Ma ha senso parlare di particelle di massa nulla?
Già ad esempio un fotone è di per sé un oggetto strano.
Può chiamarsi particella?
Per la mia conoscenza (limitata) esso esplica a volte comportamenti paricellari a volte comportamenti ondulatori.
Il suo "universo" è essenzialmente un punto.
il peso dell'energia pura
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GioArca67 ha scritto:Ma ha senso parlare di particelle di massa nulla?
Certo, è fino adesso che ne parliamo...
GioArca67 ha scritto:Già ad esempio un fotone è di per sé un oggetto strano.
perché?
GioArca67 ha scritto:Può chiamarsi particella?
perché non potrebbe?
GioArca67 ha scritto:Per la mia conoscenza (limitata) esso esplica a volte comportamenti paricellari a volte comportamenti ondulatori.
Come anche l'elettrone, per esempio.
GioArca67 ha scritto:Il suo "universo" è essenzialmente un punto.
Per lui. Ognuno ha la sua visione soggettiva dell'universo, anche il fotone.
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PietroBaima
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Non ho seguito tutta la discussione, ma un paio di anni fa, abbastanza a digiuno della materia, leggendo qua è là su testi divulgativi (non ho capacità matematiche per testi più seri, non le ho mai avute e con l'età sono notevolmente diminuite, come la pazienza, la capacità di ricordare, cose che oltretutto si saldano alla sensazione dell'inutilità della mia conoscenza) quindi con abbastanza incertezze, su invito di
clavicordo avevo scritto questo articolo Il fotone e la massa. Non lo ricordo più bene, e mi farebbe piacere sapere se ci sono strafalcioni.
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Aggiungo solo una considerazione su
.
Vediamo il senso di questa formula per velocità v trascurabili rispetto a c.
Posso scrivere

da cui

essendo il rapporto v/c molto piccolo, posso sviluppare la radice con Taylor ed approssimare al primo termine.
In particolare uso
Ottengo

Dato che in meccanica classica consideriamo sempre variazioni di energia, non possiamo mai accorgerci che un corpo fermo ha comunque una energia "propria" pari a E=mc^2.
In definitiva quello che scriviamo in meccanica classica è

Che è la classica formula della energia cinetica di un corpo.
La formula di Einstein è valida sempre, mentre questa è valida per velocità piccole rispetto a c.
Potete ripetere il ragionamento per qualunque energia, per esempio l'energia accumulata da un condensatore, in una pila elettrica, in un induttore ecc...
Con questo spero di aver risposto alla domanda iniziale...
.Vediamo il senso di questa formula per velocità v trascurabili rispetto a c.
Posso scrivere

da cui

essendo il rapporto v/c molto piccolo, posso sviluppare la radice con Taylor ed approssimare al primo termine.
In particolare uso

Ottengo

Dato che in meccanica classica consideriamo sempre variazioni di energia, non possiamo mai accorgerci che un corpo fermo ha comunque una energia "propria" pari a E=mc^2.
In definitiva quello che scriviamo in meccanica classica è

Che è la classica formula della energia cinetica di un corpo.
La formula di Einstein è valida sempre, mentre questa è valida per velocità piccole rispetto a c.
Potete ripetere il ragionamento per qualunque energia, per esempio l'energia accumulata da un condensatore, in una pila elettrica, in un induttore ecc...
Con questo spero di aver risposto alla domanda iniziale...
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PietroBaima
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admin ha scritto:mi farebbe piacere sapere se ci sono strafalcioni.
Per quanto possa capirne io di strafalcioni non ne vedo.
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PietroBaima
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Quindi la formula della energia cinetica della meccanica classica si può considerare "caso particolare" della più generale formula di Einstein? 
"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
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claudiocedrone
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claudiocedrone ha scritto:Quindi la formula della energia cinetica della meccanica classica si può considerare "caso particolare" della più generale formula di Einstein?
Sì, un caso particolare in cui, per di più, si considerano solo variazioni di energia.
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PietroBaima
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Ovvio essendo che in meccanica classica si considerano appunto solo le variazioni di energia, bene, a questo punto mi potrebbe sorgere la curiosità di sapere come è arrivato Einstein alla sua famosa formula 
"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
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claudiocedrone
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claudiocedrone ha scritto:mi sorge la curiosità di sapere come è arrivato Einstein alla sua famosa formula
L'elettromagnetismo aveva delle incongruenze con la meccanica classica.
Einstein pensò che aveva ragione l'elettromagnetismo e applicò l'elettromagnetismo ai corpi in movimento, traendone, fra molte altre, anche questa conclusione.
Infatti l'articolo che scrisse si intitolava: "Elettrodinamica dei corpi in movimento", in cui risolveva tutti i paradossi che l'elettromagnetismo mostrava con la meccanica classica.
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PietroBaima
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L'argomento è veramente straordinario.
Mi sarebbe piaciuto vivere le sensazioni degli studiosi del passato e la loro incredulità. Mi pare che Minkowski fu uno dei primi, se non il primo, a catturare l'essenza della nuova teoria e a intravedere la potenza dei nuovi concetti. Purtroppo non riuscì a finire il suo lavoro a causa della morte prematura.
Mi sarebbe piaciuto vivere le sensazioni degli studiosi del passato e la loro incredulità. Mi pare che Minkowski fu uno dei primi, se non il primo, a catturare l'essenza della nuova teoria e a intravedere la potenza dei nuovi concetti. Purtroppo non riuscì a finire il suo lavoro a causa della morte prematura.
Il Conte di Montecristo
Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.
Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
Abraham Lincoln
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Abraham Lincoln
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EdmondDantes
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