Induttori
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IsidoroKZ,
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Ianero
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[1] Induttori
Ho qualche problema nel capire il funzionamento fisico di un induttore. Qualcuno potrebbe spiegarmi perché quando lo collego a un generatore di tensione costante con in serie un resistenza, cosa succede?Non capisco perché a t=0 ,cioè quando collego il generatore la corrente iniziale è 0 e cresce man mano fino ad arrivare alla corrente massima V(del generatore)/R e conseguentemente la tensione diminuisce. Grazie mille ciao.
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[2]
Potrei dirti che basta considerare l'equazione differenziale del circuito e risolverla. Troverai che la corrente ha un andamento esponenziale con costante di tempo L/R, che tende al valore di regime dato dal rapporto E/R partendo dal valore che ha quando si applica il generatore, cioè nell'istante iniziale. Ma probabilmente non ti soddisfa perché è ciò che già avrai nelle pagine del libro che hai davanti.
Io di solito consiglio le analogie per capire, quando si è di fronte ad un fenomeno nuovo che si desidera comprendere.
E' per questo che ti rivolgo allora le seguenti domande.
Perché se sali in macchina , accendi il motore e premi a tavoletta l'acceleratore, l'automobile arriva ad una data velocità impiegando un certo tempo e la velocità iniziale, quando abbassi cioè l'acceleratore, è nulla?
Aggiungo io che la velocità della macchina corrisponde all'intensità di corrente elettrica mentre la tensione elettrica corrisponde alla forza che il motore applica alla macchina.
A questo punto però ti chiedo: a cosa potrebbero corrispondere induttanza e resistenza elettrica?
E la tensione che sull'induttanza diventa nulla quando la corrente assume il valore di regime, a cosa corrisponde nell'analogia meccanica proposta? Cos'è cioè che diventa nullo nel caso meccanico?
E se posso dire che a regime tutta la tensione è applicata alla resistenza, cosa posso dire per la forza che spinge la macchina quando questa ha raggiunto la velocità finale?
Non dovresti aver difficoltà a rispondere scrivendo l'equazione differenziale elettrica per il circuito e quella meccanica per il moto della macchina. Vedrai che matematicamente sono identiche. Cambiano i simboli ed i significati delle grandezze, ma se pensi all'energia in gioco vedrai che riuscirai a dare un significato meno astratto all'induttanza.
Puoi anche dare un'occhiata a questa pagina
Io di solito consiglio le analogie per capire, quando si è di fronte ad un fenomeno nuovo che si desidera comprendere.
E' per questo che ti rivolgo allora le seguenti domande.
Perché se sali in macchina , accendi il motore e premi a tavoletta l'acceleratore, l'automobile arriva ad una data velocità impiegando un certo tempo e la velocità iniziale, quando abbassi cioè l'acceleratore, è nulla?
Aggiungo io che la velocità della macchina corrisponde all'intensità di corrente elettrica mentre la tensione elettrica corrisponde alla forza che il motore applica alla macchina.
A questo punto però ti chiedo: a cosa potrebbero corrispondere induttanza e resistenza elettrica?
E la tensione che sull'induttanza diventa nulla quando la corrente assume il valore di regime, a cosa corrisponde nell'analogia meccanica proposta? Cos'è cioè che diventa nullo nel caso meccanico?
E se posso dire che a regime tutta la tensione è applicata alla resistenza, cosa posso dire per la forza che spinge la macchina quando questa ha raggiunto la velocità finale?
Non dovresti aver difficoltà a rispondere scrivendo l'equazione differenziale elettrica per il circuito e quella meccanica per il moto della macchina. Vedrai che matematicamente sono identiche. Cambiano i simboli ed i significati delle grandezze, ma se pensi all'energia in gioco vedrai che riuscirai a dare un significato meno astratto all'induttanza.
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[3]
ciao
provo a spiegarti il problema dal punto di vista delle impedenze.l'impedenza associata ad un indutto è jwL, ovvero è proporzionale alla frequenza di funzionamento. detto in altre parole un induttore può essere considerato come un resistenza molto alta, alla stregua di un circuito aperto, per frequenze elvate e poò essere considerato un cortocircuito a bassa frequenza.
ora, quando prendiamo un generatore, una L ed una R ed accendiamo il generatore siamo di fronte ad un transitorioe quindi è come se all'inizio l'induttore vedesse un segnale ad alta frequenza che via via tende verso la continua.
questo è ovvio perché il generatore è in continua, però è anche vero che elementi reattivi come L e C non possono cambiare istantaneamente il loro stato (tensione per C e corrente per L) e quindi è come se essi inizialmente si opponessero a tale variazione.
capita questa cosa è quindi facile capre che inizialmente l'induttore si oppone al cambiamento di corrente mostrando un'alta impedenza per poi "addolcirsi" gradualmente fino a diventare un corto circuito.
da queste considerazioni ti risulterà quindi facile capire il transitorio di corrente LR
spero di esserti stato utile
ciao
provo a spiegarti il problema dal punto di vista delle impedenze.l'impedenza associata ad un indutto è jwL, ovvero è proporzionale alla frequenza di funzionamento. detto in altre parole un induttore può essere considerato come un resistenza molto alta, alla stregua di un circuito aperto, per frequenze elvate e poò essere considerato un cortocircuito a bassa frequenza.
ora, quando prendiamo un generatore, una L ed una R ed accendiamo il generatore siamo di fronte ad un transitorioe quindi è come se all'inizio l'induttore vedesse un segnale ad alta frequenza che via via tende verso la continua.
questo è ovvio perché il generatore è in continua, però è anche vero che elementi reattivi come L e C non possono cambiare istantaneamente il loro stato (tensione per C e corrente per L) e quindi è come se essi inizialmente si opponessero a tale variazione.
capita questa cosa è quindi facile capre che inizialmente l'induttore si oppone al cambiamento di corrente mostrando un'alta impedenza per poi "addolcirsi" gradualmente fino a diventare un corto circuito.
da queste considerazioni ti risulterà quindi facile capire il transitorio di corrente LR
spero di esserti stato utile
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[4]
grazie tantissimo per le risposte credo di aver capito, in pratica all'inizio data che si passa da corrente nulla a una corrente vi è una forte variazione del flusso magnetico e quindi di conseguenza si crea una forta fem che contrasta la stessa, non facendo passare neanche un po' di corrente , ma questo duro poco e poi le cose si stabilizzano facendo sì che il campo sia sempre lo stesso dato che la corrente non varia e quindi non c'è più una fem indotta e l'induttanza diventa un corto. stanno così le cose ? grazie mille.

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