Ciao a tutti,
vi ringrazio per l'aiuto finora datomi, soprattutto a te, admin, ho navigato sul vostro sito in cerca di informazioni sulle relazioni intercorrenti tra Amperspire e Gauss (o Tesla) e poi tra Ampere e Watt.
Quello che ho trovato è che in generale H=IN/l, cioè il campo H è dato dal prodotto tra intensità e numero di spire fratto lunghezza del solenoide; quello che non mi è molto chiaro è come arrivare da H a B espresso in Gauss o Tesla, nella stessa pagina ho letto che B=mH dove m è la permeabilità del mezzo (acciaio Magival), dove posso trovare i valori di permeabilità dei materiali? spero ci sia una tabella sta volta!
Poi non ho trovato nulla su come sapere la potenza occorrente per avere una certa intensità, cioè quanti Watt occorrono per avere una certa intensità di corrente in Ampere.
Grazie
magneti permanenti ed elettromagneti
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admin ha scritto:Per le formule della forza la permeabilità che interessa è quella dell'aria
anche nel caso in cui mi interessi sapere quale sia l'induzione in Tesla o in Gauss di una barra, ad esempio in acciaio, sottoposta ad un campo H devo sempre considerare
? Non dovrei considerare la permeabilità del materiale di cui la barra è fatta (acciaio)? Tanto poi comunque
la uso per calcolarmi la forza del campo in N sapendo l'induzione B in Tesla o Gauss in quanto il mezzo nel quale il campo H si propaga è l'aria solo in un secondo momento, ma in principio il campo H si genera nelle molecole di acciaio... Non so se riesco a spiegarmi...Poi dove mi consigli di cercare informazioni riguardo i legami tra i vari parametri di corrente? in particolare tra Ampere e Watt?
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Sulla base delle constatazioni precedenti e dei relativi legami, ho trovato le seguenti caratteristiche relative al prodotto Magival MG1 delle Acciaierie Valbruna:
-JSAT: 1,6 T
-µmax: > 1000 (< Ø 16 mm)
> 700 (> Ø 16 mm)
-BR*: < 0,8 T (BR* < 80.000 gauss)
HC*: < 240 A/m (<Ø 16 mm) (HC*< 3 Oe)
< 320 A/m (>Ø 16 mm) (HC*< 4 Oe)
Vorrei chiedere a voi di illuminarmi innanzitutto circa il campo H e la sua unità di misura: A/m, cioè Ampere su metro lineare oppure Am Ampere per metro lineare? Questa unità di misura Oe che cosa è? perché prima dice che BR può essere fino a 0.8 T e poi lo da fino a 80.000 Gauss? 80.000 Gauss non dovrebbero essere 8 T? Che fine ha fatto il fattore 10 perso nell'equivalenza? Ho provato a correlare HC, BR e µmax con le formule B=mH dove
B=BR
H=HC
m=µmax
Ma è venuto fuori un casino...
ecco il link nel caso vorreste vedere la pagina
http://www.acciaierie-valbruna.com/magival.html
Infine su Wiki ho trovato che 1A= 1W/1V, significa che per ottenere una corrente di intensità 1A su di un circuito a 12V occorrono 12W?
Grazie anticipatamente per le delucidazioni
-JSAT: 1,6 T
-µmax: > 1000 (< Ø 16 mm)
> 700 (> Ø 16 mm)
-BR*: < 0,8 T (BR* < 80.000 gauss)
HC*: < 240 A/m (<Ø 16 mm) (HC*< 3 Oe)
< 320 A/m (>Ø 16 mm) (HC*< 4 Oe)
Vorrei chiedere a voi di illuminarmi innanzitutto circa il campo H e la sua unità di misura: A/m, cioè Ampere su metro lineare oppure Am Ampere per metro lineare? Questa unità di misura Oe che cosa è? perché prima dice che BR può essere fino a 0.8 T e poi lo da fino a 80.000 Gauss? 80.000 Gauss non dovrebbero essere 8 T? Che fine ha fatto il fattore 10 perso nell'equivalenza? Ho provato a correlare HC, BR e µmax con le formule B=mH dove
B=BR
H=HC
m=µmax
Ma è venuto fuori un casino...
ecco il link nel caso vorreste vedere la pagina
http://www.acciaierie-valbruna.com/magival.html
Infine su Wiki ho trovato che 1A= 1W/1V, significa che per ottenere una corrente di intensità 1A su di un circuito a 12V occorrono 12W?
Grazie anticipatamente per le delucidazioni
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alfredo85 ha scritto: [..]Vorrei chiedere a voi di illuminarmi innanzitutto circa il campo H e la sua unità di misura: A/m, cioè Ampere su metro lineare oppure Am Ampere per metro lineare?
illuminato lo eri stato già all'inizio: A/m e non A m.
Questa unità di misura Oe che cosa è?
' l'oersted: 1 oersted = 1000/(4π) A/m = circa 79,577 A/m[/quote]
perché prima dice che BR può essere fino a 0.8 T e poi lo da fino a 80.000 Gauss?
perché sbaglia: 0,8 T= 8.000 gauss
Ho provato a correlare HC, BR e µmax con le formule B=mH dove
B=BR
H=HC
m=µmax
perché i tre dati non corrispondono agli stessi punti. Quando H=Hc (si chiama campo coercitivo), B=0 e non Bmax ad esempio. Hc è il valore del campo esterno che smagnetizza, cioè annulla l'induzione residua.
BR è l'induzione prodotta dal magnete in assenza di campo esterno (H=0)
La permeabilità è massima per una data coppia di B ed H che non corrispondono ad Hc e BR, ma al punto in cui la curva di prima magnetizzazione, grafico B-H) ha la massima pendenza.
Infine su Wiki ho trovato che 1A= 1W/1V
significa che quando un bipolo assorbe la potenza di 1 W alla tensione di 1 V assorbe la corrente di 1 A o, ciò che è lo stesso, che la potenza elettrica è il prodotto della tensione per la corrente. Lo trovi su wikipedia e dappertutto.
Perfino qui su Electroportal.
http://www.electroportal.net/vis_resource.php?section=ArtCorso&id=6
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illuminato lo eri stato già all'inizio: A/m e non A m.
Certo, a volte pecco di distrazione e me ne scuso
l'oersted: 1 oersted = 1000/(4π) A/m = circa 79,577 A/m
perché sbaglia: 0,8 T= 8.000 gauss
ok, grazie
perché i tre dati non corrispondono agli stessi punti. Quando H=Hc (si chiama campo coercitivo), B=0 e non Bmax ad esempio. Hc è il valore del campo esterno che smagnetizza, cioè annulla l'induzione residua.
BR è l'induzione prodotta dal magnete in assenza di campo esterno (H=0)
La permeabilità è massima per una data coppia di B ed H che non corrispondono ad Hc e BR, ma al punto in cui la curva di prima magnetizzazione, grafico B-H) ha la massima pendenza.
ok, quindi HC è un valore del quale "bisogna stare attenti" nel senso che occorre schermare il magnete affinchè questo non perda la sua induzione residua; la permeabilità, invece, se non ho capito male, dovrebbe diminuire all'aumentare dell'induzione prodotta nell'acciaio dal campo H, o comunque essere ottimale in un dato punto coordinata tra una data induzione residua e un dato valore di H. Dunque se io sottopongo un magnete permanente(quindi già magnetizzato una volta) ad un campo H, non è detto che l'induzione, e quindi la forza del campo in N aumenti, anzi, a seconda del campo cui lo sottopongo potrebbe addirittura perdere la forza ottenuta con la prima magnetizzazione. Invece riguardo gli elettromagneti, cioè quei magneti con scarsa induzione residua che "hanno forza" solo se sottoposti a corrente e quindi a campo H, pure se il valore del campo raggiunge o supera HC "non ci interessa" nel senso che comunque non dovendolo sfruttare in assenza di corrente pure se dovesse perdere l'induzione residua non importa
significa che quando un bipolo assorbe la potenza di 1 W alla tensione di 1 V assorbe la corrente di 1 A o, ciò che è lo stesso, che la potenza elettrica è il prodotto della tensione per la corrente.
ok, ora grazie a te, admin, la situazione è un po' più chiara.
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Salve a tutti,
avrei da porre un quesito "interdisciplinare", riguardante il magnetismo e la trasmissione del moto:
supponendo di avere due dischi magnetici da 10 mm di diametro e 10 mm di spessore, con una induzione residua (quindi non elettromagneti) di 8 Tesla le cui circonferenze distano tra loro 1 mm; utilizzando la formula per il calcolo della forza del campo magnetico fra due barre (un disco è pensabile come una barra molto corta) presente su wikipedia ho ottenuto che con queste dimensione e con questa induzione residua e salvo errori di computo hanno un campo di circa 19.000.000 di Newton;
supponendo ora che questi dischi siano liberi di ruotare intorno al proprio asse e supponendo che uno dei due sia collegato ad un motore che lo faccia girare, questo è in grado di trasmettere il moto rotatorio e la coppia motrice fornita dal motore all'altro disco vicino, magari collegato con un utilizzatore quale dinamo, alternatore, ruota o altro?
Cioè è possibile utilizzare questi due dischi come una sorta di coppia di ingranaggi i quali al posto dei denti per trasmettere la coppia motrice usano il campo magnetico?
Oppure data la non linearità dei fenomeni magnetici i due dischi "slittano" tra loro senza trasmettere una mazza di nulla?
Oppure, infine, sarebbe opportuno far degenerare le circonferenze dei dischi in poligoni regolari al fine di aumentare la superficie delle parti vicine (quasi a contatto tra loro) dei due dischi?
illuminatemi ve ne prego.
avrei da porre un quesito "interdisciplinare", riguardante il magnetismo e la trasmissione del moto:
supponendo di avere due dischi magnetici da 10 mm di diametro e 10 mm di spessore, con una induzione residua (quindi non elettromagneti) di 8 Tesla le cui circonferenze distano tra loro 1 mm; utilizzando la formula per il calcolo della forza del campo magnetico fra due barre (un disco è pensabile come una barra molto corta) presente su wikipedia ho ottenuto che con queste dimensione e con questa induzione residua e salvo errori di computo hanno un campo di circa 19.000.000 di Newton;
supponendo ora che questi dischi siano liberi di ruotare intorno al proprio asse e supponendo che uno dei due sia collegato ad un motore che lo faccia girare, questo è in grado di trasmettere il moto rotatorio e la coppia motrice fornita dal motore all'altro disco vicino, magari collegato con un utilizzatore quale dinamo, alternatore, ruota o altro?
Cioè è possibile utilizzare questi due dischi come una sorta di coppia di ingranaggi i quali al posto dei denti per trasmettere la coppia motrice usano il campo magnetico?
Oppure data la non linearità dei fenomeni magnetici i due dischi "slittano" tra loro senza trasmettere una mazza di nulla?
Oppure, infine, sarebbe opportuno far degenerare le circonferenze dei dischi in poligoni regolari al fine di aumentare la superficie delle parti vicine (quasi a contatto tra loro) dei due dischi?
illuminatemi ve ne prego.
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Buongiorno a tutti,
siccome sono in aria da quesiti, ve ne propongo un altro paio e poi vedo di levarmi dalle balle...
Cosa è il valore J SAT=1.6 Tesla nella tabella al seguente linK?
http://www.acciaierie-valbruna.com/magival.html
Poi, una volta calcolata l'induzione come da voi (da te, admin, unico mio "tutore" in questo forum) gentilmente indicata, come si può stabilire, in maniera non sperimentale, visto che non ho ne' gli strumenti, ne' il materiale, l'induzione residua Br al termine del passaggio di corrente? E' possibile? Esiste una formula? E' stimabile in percentuale dell'induzione quando passava la corrente?
Un grazie a tutti voi...
siccome sono in aria da quesiti, ve ne propongo un altro paio e poi vedo di levarmi dalle balle...
Cosa è il valore J SAT=1.6 Tesla nella tabella al seguente linK?
http://www.acciaierie-valbruna.com/magival.html
Poi, una volta calcolata l'induzione come da voi (da te, admin, unico mio "tutore" in questo forum) gentilmente indicata, come si può stabilire, in maniera non sperimentale, visto che non ho ne' gli strumenti, ne' il materiale, l'induzione residua Br al termine del passaggio di corrente? E' possibile? Esiste una formula? E' stimabile in percentuale dell'induzione quando passava la corrente?
Un grazie a tutti voi...
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Buongiorno,
vorrei chiedere a voi una cosa che mi incuriosisce molto:
una volta magnetizzato un pezzo di acciaio, se esposto all'aria, diciamo "abbandonato sul ciglio di una strada", quanto tempo ci mette a smagnetizzarsi?
vorrei chiedere a voi una cosa che mi incuriosisce molto:
una volta magnetizzato un pezzo di acciaio, se esposto all'aria, diciamo "abbandonato sul ciglio di una strada", quanto tempo ci mette a smagnetizzarsi?
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Il magnetismo non e' una sostanza che si disperde nell'aria.Per eliminare il magnetismo residuo occorre sottoporre il materiale ad un nuovo campo magnetico detto forza coercitiva
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