cambiare... A me viene nostalgia dell'Italia. Niente contro gli spagnoli de a pie, sia ben chiaro, ma... qualcosa di storto c'è in questo País con la disoccupazione che quest'anno arriverà al 25%, e al 50% tra i giovani.

Io a Madrid ci sono stato comunque bene, è una grande città dove puoi trovare e fare di tutto. Dodici-quindici anni fa le cose andavano bene e tutto sembrava più facile che in Italia... Stipendi più alti (almeno per i tecnici), prezzi più bassi, poi tutto è cambiato e adesso mi sembra che si stia meglio in Italia. Anche i giovani spagnoli studiano e si preparano meno di prima. Spero che per i miei figli non sia così. Adesso vivo a una cinquantina di chilometri, in una cittadina più piccola e tranquilla, ma vado a Madrid tutti i giorni per lavoro.
simo85 ha scritto:Probabile che più avanti ti chieda qualche info. :)

Certo, encantado de ayudarte. :ok:
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[9] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 10 lug 2012, 2:05

Carissimi, "risuscito" questo thread per qualche aggiornamento...

TardoFreak ha scritto:- Se trovi da fare progettazione per un' azienda ricordati che non è necessario avere la P.IVA perché ti possono pagare anche con ritenuta d' acconto che allegherai al 730.

Ho fatto un giretto alla "Cámara de Comercio" e ho scoperto che (ovviamente) la legislazione qui in Spagna è diversa. Lo riporto soprattutto per Foto Utentesimo85 trapiantato come me nella "piel de toro", e per chi voglia far confronti con l'Italia. La partita IVA va aperta comunque, se però già si lavora come dipendenti (sempre che l'azienda per cui si lavora non escluda contrattualmente seconde attività) si paga solo il 50% della "Seguridad Social" (l'INPS spagnola), cioè un minimo di circa 113 € mensili (il 50% del 26,5% di un imponibile minimo di 850,20 €/mese e massimo di 3262,50 €/mese), più le tasse (il 20% dell'imponibile). Ah, poi c'è l'IVA, il 18%, ma la aumenteranno presto. Si può comunque ogni mese decidere se sospendere o riprendere l'attività e il relativo pagamento (questo l'ho saputo da un collega). Questo vale nei casi più comuni, per il 2012 e salvo prossime manovre, quindi è sempre meglio confermare.
Poi girando in Internet ho scoperto che ci sono dei "workaround" tipo associarsi a un'associazione di freelances di Madrid che emette le fatture per te con la sua partita IVA, e asserisce che è tutto legale... da confermare anche questo.

Mi sto leggendo questo "mattone" sugli ARM Cortex M3... sono proprio dei mostri, però ho visto che molte parti sono opzionali, quindi ci saranno anche degli ARM più semplificati. Ormai lo finirò, poi voglio passare a fare qualche esperimento, che credo sia meglio... Il tempo è sempre tiranno purtroppo.

TardoFreak ha scritto:- Studiare e sperimentare su tanti, tanti micro. Dai piccolini ad 8 bit ai bestioni trucidi a 32bit.

Ultimamente caro Foto UtenteTardoFreak avevo letto molti tuoi interventi dove dici che passi definitivamente ai 32 bit, sia per ragioni di costi che di potenza, per cui mi sono buttato a studiare gli ARM. Ha ancora senso secondo te usare professionalmente gli 8 bit (magari per i consumi ridotti o per lavoretti semplici)? In tal caso potrei ripassarmi gli Atmel AVR. Non so se vale la pena studiare anche i PIC o altri micro, dei quali non so nulla...

Poi, ho letto questa e questa recensione (in spagnolo) di webs di incontro fra chi offre e chi cerca progetti da sviluppare (riporto le pagine interne con qualche esempio di progetto, in ordine di interesse):

Elance
Twago
oDesk
Projectlinkr

Generalmente si prendono la loro brava commissione e/o quota d'iscrizione, ma mi sembrano una buona risorsa per trovare lavori e farsi conoscere. Qualcuno le ha provate? Che cosa ne pensate?

Un saluto e grazie a tutti O_/
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[10] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto Utentesimo85 » 10 lug 2012, 2:25

Ciao Guido,

Si, mi sono informato anche io in questi giorni però tu mi hai dato info più precise.
Ti ringrazio molto per questo.

Ero anche a conoscenza di freelancers ed opportunità varie.
Ultimamente però sono abbastanza distrutto, stacco alle 07.00 di mattina e sto facendo uno stage che mi tiene impegnato dalle 09.00 fino alle 13.00. Da sparo.. :(

Finito questo stage cercerò di muovermi in qualche direzione.

Grazie mille anche per i link. :ok:

PS: A breve, probabilmente passerò per Madrid. :) Chissà un piccolo incontro ed una chiacchierata interessante. :ok:

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