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Tristezza di un fisico

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[31] Re: Tristezza di un fisico

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 7 ago 2015, 10:32

boiler ha scritto:Avevo iniziato a studiare fisica e ho fatto tre semestri, poi mi sono accorto che la parte di laboratorio era molto poca e ho cambiato (forse prematuramente) indirizzo studiando elettronica.

Mah, io mi ero trovato bene con i laboratori, tranne che per quelli di elettronica.
Non so perché l'elettronica per fisici venga fatta in modo così sciatto e superficiale. Mai capito.

boiler ha scritto: Fossi andato avanti, forse ci sarebbe stato piú tempo in laboratorio, ma oramai quel che è fatto è fatto e sono felice della mia scelta.

Dipende se fai fisica sperimentale, e non teorica come ho fatto io, di laboratori ne hai davvero molti.
Però è indubbio che ingegneria non sia paragonabile come quantità e qualità dei laboratori.

boiler ha scritto:quindi c'è un certo contagio reciproco ;-)

he he he
ottimo contagio! ;-)

Ciao,
Pietro.
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[32] Re: Tristezza di un fisico

Messaggioda Foto UtenteFabio992 » 7 ago 2015, 10:36

PietroBaima ha scritto:Però è indubbio che ingegneria non sia paragonabile come quantità e qualità dei laboratori.

:shock: AHAHAHAHAHAAHAHHAHAHAHHAHAAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA
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[33] Re: Tristezza di un fisico

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 7 ago 2015, 10:42

Sono dell'opinione, in generale, che considerare e poi valutare i fatti della storia sia un esercizio molto delicato.
Guardare a posteriori a decenni di distanza consente di vedere le cose in modo, ovviamente, più completo, più chiaro.
Così è però possibile anche commettere errori, in parte dovuti all'astrazione e in parte alla difficoltà, nostra, di contestualizzare.
Gli eventi li ripercorriamo sulla carta ma quando la "storia" la vivi fai fatica ad interpretare anche il presente.
E' questo comunque un punto di vista al quale, anche qualche storico, tende a non aderire, al contrario di altri.

Guerra ha scritto:Un errore è quando la conseguenza di una tua azione è diversa da quanto pensavi o imprevista; non è questo il caso. sapevano cosa stavano ideando.
ne erano consapevoli così come lo stuolo di scienziati (bravi e capaci) impegnati in Germania.
Con il "terzo Reich" in ginocchio e quindi fuori da ogni possibile percorso di ricerca, l'altro competitore scelse comunque con cognizione e, se intendiamo, anche con speculazione.

Come ha ricordato
speedyant ha scritto:Si può ben dire che siano stati i primi due atti della guerra fredda.
il governo degli Stati Uniti stava già pensando al "dopo guerra" perché quella in corso andava concludendosi, e stava nei fatti, ma occorreva "far vedere" agli altri come stavano le cose e ipotecare gli equilibri mondiali, con tutto quello che ciò avrebbe implicato.
Quei bombardamenti, sono quindi dell'opinione, come altri del resto, non furono l'estrema razio in un conflitto bellico che non lasciava più scampo, la guerra si stava "esaurendo", i giochi erano fatti.
La scelta fu prettamente politica.

Guerra ha scritto:Gli scienziati hanno colpe; è semplicistico affermare che loro forniscono solo strumenti.
per quanto sia possibile allargare un coinvolgimento rimango dell'idea che le responsabilità siano da ricondurre a chi (a coloro iquali) è arrivato a prendere quella decisione.

Chiunque era coinvolto, in generale, e quindi anche nel "progetto manhattan", agiva per venire fuori da quel "casino" ( ... al quale noi abbiamo dato il nostro bel contributo per alimentarlo ... ) ma attribuire responsabilità per categorie non credo possa aiutare a farsi una idea il più possibile aderente a quanto accadde.

Di fronte a situazioni estreme, quando sei coinvolto, e lo erano tutti, fai per quello che riesci, il punto di arrivo, e questo si sapeva, sarebbe stato disporre dell'atomica: o ci arriviamo noi o ci arrivano loro, e se ci arrivano loro ... ?

Un altro esempio "politico", tanto per rimanere vicini, nel tempo, al lancio dell'atomica sul Giappone ?
Il reclutamento di Wernher von Braun: non è che si sono posti tanti problemi.

Saluti
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[34] Re: Tristezza di un fisico

Messaggioda Foto UtenteSjuanez » 7 ago 2015, 10:45

Sono dell'opinione, in generale, che considerare e poi valutare i fatti della storia sia un esercizio molto delicato.

:ok: :ok: :ok:
Più so e più mi accorgo di non sapere.

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[35] Re: Tristezza di un fisico

Messaggioda Foto Utentesebago » 8 ago 2015, 10:13

"Fermi e Oppenheimer erano degli assassini" (P. Mxxx, antinuclearista sfegatato, docente di Fisica Tecnica, Facoltà di Ingegneria, Università di Cagliari, 1984).
La prima volta che glielo sentii dire rimasi senza parole. E lo sono anche oggi. Nel senso che proprio non saprei cosa rispondere. Non sono esperto di storia (e neppure di fisica) ma - a prescindere dall'affermazione perentoria del prof. - non credo che gli scienziati del gruppo Manhattan stessero studiando l'atomo giusto per amore della scienza: lo scopo era chiarissimo, costruire una bomba spaventosa. Responsabilizzare e/o Colpevolizzare (assieme ai loro contrari) è cosa delicata, il tentativo di scindere ciò che è scienza da ciò che è tecnologia, secondo il quale la prima ha tutti i diritti di indagine che vengono negati alla seconda, non mi convince: oggi (ancora più di prima) il confine è labile ed evanescente.
Mi chiedo peraltro anche come sarebbe (e se ci sarebbe) il mondo se a quella bomba ci fossero arrivati prima i nazisti o i nipponici, perché parlare con il senno di poi è facile per tutti.
Il vaso di Pandora, con il suo tappino sempre più malmesso, è ancora lì, invitante. E a sempre più persone viene la curiosità di vedere cosa c'è dentro.
Sebastiano
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[36] Re: Tristezza di un fisico

Messaggioda Foto UtenteSjuanez » 8 ago 2015, 10:40

Mi chiedo peraltro anche come sarebbe (e se ci sarebbe) il mondo se a quella bomba ci fossero arrivati prima i nazisti o i nipponici, perché parlare con il senno di poi è facile per tutti.


Io non sono perfino in grado di affermare che il mondo sarebbe un posto migliore se non fossero esplose. E' un argomento difficile, ma quello che siamo è la somma delle nostre scelte, giuste e sbagliate.

Condivido tutto il tuo sgomento nell'apprendere la dichiarazione del Prof. O_/
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[37] Re: Tristezza di un fisico

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 8 ago 2015, 14:26

L'errore potrebbe essere modificare la storia a posteriori (ipotizzando fosse possibile); criticare scelte col senno di poi credo possa aiutare a non commettere errori simili.

Sjuanez ha scritto:Io libero gli scienziati da ogni responsabilità, sempre e comunque

E' un modo per non farsi domande scomode e spostare responsabilità che comunque ci sono.
sebago ha scritto:non credo che gli scienziati del gruppo Manhattan stessero studiando l'atomo giusto per amore della scienza: lo scopo era chiarissimo, costruire una bomba spaventosa.

Un conto è studiare l'atomo, un conto è cercarne un chiara e specifica applicazione bellica. In questo caso gli scienziati non posso essere esentati dalle responsabilità.

Foto Utentesebago ha scritto:Mi chiedo peraltro anche come sarebbe (e se ci sarebbe) il mondo se a quella bomba ci fossero arrivati prima i nazisti o i nipponici, perché parlare con il senno di poi è facile per tutti.

Può divenire facilmente una giustificazione per "dormire la notte" nonostante la coscienza sporca.

Non sono ovviamente in grado di esprimere giudizi finali, solo riflessioni del tutto personali.
Sarei cauto però nell'assolutizzare le cose, perciò condivido quanto detto dal buon Sebastiano:
sebago ha scritto:Responsabilizzare e/o Colpevolizzare (assieme ai loro contrari) è cosa delicata, il tentativo di scindere ciò che è scienza da ciò che è tecnologia, secondo il quale la prima ha tutti i diritti di indagine che vengono negati alla seconda, non mi convince: oggi (ancora più di prima) il confine è labile ed evanescente.
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[38] Re: Tristezza di un fisico

Messaggioda Foto UtenteSjuanez » 8 ago 2015, 14:31

E' un modo per non farsi domande scomode e spostare responsabilità che comunque ci sono.


Si ma le responsabilità sono degli organi decisionali e delle persone che li hanno votati semmai. Gli scienziati sono stati dei tecnici, come il pilota che l'ha fisicamente sganciata. Facevano quello che credevano fosse il loro dovere, oppure no. Poco importa, non hanno deciso loro di nuclearizzare le città giapponesi. Anzi proposero di usarla come solo deterrente.

Pensi che si possa fare una cosa del genere senza l'appoggio del popolo? Comunque la faccenda è assai filosofica ed è bello discuterne. Purtroppo non si riesce a trarne una conclusione come ci piacerebbe, perché non c'è.

O_/ O_/ O_/
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[39] Re: Tristezza di un fisico

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 8 ago 2015, 14:39

Sjuanez ha scritto:Si ma le responsabilità sono degli organi decisionali e delle persone che li hanno votati semmai

Perdonami, ma sembra il gioco dello scarica barile. Ognuno ha le sue responsabilità: chi ha ordinato e chi ha eseguito. Non ho stilato una graduatoria pesata delle responsabilità; credo sia giusto distribuirle.
Non è sufficiente dire:
Sjuanez ha scritto:Facevano quello che credevano fosse il loro dovere, oppure no

perché questa potrebbe essere una aggravante.
In ultima analisi ognuno risponde alla sua coscienza.
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[40] Re: Tristezza di un fisico

Messaggioda Foto UtenteSjuanez » 8 ago 2015, 14:55

Perdonami, ma sembra il gioco dello scarica barile.


Capisco che possa sembrarlo, ed il problema è proprio questo. Un argomento così genera tante riflessioni e discussioni affascinanti, ma bisogna accettare che non ha mai una soluzione univoca, proprio come scrivi:

In ultima analisi ognuno risponde alla sua coscienza.


E' correttissimo. Ma, una volta accettato che l'etica non è uguale per tutti, non dobbiamo scoraggiarci dal discuterne. Io accetto di buon grado la tua visione e mi ricorda che lo stesso fatto storico, per giunta ben documentato, può essere interpretato in molti modi, tutti assolutamente leciti. ;-)

Credo sia questo che in fondo rattrista Foto UtentePietroBaima l'esistenza incontestabile del dubbio etico riguardo l'uso o lo scopo della scienza.

Si può uccidere un individuo per salvarne 1 milione?
Si deve cercare di creare la vita?
Siamo debitori di questo pianeta?
Quanto siamo disposti a spingerci oltre pur di scoprire?
Quanto vale economicamente la sicurezza di un individuo?
E' corretto che la scienza serva prima o soltanto i ricchi?
Cosa dovrebbe fare uno scienziato che ha "scoperto" una tecnologia pari alla bomba atomica?
Si può ipotizzare di modificare geneticamente un feto?
Si dovrebbe controllare il numero di esseri umani sulla terra?
E' corretto mangiare animali?

Come avrai notato, sono argomenti molto molto affascinanti. Ma il bello della filosofia credo sia il saper non prendere posizione. Esporre tutte le conseguenze e le possibilità senza giudicare, trasmettere consapevolezza e riflessione.

O_/ O_/ O_/
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