Ok, allora sono d'accordo
(Solo non userei il rame, altrimenti non la può bere)
Due boiler a cascata e CC CA
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Credo che le resistenze da boiler siano state costruite in rame per anni ed anni, attualmente non so ma credo le facciano ancora con quello (oltre che in inox)
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Kagliostro
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stefanopc ha scritto:Di che potenza sono queste resistenze da 36 e 48 V?
La massima potenza del tuo pannello é 375 Wp a 35 V?
Potresti prendere una resistenza da 24 V 1 kW e un MPPT per batterie regolabile a 24 V.
Penso sia la soluzione meno peggio.
Senza MPPT la produzione sarà veramente molto bassa.
Un MPPT di questo genere si trova a prezzi molto molto bassi.
Ciao
boiler 230v resistenze 1200w 80lt.
Pannello 35/41 volt (max o circuito aperto), 375watts.
L'idea di un regolatore di carica mppt 24 V è interessante, si trovano anche a una decina di euro.
Credo vogliano una batteria per funzionare (una piccola ricaricabile sempre per una/due decine di euro), poi collegherei la resistenza ai morsetti dell'utenza, corretto? (Dove c'è la lampadina negli schemi online)
* Avrei mppt
* Costo basso (40/50€)
Perché quindi dici, più avanti, che senza una batteria farei poco?
Interessante i zener, ma dovrei avere maggiori competenze di elettronica.
Ciao
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Il problema come si è già detto riguarda le resistenze e la potenza che possono assorbire in funzione della tensione.
La potenza del pannello é 375 Wp 35 V 10.8 A.
Ammettiamo per ipotesi di avere sostituito la resistenza del boiler con una nuova da 48 V 900 W.
La resistenza risulta da 2.666 ohm.
La potenza di 375 W, sulla resistenza, si avrebbe con tensione di 31.8V e corrente di 11.8.
La cosa non è possibile perché il pannello può dare al massimo 10.8A
La potenza trasferita con connessione diretta sarà quindi di soli 310W.
Se ci spostiamo in una zona di funzionamento intermedia le cose vanno molto peggio.
Se il pannello dovesse produrre 200 W avrebbe in uscita circa 33 V e 6 A.
In questo caso la potenza trasferita alla resistenza sarà di soli 96W e meta potenza andrà persa.
Per gestire correttamente la cosa serve variare la tensione di uscita a potenza costante (a tensione fissa si combina ben poco) o controllare la potenza trasferita tramite accumulo su condensatore e controllo PWM.
Un normale MPPT non prevede una uscita a tensione variabile ma solo una uscita a tensione fissa.
Altrimenti occorre accumulare la energia in una batteria ad esempio 24 V. e poi con la batteria scaldare il boiler con una resistenza da 24 V.
Cosa abbasta senza senso anche se realizzabile.
Spero di essermi spiegato.
Ciao
La potenza del pannello é 375 Wp 35 V 10.8 A.
Ammettiamo per ipotesi di avere sostituito la resistenza del boiler con una nuova da 48 V 900 W.
La resistenza risulta da 2.666 ohm.
La potenza di 375 W, sulla resistenza, si avrebbe con tensione di 31.8V e corrente di 11.8.
La cosa non è possibile perché il pannello può dare al massimo 10.8A
La potenza trasferita con connessione diretta sarà quindi di soli 310W.
Se ci spostiamo in una zona di funzionamento intermedia le cose vanno molto peggio.
Se il pannello dovesse produrre 200 W avrebbe in uscita circa 33 V e 6 A.
In questo caso la potenza trasferita alla resistenza sarà di soli 96W e meta potenza andrà persa.
Per gestire correttamente la cosa serve variare la tensione di uscita a potenza costante (a tensione fissa si combina ben poco) o controllare la potenza trasferita tramite accumulo su condensatore e controllo PWM.
Un normale MPPT non prevede una uscita a tensione variabile ma solo una uscita a tensione fissa.
Altrimenti occorre accumulare la energia in una batteria ad esempio 24 V. e poi con la batteria scaldare il boiler con una resistenza da 24 V.
Cosa abbasta senza senso anche se realizzabile.
Spero di essermi spiegato.
Ciao
600 Elettra
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ThEnGi ha scritto:
Un idea di massima potrebbe essere questa, a cui va aggiunta la logica (PLC ?) per gestire K1/K2 e eventuale conversione della potenza generata dal pannello
Contatti SPDT di uno relè
EDIT: NDR attenzione alle specifiche (V/I) per i relè in DC che sono diverse !
... e mettiamo alle ortiche 'sta CEI 0-21....
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GioArca67 ha scritto:![]()
... e mettiamo alle ortiche 'sta CEI 0-21....![]()
Da Novembre,....... siamo in prescrizione
Come ben indicato è un "idea di massima", Mancano attuatori, interblocchi segnalazione..... Anche solo presuppore che i contatti si aprano e chiudono in sincronismo e abbastanza utopico
Nel caso ti riferisci ad un eventuale parallelo (accidentale) con la rete ?

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GioArca67 ha scritto:Sì, servono gli interblocchi meccanici ed elettrici.
OK, avevo capito giusto. Ti rigraziono per averlo segnalato... Io lo davo per scontato
Come comunque avevo indicato nel post precedente, esistono boiler a doppia resistenza proprio per questi casi in modo da non mescolare i due impianti
EDIT: Non mi sembra sia stata citata... ma il solare termico è stato preso in considerazione ?
Ci risparmiamo la conversione in energia elettrica, eventualmente con un "piccolo" pannello e una batteria si alimenta eventuali circolatori

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Si potrebbe obiettare che il generatore in questo caso rimane sotto ai 50 Vcc e quindi la tensione non è di fatto considerata pericolosa.
Ciao
P. S. Il pannello solare termico è stato segnalato al messaggio [10] senza produrre interesse.
Molti pannelli con accumulo annesso sono a circolazione naturale non serve nemmeno il circolatore.
Ciao
P. S. Il pannello solare termico è stato segnalato al messaggio [10] senza produrre interesse.
Molti pannelli con accumulo annesso sono a circolazione naturale non serve nemmeno il circolatore.
600 Elettra
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stefanopc ha scritto:P. S. Il pannello solare termico è stato segnalato al messaggio [10] senza produrre interesse
Il +1 lo ho messo io che al 40esimo post mi era sfuggito.
Anche perché l'efficienza sarebbe veramente più alta, si salta un passaggio di conversione e il rendimento del pannello stesso è più alto.
In più esistono gli accumuli con resistenza integrata (e il restante sono predisposti), ovvero se il pannello non riesce a garantire l'acqua calda interviene la resistenza

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