GioArca67 ha scritto:Ma è considerabile inerziale un sistema di riferimento solidale con un fotone?
Si, lo è per definizione. Va sempre alla stessa velocità ( non serve nemmeno che lo faccia per tutti ), questo significa che non è soggetto ad accelerazioni, questo significa che è inerziale. Ma non credo che riusciremo ad arrivare fin qui.
GioArca67 ha scritto:Se anche l'osservatore soggiace alle leggi della fisica come è possibile un'interazione con una particella o onda che si allontana da lui a velocità della luce? Come fa ad ottenere informazioni su di essa?
perché non serve tirare in ballo onde o particelle. Qui siamo molto a monte di tutto questo, non serve nemmeno parlare di fisica in questo punto del discorso. Qui stiamo parlando di geometria, quella geometria su cui solo poi, si costruirà la fisica.
GioArca67 ha scritto:La velocità della luce fra i punti A e B di cui sopra è mai stata misurata?
Molto meglio, è stata calcolata, e poi misure via via sempre più precise hanno dato ragione alla previsione teorica.
GioArca67 ha scritto:Se significa che ho lacune vistose, non è una novità e non è l'unico campo, ma cerco di colmarle com'è possibile.
Ma questo non è un problema, lacune di conoscenza possono essere colmate con qualche mese di studio. A me premeva mettere in luce le lacune nel ragionamento.
GioArca67 ha scritto:comunque la distanza AA' se non si stabilisce il sistema di riferimento non si può calcolare.
Ma si può misurare, e mettere in relazione con la velocità v tramite una certa legge L, di cui non ce ne frega nemmeno niente. Abbiamo già fatto una scoperta sconvolgente, abbiamo inventato un "contachilometri" che tramite la distanza AA' ci permette di sapere a quale velocità andiamo rispetto all'assoluto. Ma prima dicevano che la luce si muove in maniera indipendente da un sistema di riferimento, ora ne abbiamo trovato addirittura uno assoluto per tutti.
Ma andiamo oltre, e riprendiamo il tuo paradigma di propagazione della luce:
Cambio solo il fatto che non ci sono più specchi quindi non ci sono più né B' né A'. Lo uso per fare un esperimento, non mentale ma reale che sta sotto gli occhi di tutti. Al posto di A ci metto il nostro bel Sole, ed al posto di v la velocità sua ( e nostra ) a zonzo per la Via Lattea "attorno" a Sagittarius A*.
Il raggio laser di prima, rappresenta tutti i fotoni che partono ortogonali alla velocità v ma che secondo il tuo paradigma restano indietro. Dato che la densità di fotoni per unità di superficie del sole è uguale su tutta la superficie del sole, significa che se fosse fermo rispetto al riferimento assoluto di prima, illuminerebbe nello stesso modo in tutte le direzioni. Ma muovendosi a velocità v, risulta che illumina molto di più dietro che davanti.
Questa differenza di illuminazione dovremmo vederla noi, a distanza di 6 mesi da due osservazioni, e sempre osservando gli altri oggetti del sistema solare.
Dato che non abbiamo nessuna esperienza di tutto questo, possiamo concludere che il tuo paradigma è sbagliato.