Polarizzazzione di un FET
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IsidoroKZ
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nikolatesla ha scritto:Cavolo, pensavo che cercare di mettere "tutto a metà" fosse una cosa prettamente scolastica (anche la considerazione empirica Vsource o Vemettittore pari a Vcc o Vdd/10 funziona)... cioè è utile solo quando ti serve tanta dinamica e poca qualità.
Non ho messo tutto a meta`: il progetto e` basato sul transistore A, e anche li` la scelta del bias point non e` univoca.
Sul source del jfet e` risultata una tensione di circa un decimo dell'alimentazione, ma e` un risultato calcolato. Quasi tutte le formule empiriche hanno dietro dei calcoli di progetto, e visto che spesso vengono sempre simili, si crea una regola pratica che in casi normali fa risparmiare tempo (e in casi non normali fa fare errori).
nikolatesla ha scritto:A= gmRd / (1+gmRs1)
E' la formula di guadagno di un sistema a retroazione negativa, vero?
Si`, proprio lei. Lo si vede bene dal denominatore: una struttura del tipo 1+ un guadagno per una funzione "passiva" e` la firma della retroazione. Poi al numeratore c'e` anche di nuovo il guadagno, e questa e` proprio la classica
. Si puo` ancora aggiungere che
e` la conduttanza equivalente del transistore compresa la resistenza di source. Questa formula vale per jfet, mosfet, tubi, e con un piccolissimo fattore di correzione, che puo` essere praticamente sempre trascurato, anche per i bipolari.La cosa che in pochi sanno e` che se una funzione di trasferimento ha a denominatore una somma, allora necessariamente c'e` una retroazione negativa. Ad esempio un partitore di tensione, che ha funzione di trasferimento
, ha una somma a denominatore, e quindi e` un sistema retroazionato. Non bisogna pero` dirlo agli audiofili, altrimenti non usano piu` neanche i partitori La dimostrazione che un partitore di tensione e` un sistema con feedback va fatta con attenzione, ma garantisco che e` cosi`.
nikolatesla ha scritto:Non ho ben capito sta cosa, Hai trovato la Req perché hai "diviso a metà la Rs", nel caso che non lo volessi fare tengo come Req la Rs o sbaglio?
La Req e` la resistenza che vede il condensatore ai suoi terminali. Se non dividi Rs la resistenza equivalente vista dal condensatore e` il parallelo di Rs con la resistenza che si vede guardando su per il source (o l'emettitore, o il catodo) del jfet. Questa resistenza vista nel source e` immediata da calcolare se non ci sono retroazioni varie come capita in questo caso. Se invece lo stadio e` in qualche modo retroazionato, il calcolo della resistenza vista guardando nel source diventa molto complicato.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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A volte mi pento di aver preso il corso chimico biologico...
Comunque, sì, sei stato molto chiaro. Ho trovato un capitolo su un vecchio libro di elettronica generale che parla di quello che dici: gli darò un'occhiata sta sera, sonno permettendo. L'altro libro mi è arrivato qualche giorno fa e devo dire che per essere un "pillole di...", è abbastaza chiaro. Ovviamente manca di tutte quelle spiegazioni teoriche (sicuramente indispensabili, ma per quelle ci sono altre letture), ma è estremamente diretto nel calcolo e nella progettazione di una certa mole di circuiti analogici, tenendo conto anche di quei "fattori pratici" che di solito non si trovano su tutti i libri.
Piuttosto, sai consigliarmi qualche lettura (carta o web) alla mia altezza per imparare per bene a lavorare "in pratica" con le funzioni di trasferimento?
Comunque, sì, sei stato molto chiaro. Ho trovato un capitolo su un vecchio libro di elettronica generale che parla di quello che dici: gli darò un'occhiata sta sera, sonno permettendo. L'altro libro mi è arrivato qualche giorno fa e devo dire che per essere un "pillole di...", è abbastaza chiaro. Ovviamente manca di tutte quelle spiegazioni teoriche (sicuramente indispensabili, ma per quelle ci sono altre letture), ma è estremamente diretto nel calcolo e nella progettazione di una certa mole di circuiti analogici, tenendo conto anche di quei "fattori pratici" che di solito non si trovano su tutti i libri.
IsidoroKZ ha scritto:La cosa che in pochi sanno e` che se una funzione di trasferimento ha a denominatore una somma, allora necessariamente c'e` una retroazione negativa. Ad esempio un partitore di tensione, che ha funzione di trasferimento, ha una somma a denominatore, e quindi e` un sistema retroazionato. Non bisogna pero` dirlo agli audiofili, altrimenti non usano piu` neanche i partitori
Piuttosto, sai consigliarmi qualche lettura (carta o web) alla mia altezza per imparare per bene a lavorare "in pratica" con le funzioni di trasferimento?
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ciao a tutti,
scusate l'intromissione e soprattutto scusate l'ot, ma questa cosa del partitore/retroazione mi ha incuriosito. Appena ho letto l'affermazione di Isidoro ho subito cercato di dimostrarla tramite la teoria della retorazione, ma come al solito c'è qualche ostacolo che mi blocca e qualche misterioso inghippo per me, ahimè
Prima cosa da fare, individuare i doppi bipoli, quello diretto e quello di retroazione, e già qui, nonostante la banalità del circuito ho i primi problemi, e forse è già da qui che nasce il mio errore. Posto la figura di come ho individuato i doppi bipoli:
e già sento puzza di bruciato perché quel corto nella porta 1 del blocco di retroazione è un po'strano.
In questa riconosco una configurazione serie-parallelo, che viene descritta bene dalle matrici ibride h.
Inoltre, calcolando la relazione per un sistema retroazionato tramite queste matrici, riesco proprio a mettere in relazione la tensione Vout con la Vi. Le formule sono: (l' apice A indica il blocco diretto mentre F quello di retroazione)
,
, 
dove
e analogamente per
mentre Rg e GL non intervengono in questo caso.
Paritamo dal blocco A:
,
, 
Per il blocco F:
La cosa ovviamente non cambia se al posto del corto ci metto una resistenza fittizia e successivamente la faccio tendere a 0, ciò significa che c'è un errore di fondo.
Dove sto sbagliando?
Grazie
scusate l'intromissione e soprattutto scusate l'ot, ma questa cosa del partitore/retroazione mi ha incuriosito. Appena ho letto l'affermazione di Isidoro ho subito cercato di dimostrarla tramite la teoria della retorazione, ma come al solito c'è qualche ostacolo che mi blocca e qualche misterioso inghippo per me, ahimè
Prima cosa da fare, individuare i doppi bipoli, quello diretto e quello di retroazione, e già qui, nonostante la banalità del circuito ho i primi problemi, e forse è già da qui che nasce il mio errore. Posto la figura di come ho individuato i doppi bipoli:
e già sento puzza di bruciato perché quel corto nella porta 1 del blocco di retroazione è un po'strano.
In questa riconosco una configurazione serie-parallelo, che viene descritta bene dalle matrici ibride h.
Inoltre, calcolando la relazione per un sistema retroazionato tramite queste matrici, riesco proprio a mettere in relazione la tensione Vout con la Vi. Le formule sono: (l' apice A indica il blocco diretto mentre F quello di retroazione)
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dove
e analogamente per
mentre Rg e GL non intervengono in questo caso.Paritamo dal blocco A:
,
, 
Per il blocco F:
La cosa ovviamente non cambia se al posto del corto ci metto una resistenza fittizia e successivamente la faccio tendere a 0, ciò significa che c'è un errore di fondo.
Dove sto sbagliando?
Grazie
Ci sono 10 tipi di persone: quelle che conoscono il sistema binario e quelle che lo ignorano.
...We are Motörhead, and we play rock 'n' roll...
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Almeno uno sono riuscito a incuriosirlo con il partitore analizzato come retroazione. Il fatto e` che non tutti i sistemi retroazionati si possono semplicemente disegnare come due blocchi A e beta. Questo e` un caso in cui e` meglio usare un diagramma a blocchi.
Che sia una retroazione lo si vede dal fatto che la tensione di uscita dipende dalla corrente che assorbe il carico. Nella figura seguente c'e` lo schema a blocchi.
Il blocco G2 e` il legame fra la tensione di uscita e la corrente che attraversa R2. Questa corrente passa anche attraverso R1 e provoca una caduta di tensione pari a Vu*G2*R1 che si va a sottrarre dalla tensione di ingresso, che e` proprio quanto dice il diagramma a blocchi.
Il guadagno ad anello chiuso vale
che e` proprio la relazione del partitore.
Che sia una retroazione lo si vede dal fatto che la tensione di uscita dipende dalla corrente che assorbe il carico. Nella figura seguente c'e` lo schema a blocchi.
Il blocco G2 e` il legame fra la tensione di uscita e la corrente che attraversa R2. Questa corrente passa anche attraverso R1 e provoca una caduta di tensione pari a Vu*G2*R1 che si va a sottrarre dalla tensione di ingresso, che e` proprio quanto dice il diagramma a blocchi.
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Ciao Isidoro, grazie della risposta.
E si mi hai prorpio incuriosito, la cosa difficile da fare è applicare proprio ciò che si studia teoricamente ai vari casi, e in questo caso, nonostante la facilità del circuito, non ci avrei mai e poi mai visto una retorazione.
Ma quindi la teoria della retroazione per il circuiti in questione proprio non è applicabile oppure è meglio lasciarla in pace?
E si mi hai prorpio incuriosito, la cosa difficile da fare è applicare proprio ciò che si studia teoricamente ai vari casi, e in questo caso, nonostante la facilità del circuito, non ci avrei mai e poi mai visto una retorazione.
Ma quindi la teoria della retroazione per il circuiti in questione proprio non è applicabile oppure è meglio lasciarla in pace?
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Non si riesce a usare (facilmente) la rappresentazione in doppi bipoli per un partitore, ma la teoria della retroazione c'e`, ed e` visibile nello schema a blocchi. Che convenga usarla in questo caso, direi proprio di no
.
Comunque in generale un qualunque componente o parametro W entra in forma bilineare in una funzione di trasferimento H in questo modo:
Questo risultato era stato ricavato da Bode.
Si possono definire due altri valori limite di H, quando W tende ad infinito e W tende a zero. In questo caso si ha
e
Inoltre si puo` ancora definire una grandezza 
Con queste definizioni, la funzione di trasferimento H(s) si puo` scrivere come
che e` la relazione dei sistemi retroazionati secondo Rosenstark.
Edit: OOPS avevo scambiato i numeratori delle frazioni. Adesso sono a posto
Se
oppure
allora
non si riesce a scrivere nella forma indicata il che significa che non c'e` reazione.
Va beh, non e` detto tanto bene, ma le idee base ci sono.
Comunque in generale un qualunque componente o parametro W entra in forma bilineare in una funzione di trasferimento H in questo modo:
Questo risultato era stato ricavato da Bode.Si possono definire due altri valori limite di H, quando W tende ad infinito e W tende a zero. In questo caso si ha
e
Inoltre si puo` ancora definire una grandezza 
Con queste definizioni, la funzione di trasferimento H(s) si puo` scrivere come
che e` la relazione dei sistemi retroazionati secondo Rosenstark. Edit: OOPS avevo scambiato i numeratori delle frazioni. Adesso sono a posto
Se
oppure
allora
non si riesce a scrivere nella forma indicata il che significa che non c'e` reazione.Va beh, non e` detto tanto bene, ma le idee base ci sono.
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Molto interessante questa cosa, grazie mille Isidoro
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Ma ... per studiare i sistemi reazionati non si usano gli schemi a blocchi?
Faccio questa domanda perche' mi vengono in mente i vari tipi di reazione che avevo studiato al tempo: reazione di tensione o corrente riportata in serie o parallelo. E' una cosa pratica da periti ma mi e' stata spiegata con gli schemi a blocchi.
Non e' forse che gli schemi a blocchi sono piu' indicati?
Scusate la domanda banale. Ma negli schemi a blocchi ricordo che c'erano (forse) anche grandezze meccaniche.
Faccio questa domanda perche' mi vengono in mente i vari tipi di reazione che avevo studiato al tempo: reazione di tensione o corrente riportata in serie o parallelo. E' una cosa pratica da periti ma mi e' stata spiegata con gli schemi a blocchi.
Non e' forse che gli schemi a blocchi sono piu' indicati?
Scusate la domanda banale. Ma negli schemi a blocchi ricordo che c'erano (forse) anche grandezze meccaniche.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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Ho preso un granchio, come al solito.
Ho riletto il libro. La reazione, come argomento, e' introdotta con gli schemi a blocchi ma poi, piu' avanti, viene spiegata con i quadripoli.
Scusatemi, ho scritto fesserie e fatto, come al solito, confusione.
Ho riletto il libro. La reazione, come argomento, e' introdotta con gli schemi a blocchi ma poi, piu' avanti, viene spiegata con i quadripoli.
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