Un po' di tempo fa mi sono rimboccato le maniche e ho tirato fuori dagli scatoloni, ancora imballati dall'ultimo trasloco, i componenti del mio vecchio impianto hi-fi.
Ovviamente non pretendevo funzionasse tutto suito e alla perfezione: mi ci sono volute un bel po' di settimane per ripulire bene tutto, regolare e lubrificare, fare il recapping ove serviva eccetera.
La strumentazione ovviamente non mi mancava (anzi
Ho dovuto modificare un po' l'arredamento di casa per sistemare tutto l'impianto (con un po' di perplessita' daparte di mia moglie), acquistando anche due mobiletti adatti alla bisogna e mettendo un terzo scaffale a muro per sistemare tutti i miei LP (piu' di 550 che pesano un botto argh...). Non ho ancora sistemato le cassette (circa 200) e i CD (forse 200 booh non li ho contati)..
Alla fine sono rimasto soddisfattissimo. Anche mia moglie si e' dovuta ricredere ascoltando la qualita' del suono complessiva
Poi mi sono guardato intorno per colmare il vuoto di 20 e passa anni senza aver piu' toccato l'argomento "impianti hi-fi".
Dai quando avevo 16 anni, fino ai 30 circa, sono stato un musicofilo, audiofilo, musicista (chitarrista). Mi ricordo le battaglie che si facevano coi compagni di scuola superiore o di universita': si faceva a gara chi aveva l'impianto piu' figo, o piu' potente, o piu' ... insomma era l'apoteosi dell'hi-fi e della musica ascoltata tra appassionati: jazz, heavy metal, hard rock, blues, chi piu' ne ha piu' ne metta.
Essendo anche un elettronico, praticamente tutti i miei amici venivano da me per consigli sugli acquisti, piccole riparazioni eccetera.
Poi molte cose sono successe: lutti in famiglia, problemi di lavoro e di salute (come molti di voi gia' sanno), gli anni sono passati, e chitarre, dischi e impianto stereo rimasero malinconicamente abbandonati... persi la "voglia" di ascoltare o fare musica seriamente.
La ripresa, che risale a pochi mesi fa, e' dovuta al fatto che da piu' parti leggevo o sentivo parlare di "rinascita del vinile, delle cassette. Possibile, mi dissi?
Cominciai a sfogliare qualche numero di Audio Review o SUONO e vidi che effettivamente c'e' una discreta fetta di appassionati, non so dire se di nicchia o meno, che ancora ascoltano LP. Che moltissimi artisti odierni pubblicano sia in CD che su vinile.
Mi sono accorto che il mio impianto hi-fi attualmente sarebbe una chicca per gli appassionati del genere, e che vale un discreto gruzzolo.
Parlando della cosa con i miei colleghi di lavoro, mi sono accorto che gli impianti hi-fi classici sono pressoche' sconosciuti ai piu'.
Mi hanno chiesto ovviamente consigli su come iniziare, spinti dalla curiosita'. Come e dove acquistare un piatto, una coppia di casse e un ampli senza spendere troppo.
E li' la mia seconda sorpresa: a vedere i componenti audio recensiti sulle due riviste succitate e i loro prezzi, sono rimasto stupefatto: piatti decenti a non meno di 250 euro, ampli integrati sui 800/000, casse da 800 euro fino a 18.000 euro. Un lettore CD da 3000 euro. Una testina per giradischi da 14.000 euro.
Vabbe' sapevo gia' che ci sono sempre gli "audiofili esoterici" che amano spendere cifre esorbitanti, pure per una coppia di cav i per altoparlanti, fin li' non mi stupisco. Sono casi estremi.
Quello che mi stupisce invece e' l'assoluta mancanza, almeno a me cosi' risulta, dopo varie ricerche, di prodotti decenti a prezzi "abbordabili": diciamo 1500 euro per piatto, testina, altoparlanti e ampli.
Mi ricordo benissimo che negli anni '80 c'erano impianti per tutte le tasche: dal coordinato monomarca da 500/800 mila lire (incluso il registratore!) fino ai super-impianti da svariati milioni.
Molte marche blasonate sono passate a miglior vita. ALtre producono ciofeche orrende che hanno solo il marchio. Sulla rete trovi piatti o registratori che una volta aperti ... sono vuoti. Con una meccanica che nemmeno i mangiadischi o le fonovaligie di una volta.
Non posso proporre a un collega una spesa di 3000 euro minimo: lui mi risponderebbe che piuttosto continua col suo iphone e gli auticolari (Koss, Technics, ce ne sono di ottimi) e vive contento cosi'.
Secondo me, se si volesse incentivare la passione per l'ascolto "decente" della musica e non il consumo selvaggio della cosiddetta "musica liquida" occorrerebbe che ci fosse un'offerta di tipo "entry level" ma che non sia composta da "baracchette".
Per una testina Ortofon 100 euro ci stanno benissimo. Un piatto 200/300 euro anche. ma un ampli non possono chiedere 1000 euro per un 60+60 W. Va bene, e' un ampli che al suo interno ha un micro, legge e scrive pennette USB, si connette con Wi-Fi e bluetooth, ha la presa LAN per i collegamenti a un NAS, il display a cristalli liquidi, il telecomando... ma porca eva, un ampli basico no?
ALmeno uno inizia a toccare con mano la differenza tra la musica liquida e la musica un po' piu' vicina a quella reale (studio o live).
Anche gli altoparlanti (le casse): una coppia di JBL a 3000 euro il ragazzino non le puo' avere, suo padre lo fulminerebbe sull'istante. Mi ricordo che c'erano le casse Technics, Pioneer, AKai: due vie, massimo tre, da scaffale (io iniziai proprio con una coppia di Pioneer e un ampli Pioneer SA-5050) che costavano 200/300 mila lire. Dignitose, almeno iniziavi ad ascoltare musica in maniera un po' piu' seria che non con i radioregistratori o le fonovaligie
Voi che ne pensate?
Max

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