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Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Caldaie, climatizzatori, isolamento termico, impianti di illuminazione e di insonorizzazione

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[31] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenteflori2 » 6 mar 2015, 9:31

Con il riscaldamento centralizzato non si rispamia perché, nonostante il maggior rendimento, c'è sempre chi ha più freddo e vuole più calore. Gli altri si devono sorbire il freddo di costui. Poi, siccome paghiamo tutti allora non interessa risparmiare perche non sono "scemo". E' un dato di fatto che la temperatura nelle abitazioni con riscaldamento centralizzato è più alta di quelle autonome e spendono molto di più.
Quando introducono le contacalorie di solito mettono una quota fissa del 40% che penalizza fortemente il risparmio. I costi fissi ci sono (manutenzione), ma non il 40%. Aggiungi il costo della societa esterna per la gestione e gli amici del amministratore che devono mangiare manutenendo la caldaia.
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[32] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 6 mar 2015, 12:32

flori2 ha scritto:Con (...) di più.
questa generalizzazione può valere, presumo, appunto in assenza di un criterio di contabilizzazione.
flori2 ha scritto:Quando introducono le contacalorie di solito mettono una quota fissa del 40% che penalizza fortemente il risparmio.
per quanto mi risulta non viene applicato il 40%.
Se la percentuale dovesse essere tale sarebbe effettivamente troppo sbilanciata a sfavore di chi tende a gestire con maggiore oculatezza il riscaldamento nel proprio appartamento.
Comunque, riscrivo, mi farebbe piacere invece sapere, per quanto avevi prima riportato, quale potrebbe essere la percentuale coerentemente applicabile per ritenere "equilibrata" la ripartizione delle spese.
flori2 ha scritto:I costi fissi ci sono (manutenzione), ma non il 40%. Aggiungi il costo della societa esterna per la gestione e gli amici del amministratore che devono mangiare manutenendo la caldaia.
quella percentuale considera anche altre spese; poi, se da parte dell'amministratore c'è "speculazione", dal mio punto di vista, diventa un'altra questione che nulla ha a che vedere con valutazioni relative alla modalità di riscaldamento.

Riagganciando il titolo, sarebbe anche interessante avere una idea della entità delle spese di controllo e manutenzione, magari espressa in percentuale, relative ad un sistema di riscaldamento autonomo, eventualmente in relazione ad una tipologia di caldaietta piuttosto che un'altra (turbo e non), per poi poter confrontare questi dati con i medesimi di un sistema centralizzato (ma contabilizzato).

Saluti
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[33] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto UtenteDarioDT » 6 mar 2015, 12:44

E' necessario fare una distinzione tra impianti centralizzati vecchi e impianti centralizzati nuovi per i quali vige l'obbligo di installazione di un contatore di energia per ogni unità immobiliare.

Per gli impianti vecchi il consumo si ripartisce in base ai millesimi. Gli impianti vecchi vanno ovviamente rimodernati ed è necessaria anche la manutenzione straordinaria così come si fa per le facciate e gli esterni dei palazzi. I difetti citati tipo che anche se fa caldo i termosifoni vanno al massimo o che i termosifoni all'ultimo piano non scaldano ecc sono causa di cattiva progettazione degli stessi. per questi impianti comunque a partire dal 2017 ci sarà l'obbligo della contabilizzazione del calore.

Per quanto riguarda i nuovi impianti le spese si ripartiscono seguendo la UNI10200 che distingue consumi volontari (quota variabile), ovvero quelli dovuti all'azione volontaria dell’utente mediante i dispositivi di termoregolazione che vanno ripartiti in base alle indicazioni fornite dai dispositivi (letture)dei contabilizzatori e consumi involontari (quota fissa), ovvero quelli indipendenti dall'azione dell’utente e cioè principalmente le dispersioni di calore della rete di distribuzione, che vanno ripartiti in base ai millesimi di riscaldamento.
Non riesco a capire il 40% di quota fissa da dove derivi. Una quota fissa così alto potrebbe esserci in un palazzo con molti appartamenti non abitati?
Per i nuovi appartamenti già dal 2006 c'è anche l'obbligo di isolamento fra unità abitative confinanti in modo da evitare quello che si chiama "furto di calore", ovvero sfrutto l'impianto di riscaldamento del vicino.

Ciao,
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[34] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto UtenteDarioDT » 6 mar 2015, 12:47

Aggiungo che per i vecchi impianti nei quali si installeranno i contabilizzatori obbligatori si dovranno ripartire le spese di riscaldamento in base alla UNI10200.
Ciao,
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[35] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenteflori2 » 6 mar 2015, 14:39

dadituri ha scritto:Non riesco a capire il 40% di quota fissa da dove derivi. Una quota fissa così alto potrebbe esserci in un palazzo con molti appartamenti non abitati?

Con una rapida ricerca sul web si scopre che è un valore (se non peggio) che in parecchi utilizzano. Non so da quali calcoli derivi.
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