Bellissimo, grazie mille Elfo!
Secondo voi eliminando la rete riaa, potrebbe essere un preamplificatore lineare altrettanto buono?
Amplificatore SAE TWO
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IsidoroKZ
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SediciAmpere ha scritto:Bellissimo, grazie mille Elfo!
Secondo voi eliminando la rete riaa, potrebbe essere un preamplificatore lineare altrettanto buono?
Prima di tutto autocertifica di avere > 50 anni (eleggibile alla presidenza della Repubblica).
Poi sapevo che si sarebbe aperto un verminaio
Terzo oggi voler costruire un oggetto simile e' volersi fare del male (e di molto, anche)
Quarto nella serie di articoli della scansione e' presentata anche la versione "lineare" (non equalizzata RIAA)
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SediciAmpere ha scritto: Secondo voi eliminando la rete riaa, potrebbe essere un preamplificatore lineare altrettanto buono?
Sì. Tutti gli stadi non sono altro che amplificatori operazionali a discreti che puoi collegare e usare come vuoi. Oggi non credo varrebbe la pena di spendersi così tanto (gli amplificatori operazionali integrati attuali hanno semplicemente, sotto il profilo delle prestazioni, fatto piazza pulita di tutti i loro predecessori, di qualunque genere e classe fossero) ma al tempo era un gran bel circuito!
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Concordo con quanto detto da
elfo e
Piercarlo.
Utilizzando op-amp moderni si possono agevolmente raggiungere e superare le specifiche del pre di Bo Arnklit.
Attenzione pero': non basta usare un op-amp di eccellenti caratteristiche per dire che il gioco e' fatto. Occorre anche saper implementare bene il circuito coi relativi componenti discreti, il cablaggio, le alimentazioni, i ritorni di massa. Scegliere i componenti adatti con le specifiche opportune (non i componenti comprati dal rivenditore sotto casa o sui siti web cinesi) e via dicendo.
Per il resto, essendo tutto ben descritto (ci sono pure i layout dei circuiti stampati, che volere di piu'?) puo' essere un esercizio interessante per chi volesse addentrarsi nella sapienza dei progetti a compnenti discreti di tanti anni fa, cercando il connubio tra la teoria (che pero' oramai, per i circuiti discreti e' insegnata sempre meno) e la pratica. Una bella soddisfazione io credo.
Se invece si crede di montare i pre alla bell'e meglio e poi aspettarsi prestazioni da ultra hi-fi allora no: meglio montare i kit di NE casomai
A me quei pre interessano perche' sono un cultore dei circuiti vintage e non e' dettoche ne realizzi uno.
In confronto al progetto che feci un paio di anni fa di una sonda attiva a FET per i miei plug-in Tek che hanno ingresso a 50 ohm (sono sampling plugin con banda di 1 GHz) sara' una passeggiata per me, giusto per respirare un po' di aria fresca in mezzo al rumere di fondo dei bit digitali
Se si vuole proseguire suggerisco pero' di aprire un nuovo thread!
Nel frattempo sto aspettando i condensatori per il recapping del SAE. 65 euro ma ne varra' la pena, almeno dopo marcera' sicuro per altri 40 anni.
Per inciso: non sarebbe necessario, perche' lo sto usando in questo momento da 4 ore e suona benissimo. Ho anche fatto qualche misura al banco, e non ha degradazioni di rilievo. E' solo una misura precauzionale, basata su decenni di eseprienza.
Esperienza anche dettata dal mio Marantz 1060: avevano ceduto un paio di elettrolitici sul pre fono, uno sul driver dei finali e un condensatore di accoppiamento con l'uscita altoparlanti: quanto bastava per indurmi a fare il recapping totale. Ora suona che e' una favola.
La cosa interessante e' che non ha l'alimentazione duale: e' alimentato a +80 V e quindi giocoforza l'uscita dello stadio a simmetria complementare si trova a +40 V: di qui l'uso del condensatore di disaccoppiamento, da ben 3300 uF.
Ho messo due Kemet low esr. GLi originali erano ELNA, ottima qualita', ma 50 anni si fanno sentire (l'ampli e' del 1974), Sull'alimentazione c'e' un altro Kemet, enorme da 4700 uF 100V (tutti con fissaggio a vitone). Migliori dei Kemet c'erano solo i Cornell-Dubilier ma costavano un botto e comunque erano esagerati a mio avviso: e' comunque un amplificatore, non un oscillo Tek!)
Nel resto ho messo i Nichicon Gold low esr/low leakage audio grade.
Scusate il fuori tema ma mi sono lasciato prendere dall'entusiasmo.
Recentemente ho riesumato il mio impianto hi-fi e me lo sto godendo dopo averlo revisionato da cima a fondo (ho un cd player, due piatti giradischi, due registratori a cassette e un bobine). Per i piu' curiosi: testine giradischi sono Stanton 681EEE, Stanton PRO-95, Pickering XV-15/625E e Ortofon 2M Blue.
Max
Utilizzando op-amp moderni si possono agevolmente raggiungere e superare le specifiche del pre di Bo Arnklit.
Attenzione pero': non basta usare un op-amp di eccellenti caratteristiche per dire che il gioco e' fatto. Occorre anche saper implementare bene il circuito coi relativi componenti discreti, il cablaggio, le alimentazioni, i ritorni di massa. Scegliere i componenti adatti con le specifiche opportune (non i componenti comprati dal rivenditore sotto casa o sui siti web cinesi) e via dicendo.
Per il resto, essendo tutto ben descritto (ci sono pure i layout dei circuiti stampati, che volere di piu'?) puo' essere un esercizio interessante per chi volesse addentrarsi nella sapienza dei progetti a compnenti discreti di tanti anni fa, cercando il connubio tra la teoria (che pero' oramai, per i circuiti discreti e' insegnata sempre meno) e la pratica. Una bella soddisfazione io credo.
Se invece si crede di montare i pre alla bell'e meglio e poi aspettarsi prestazioni da ultra hi-fi allora no: meglio montare i kit di NE casomai
A me quei pre interessano perche' sono un cultore dei circuiti vintage e non e' dettoche ne realizzi uno.
In confronto al progetto che feci un paio di anni fa di una sonda attiva a FET per i miei plug-in Tek che hanno ingresso a 50 ohm (sono sampling plugin con banda di 1 GHz) sara' una passeggiata per me, giusto per respirare un po' di aria fresca in mezzo al rumere di fondo dei bit digitali
Se si vuole proseguire suggerisco pero' di aprire un nuovo thread!
Nel frattempo sto aspettando i condensatori per il recapping del SAE. 65 euro ma ne varra' la pena, almeno dopo marcera' sicuro per altri 40 anni.
Per inciso: non sarebbe necessario, perche' lo sto usando in questo momento da 4 ore e suona benissimo. Ho anche fatto qualche misura al banco, e non ha degradazioni di rilievo. E' solo una misura precauzionale, basata su decenni di eseprienza.
Esperienza anche dettata dal mio Marantz 1060: avevano ceduto un paio di elettrolitici sul pre fono, uno sul driver dei finali e un condensatore di accoppiamento con l'uscita altoparlanti: quanto bastava per indurmi a fare il recapping totale. Ora suona che e' una favola.
La cosa interessante e' che non ha l'alimentazione duale: e' alimentato a +80 V e quindi giocoforza l'uscita dello stadio a simmetria complementare si trova a +40 V: di qui l'uso del condensatore di disaccoppiamento, da ben 3300 uF.
Ho messo due Kemet low esr. GLi originali erano ELNA, ottima qualita', ma 50 anni si fanno sentire (l'ampli e' del 1974), Sull'alimentazione c'e' un altro Kemet, enorme da 4700 uF 100V (tutti con fissaggio a vitone). Migliori dei Kemet c'erano solo i Cornell-Dubilier ma costavano un botto e comunque erano esagerati a mio avviso: e' comunque un amplificatore, non un oscillo Tek!)
Nel resto ho messo i Nichicon Gold low esr/low leakage audio grade.
Scusate il fuori tema ma mi sono lasciato prendere dall'entusiasmo.
Max
Se funziona quasi bene, è tutto sbagliato. A.Savatteri/M.Mazza
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Grazie a tutti, come dicevo ho un Sae 220, purtroppo non ho il pre e mi piacerebbe, un giorno, costruirmelo, se interessa quando comincerò a progettarlo aprirò un tread.
Generalmente, per gusti personali, senza una motivazione tecnica, mi piacciono gli schemi a transistor discreti.
Generalmente, per gusti personali, senza una motivazione tecnica, mi piacciono gli schemi a transistor discreti.
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SediciAmpere
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SediciAmpere ha scritto: Generalmente, per gusti personali, senza una motivazione tecnica, mi piacciono gli schemi a transistor discreti.
Ti capisco benissimo; ma su questo piano, in bassa frequenza, ci si può permettere di spendere molto meno ed essere di gran lunga più creativi senza per questo sacrificare nulla di realmente importante. Un esempio è il piccolo preamplificatore di linea in allegato che avevo proposto su un altro forum circa una decina di anni fa. Niente componenti strani, giusto un due o tre idee chiare (almeno per me) e un'oretta o due al banco.
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Grazie !!!!! Me lo ricordo, lessi l'articolo su CHF, "quando le chiacchere stanno a zero", era proprio l'alternativa di cui ti volevo parlare, trovai il progetto molto interessante, soprattutto la polarizzazione dell'uscita dell'operazionale per farlo lavorare in classe A, tecnica su cui mi sono anche informato in seguito. (in realtà mi ricordavo che facesse uso del TL070, mi confondo con un altro progetto?)
Se mi consigli questo, rispetto a quello di Suono, aggiudicato
un altro integrato che potrei pensare di aggiungerci è il DRV134PA per avere le uscite bilanciate, che con il Sae sarebbero inutili, ma lo renderei semi-professionale, ci penserò (intanto devo finire il preamp per basso elettrico a cui sto lavorando da anni)
Se mi consigli questo, rispetto a quello di Suono, aggiudicato
un altro integrato che potrei pensare di aggiungerci è il DRV134PA per avere le uscite bilanciate, che con il Sae sarebbero inutili, ma lo renderei semi-professionale, ci penserò (intanto devo finire il preamp per basso elettrico a cui sto lavorando da anni)
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SediciAmpere
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SediciAmpere ha scritto:(in realtà mi ricordavo che facesse uso del TL070, mi confondo con un altro progetto?)
No, se ne era parlato del suo utilizzo, senonché il TL070 è scomparso dal commercio quasi da subito. Ci fosse stato sarebbe stato possibile aggirare COMPLETAMENTE lo stadio di uscita del TL071; i vantaggi sarebbero stati comunque puramente formali e irrisori per cui meglio così.
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NOTA - L'espediente per far lavorare in classe A l'uscita di un TL071 può essere utilizzato anche per i TL072 e per tutti i suoi emuli con ingresso a bipolari tipo 4558 e successivi, come anche per il LM833 della ex-National, che ha tutte le qualità del NE5532 (NON utilizzabile in questo circuito) senza però portarsi dietro i suoi latenti problemi di instabilità.
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