I finali a simmetria quasi complementare sono stati molto comuni e apprezzati fin oltre la metà degli anni settanta e anche oggi avrebbero da dire ancora qualcosa - e negli amplificatori di potenza monolitici come il famoso - o famigerato - gainclone (LM3886) ancora la dicono alla grande.
Quanto alla distorsione d'incrocio non ne sono purtroppo immuni ma al giorno d'oggi è un problema che non toglie più il sonno a nessuno; i veri problemi causati dalla distorsione d'incrocio derivano tutti dal fatto che può, nel passaggio per lo zero, aprire l'anello di controreazione o ridurne significativamente il guadagno di anello aumentando così la distorsione in uscita. Ma una volta capito questo è anche facilmente risolvibile con alcuni piccoli accorgimenti che, di passata, possono risultare più efficaci da adottare proprio in uno stadio di uscita a simmetria quasi complementare che non in uno a simmetria completamente complementare.
auto oscillazione
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IsidoroKZ
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Da ulteriori prove pare siano problemi diversi per i 2 ampli, il Major ora va ok anche con le Knopex senza autoscillare, bastava eliminare la connessione cavo BF al valvolare poiché lo usavo come preampli avendo l'out dedicato, penso causa del problema un anello di massa.
Il Major 8000 dei 2 è quello cui tengo maggiormente per rariità, bellezza e potenza, il Kenwood anni 80 mostra problemi di autoscillazione saltuaria anche con altri diffusori, va solo con gli speaker B in A autoscilla quasi sempre, ho disossidato il selettore ma persiste... inoltre ha un suono nasale che non credo sia nativo, pare una riparazione mal riuscita anche se l'interno sembra ok non pasticciato, il venditore garantiva funzionante... l'ho pagato poco finirà nello scaffale dei lungodegenti.
Anche se ora il tutto va ok mi ripropongo prina o poi il commutatore rotante con separazione dei negativi speaker
Il Major 8000 dei 2 è quello cui tengo maggiormente per rariità, bellezza e potenza, il Kenwood anni 80 mostra problemi di autoscillazione saltuaria anche con altri diffusori, va solo con gli speaker B in A autoscilla quasi sempre, ho disossidato il selettore ma persiste... inoltre ha un suono nasale che non credo sia nativo, pare una riparazione mal riuscita anche se l'interno sembra ok non pasticciato, il venditore garantiva funzionante... l'ho pagato poco finirà nello scaffale dei lungodegenti.
Anche se ora il tutto va ok mi ripropongo prina o poi il commutatore rotante con separazione dei negativi speaker
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Piercarlo ha scritto:I finali a simmetria quasi complementare sono stati molto comuni e apprezzati fin oltre la metà degli anni settanta e anche oggi avrebbero da dire ancora qualcosa - e negli amplificatori di potenza monolitici come il famoso - o famigerato - gainclone (LM3886) ancora la dicono alla grande.
Quanto alla distorsione d'incrocio non ne sono purtroppo immuni ma al giorno d'oggi è un problema che non toglie più il sonno a nessuno; i veri problemi causati dalla distorsione d'incrocio derivano tutti dal fatto che può, nel passaggio per lo zero, aprire l'anello di controreazione o ridurne significativamente il guadagno di anello aumentando così la distorsione in uscita. Ma una volta capito questo è anche facilmente risolvibile con alcuni piccoli accorgimenti che, di passata, possono risultare più efficaci da adottare proprio in uno stadio di uscita a simmetria quasi complementare che non in uno a simmetria completamente complementare.
Grazie Piercarlo della interessante delucidazione, avevo letto di questa configurazione "quasi complementare" ma mai approfondito, comunque il piccolo sconosciuto Tamon K1000 anni 70 pagato una bezzecola suona davvero bene, con le Cizek 3 è spettacolare pur con i suoi miseri 20W
Inoltre ho risolto seguendo il tuo consiglio di ricontrollare attentamente connessioni e masse, non mi è chiaro perché la massa del valvolare portata al Major dal cavo BF all'out pre causasse l'autoscillazione penso la circuitazione interna del valvolare stesso ma tantè che orail Major va bene con tutti i diffusori,
sempre bello leggere la tua competenza
saluti e grazie
Danilo
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dan76 ha scritto:A proposito di configurazioni dei tr finali sono rimasto sorpreso nel riparare il raro Tamon k-1000 jap anni 70 con 2 finali in corto da me stupidamente dimenticato in parallelo al Kenwood quando ha autoscillato, mi aspettavo le solite coppie NPN-PNP invece stranamente trovo 4 NPN 2N5296 (2 per canale) il Tamon pur con limiti di potenza ha suono molto bello e definito paragonabile solo al NAD, incuriosito ho cercato in rete notizie su tale configurazione che leggo usata negli anni 60 in alcuni ampli ben suonanti come questo Dynaco: http://www.audiocostruzioni.com/r_s/amp ... o-120.html
https://www.reddit.com/r/AskElectronics ... put_stage/
interessante se qualcuno ha avuto modo di sentire questo raro tipo di amplificatore, in teoria si dovrebbe eliminare la famosa "distorsione di incrocio" infatti sulla scheda mancano i trimmer del bias per equilibrare il gain NPN e PNP
Ma hai dato un'occhiata allo schema?
Non ha niente di speciale: il differenziale di ingresso è fatto con un solo transistor ...che peggio non si può, i finali sono collegati in Darlington con i piloti, quello in basso è NPN perché con il rispettivo pilota forma una doppietta Sziklai, quindi niente di insolito, i diodi D2 e D3 polarizzano i finali recuperando una caduta simile alla somma delle VBE di Q4 e Q5 per avere una corrente a riposo un po' come capita... ecco perché manca il trimmer per regolarla e di conseguenza la distorsione di incrocio c'è e chissà quanta.
Insomma direi che sia una ciofeca e lo conferma il fatto che ha bisogno di una alimentazione stabilizzata quando solitamente gli amplificatori di potenza decenti ne possono fare a meno: evidentemente la controreazione non riesce a ridurre sufficientemente la presenza del ripple sul segnale di uscita, figuriamoci la distorsione di incrocio, specialmente salendo con la frequenza.
Ovviamente suona bene come qualsiasi altro amplificatore della stessa potenza che non venga sovraccaricato: non è certo da come suona che si può stabilire se un amplificatore è ben fatto: è risaputo che le orecchie sono molto di bocca buona
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BrunoValente
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- Iscritto il: 8 mag 2007, 14:48
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Salve,
questo Dynaco anni 60 non l'ho mai ascoltato, cercando info sullo schema "quasi complementare" l'ho visto citato in un forum americano sull'argomento ove si asseriva fosse ben suonante, nel riparare i finali di un quasi sconosciuto Tamon K-1000 mi ha incuriosito trovare 4 npn, prima di ora nella mia scarsa esperienza nell'audio mi erano capitate solo coppie complementari npn-pnp.
Del Tamon privo anch'esso dei potenziometri bias non ho trovato nulla in rete meno che mai gli schemi, probabilmente è simile al Dynaco o altri quasi complementari come il gainclone che come suggerisce Piercarlo non sfigura in qualità.
Che il Tamon suoni bene pur con limiti di potenza (4 2N5296...) mi pare poterlo confermare pur non avendo strumentazione dedicata ma solo oscilloscopio e generatore di segnali, quindi utilizzando solo le orecchie dei 10 ampli commutabili del mio studio/ascolto il Tamon mi pare di qualità e dinamica a livello del NAD anni 80 e di un Monarch/Emerson anni 70 e meglio di altri come Marantz e Scott che hanno meno dinamica o producono fatica di ascolto.
Sono anche stupito dal bel suono (a parte bassi un po enfatizzati da scuola teutonica) e potenza pilotaggio diffusori difficili (tanta corrente?) da parte di uno Schneider pagato 35 eu su Ebay proveniente immagino da discarica viste le pessime condizioni... ripulito fuori e dentro e restaurato esteticamente si è rivelato ok come il rigattiere prometteva, la teutonica costruzione bavarese evidentemente resiste pure ai liquami della discarica poiché i potenziometri memmeno è servito disossidarli, monta un finale monolitico Sanyo STK-463 e un cablaggio quasi militare... non è detto che le cose semplici debbano sempre essere scarse.
Ti rigrazio per l'ottima e competente delucidazione, il mio campo è l'RF e qui sto imparando :)
saluti Danilo
questo Dynaco anni 60 non l'ho mai ascoltato, cercando info sullo schema "quasi complementare" l'ho visto citato in un forum americano sull'argomento ove si asseriva fosse ben suonante, nel riparare i finali di un quasi sconosciuto Tamon K-1000 mi ha incuriosito trovare 4 npn, prima di ora nella mia scarsa esperienza nell'audio mi erano capitate solo coppie complementari npn-pnp.
Del Tamon privo anch'esso dei potenziometri bias non ho trovato nulla in rete meno che mai gli schemi, probabilmente è simile al Dynaco o altri quasi complementari come il gainclone che come suggerisce Piercarlo non sfigura in qualità.
Che il Tamon suoni bene pur con limiti di potenza (4 2N5296...) mi pare poterlo confermare pur non avendo strumentazione dedicata ma solo oscilloscopio e generatore di segnali, quindi utilizzando solo le orecchie dei 10 ampli commutabili del mio studio/ascolto il Tamon mi pare di qualità e dinamica a livello del NAD anni 80 e di un Monarch/Emerson anni 70 e meglio di altri come Marantz e Scott che hanno meno dinamica o producono fatica di ascolto.
Sono anche stupito dal bel suono (a parte bassi un po enfatizzati da scuola teutonica) e potenza pilotaggio diffusori difficili (tanta corrente?) da parte di uno Schneider pagato 35 eu su Ebay proveniente immagino da discarica viste le pessime condizioni... ripulito fuori e dentro e restaurato esteticamente si è rivelato ok come il rigattiere prometteva, la teutonica costruzione bavarese evidentemente resiste pure ai liquami della discarica poiché i potenziometri memmeno è servito disossidarli, monta un finale monolitico Sanyo STK-463 e un cablaggio quasi militare... non è detto che le cose semplici debbano sempre essere scarse.
Ti rigrazio per l'ottima e competente delucidazione, il mio campo è l'RF e qui sto imparando :)
saluti Danilo
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