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HI-FI; quanti watt sono?

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[21] Re: HI-FI; quanti Watt sono?

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 23 apr 2018, 11:59

BrunoValente ha scritto:Digitale o analogico che sia non è possibile convertire una misura di tensione in una di potenza tramite un partitore: la potenza va con il quadrato della tensione, non è proporzionale.

credo proprio che hai ragione, avendo una proporzionalità con il quadrato non è solo un problema di scala, che sarebbe sempre lineare.

quindi come sarebbe possibile con circuiti ad operazionali che lavorano sempre in lineare?

saluti.
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[22] Re: HI-FI; quanti Watt sono?

Messaggioda Foto Utentevenexian » 23 apr 2018, 12:01

lelerelele ha scritto:quindi come sarebbe possibile con circuiti ad operazionali che lavorano sempre in lineare?

Esiste un'intera branca dell'elettronica che tratta i circuiti non lineari a operazionali...
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[23] Re: HI-FI; quanti Watt sono?

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 23 apr 2018, 12:53

lelerelele ha scritto:quindi come sarebbe possibile con circuiti ad operazionali che lavorano sempre in lineare?

Con circuiti ad operazionali e basta, come quello del messaggio [17], non è possibile: si tratta sempre e solo di voltmetri, quindi l'indicazione dello strumento è proporzionale alla tensione, non alla potenza, ma se lo strumento è analogico si può sostituire la scala lineare indicante i valori di tensione con una scala non lineare indicante quelli di potenza e che dice il vero solo con segnali sinusoidali.

Poi vi sono varie tecniche che fanno uso di dispositivi non lineari per poter misurare correttamente il valore efficace di tensione con segnali di qualsiasi forma (entro certi limiti) e sono stati anche realizzati circuiti integrati di vario tipo che le sfruttano... ma l'indicazione è sempre in volt, si è solo superato il problema della forma d'onda, per poter indicare direttamente i watt occorre comunque un'ulteriore step che ancora prevede delle non linearità.

Ovviamente con l'uso dei processori le cose diventano molto più semplici.
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[24] Re: HI-FI; quanti Watt sono?

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 23 apr 2018, 13:04

setteali ha scritto:Bene, ma sarebbe sufficiente un milliamperometro con un ponte di diodi ( per canale ) oltre logicamente a ricalibrare la scala, dovrei averne anche di nuovi, altrimenti vado sul surplus ( tondo in metallo ) .

Se ti accontenti di poca precisione direi proprio di sì.

Con dei vecchi tester si raggiungerebbe una precisione un po' più alta perché in qualche modo correggono l'errore dovuto alla caduta sui diodi: se ti ricordi avevano la scala in alternata leggermente diversa da quella in continua, le tacche dell'una non corrispondevano precisamente a quelle dell'altra, quella in alternata le aveva un po' più fitte in prossimità dello zero.

Se poi la nuova scala, anziché derivarla dalla vecchia tramite il calcolo, la realizzi segnando la posizione raggiunta dall'indice applicando dei segnali sinusoidali di riferimento in ingresso, allora potresti migliorare un po' la precisione... ma a farla in questo modo ci vuole un po' di pazienza :-)
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[25] Re: HI-FI; quanti Watt sono?

Messaggioda Foto Utentevenexian » 23 apr 2018, 15:36

BrunoValente ha scritto:
lelerelele ha scritto:quindi come sarebbe possibile con circuiti ad operazionali che lavorano sempre in lineare?

Con circuiti ad operazionali e basta, come quello del messaggio [17], non è possibile

Non è proprio vero.

Anche se la maggior parte dei circuiti non lineari (1) con operazionali, sfruttano la non linearità di giunzioni esterne (2), è possibile realizzare moltiplicatori a quattro quadranti (3) con il solo utilizzo di operazionali ed elementi passivi (4).

Avendo a disposizione elevatori al quadrato e estrattori di radice è poi possibile ottenere in analogico il calcolo dei valori RMS con un circuito composto esclusivamente di operazionali e resistenze.

(1) Come amplificatori logaritmici e anti-logaritmici, moltiplicatori a due e quattro quadranti, estrattori di radice, ecc.
(2) Normalmente diodi, ma più comunemente giunzioni BE di transistor bipolari.
(3) Con i quali si possono realizzare poi elevatori al quadrato e estrattori di radice.
(4) Cosa possibile sfruttando le non linearità interne degli amplificatori come illustrato in questo paper.
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[26] Re: HI-FI; quanti Watt sono?

Messaggioda Foto Utentesetteali » 23 apr 2018, 17:10

Finito di riparare un amplificatore, ho preso un milliamperometro da due Lire e collegatoci un ponte, l'ho collegato all'uscita e per le mie esigenze, funziona più che egregiamente, con un ponte di diodi schottky si leggonopotenze tensioni anche più basse, ma queste non mi interessano più di tanto.
Appena posso cerco uno strumento in AC e faccio una prova analoga e devo anche trovare un commutatore doppio a due vie e diverse posizioni, ancora non so quante.

Sono ancor di più convinto a dar ragione a @BrunoValente, che per avere un'indicazione della potenza non è necessario un mega-circuito; tra l'altro ho trovato un circuito di I2VIU Crapella Vittorio, che ha fatto un wattmetro per BF, ma usa anche un microprocessore............non fa per me, nella prossima vita se ci saranno sempre :mrgreen:
Un bel grazie a tutti quelli che mi hanno risposto!
O_/
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[27] Re: HI-FI; quanti Watt sono?

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 23 apr 2018, 17:47

venexian ha scritto:Non è proprio vero...
(4) Cosa possibile sfruttando le non linearità interne degli amplificatori...

Interessante.
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[28] Re: HI-FI; quanti Watt sono?

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 23 apr 2018, 18:12

setteali ha scritto:... per avere un'indicazione della potenza non è necessario un mega-circuito...




...e vivi felice O_/
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[29] Re: HI-FI; quanti Watt sono?

Messaggioda Foto Utentesetteali » 23 apr 2018, 18:17

BrunoValente ha scritto:.....

...e vivi felice O_/


sono d'accordo, perché complicarsi la vita.
Grazie per lo schema.
O_/

P.S.
Appena realizzato posterò una foto.
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[30] Re: HI-FI; quanti Watt sono?

Messaggioda Foto Utentevenexian » 23 apr 2018, 18:27

Nello schema postato da Bruno in [28], c'è una corrispondenza quadratica tra la tensione letta e la potenza corrispondente. Come scritto più sopra, sarà necessario disegnare una nuova scala per lo strumento.

Scala1.png
Scala1.png (2.83 KiB) Osservato 4172 volte

Qui si può vedere la corrispondenza tra una scala lineare (sotto) e una quadratica (sopra) per un wattmetro da 200 W fondo scala.

E' interessante notare che la scala quadratica mette in evidenza le potenze inferiori, ove a una differenza minore corrisponde un angolo di scala maggiore. Questa caratteristica permette di disegnare una scala con intervalli non costanti, che permettano una lettura migliore, come qui sotto.

Scala2.png
Scala2.png (1.72 KiB) Osservato 4172 volte

Nota: le scale sono per un fondo scala di 200 W, ma possono essere facilmente ricostruite per qualsiasi potenza, mantenendo le caratteristiche visibili nelle figure qui sopra.
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