scrivo nella speranza di chiarirmi un po' le idee su come modellizzare un'interazione tra segnali trasmessi su fibre ottiche e fulminazioni.
Nello specifico, il problema che sto affrontando riguarda le funi di guardia di elettrodotti aerei che vengono usate per supportare delle fibre ottiche (OPGW - OPtical Ground Wires), da anni utilizzate sia per gli scopi di teleprotezione e telecontrollo della rete elettrica, sia per scopi commerciali: in pratica molte fibre ottiche che costituiscono la dorsale per la trasmissione dati internet sono ospitate nelle funi di guardia degli elettrodotti.
Ovviamente, la fune di guardia è lì per uno scopo ben preciso: intercettare le fulminazioni che altrimenti cadrebbero sui conduttori di fase. Questo non ha finora impedito che le OPGW svolgessero bene il loro lavoro: in effetti la fibra ottica è in materiale isolate, quindi non ci dovrebbero essere interazioni... o no?!?
Con la recente entrata in servizio di nuove tecnologie per l'aumento della velocità di trasmissione dei dati, qualche problema inizia ad emergere.
Ho capito che il principale problema è legato alla rotazione del piano di polarizzazione della luce all'interno delle fibre ottiche, dovuta a fenomeni di fulminazione.
Quando un fulmine colpisce una fune di guardia, da luogo ad un'onda elettromagnetica, che si propagano dal punto di impatto ad una velocità circa pari a quella della luce.
L'onda di tensione e l'onda di corrente sulla fune di guardia possono essere approssimativamente considerate tra loro proporzionali; il loro rapporto è l'impedenza d'onda della fune di guardia, che vale attorno ai 400
.In via del tutto generale, la corrente di fulmine iniettata nel punto di impatto può essere espressa come il "solito" doppio esponenziale:

dove il valore di picco della corrente varia da pochi kA fino alle centinaia di kA e le costanti di tempo dei fronti di salita e discesa sono tipicamente circa pari a pochi us ed alcune decine di us.
Considerando che il modo di propagazione dell'onda di fulmine non introduca distorsione ma solo attenuazione (1), è possibile stimare il valore dell'onda di corrente, in funzione del tempo trascorso t e della distanza s dall'impatto del fulmine.

con k_a a rappresentare la costante di attenuazione (nell'ordine del km^-1) e H a rappresentare la funzione gradino unitario di Heavyside.
Purtroppo, per via della cordatura dei fili che costituiscono la fune di guardia, la corrente di fulmine da luogo nel nucleo della OPGW, dove ci sono le fibre ottiche, ad una componente assiale di campo magnetico che possiamo considerare (1) proporzionale alla corrente stessa:

per via dell'effetto Faraday, questo campo magnetico causa una rotazione del piano di polarizzazione della luce, proporzionale al campo magnetico, alla lunghezza del tratto interessato ed alla costante di Verdet.

Rapide variazioni di beta possono provocare un disservizio temporaneo ossia l'interruzione del traffico dati sulla fibra ottica.
Scusandomi per l'introduzione prolissa, arrivo ad esporre il mio problema (ed il mio dubbio).
Dovendo valutare l'angolo (e la sua derivata nel tempo) ad un estremo della linea (dove sono installati gli apparati di trasmissione), ad una distanza L dal punto di impatto, trascurando l'attenuazione del segnale ottico nella fibra, è sufficiente andare ad integrare nella lunghezza l'angolo beta?

Ho il forte sospetto che non sia corretto: in che modo devo tenere in conto del fatto che anche il segnale ottico nella fibra ha una sua velocità di propagazione, di circa 1/3 inferiore rispetto a quella dell'onda di corrente di fulmine?
(1) queste ipotesi sarebbero superabili, ma si complicherebbe la trattazione: visto che non è questo il problema che mi affligge, per ora preferisco conservarle.

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