Hai trovato una pagina davvero interessante alev, grazie di cuore.
L'articolo è del 6 settembre 2023, il pi5 è stato lanciato il 28 settembre 23, quindi è lecito assumere che sia riferito al 4. Ragionando al volo a se questo sia influente vediamo: entrambi hanno il thermal throttling, il pi5 ha una gestione senz'altro migliorata, ma è anche vero che è più portato a raggiungere temperature più elevate. Morale della favola: consideriamo che l'articolo vada bene anche per l'attualità.
Per argomento trattato:
acqua:
'The first and most crucial thing to do when taking your Raspberry Pi is to prepare an appropriate enclosure. This enclosure should offer maximum protection to the Pi from animal attacks and the vagaries of weather
...
Anything from IP54 up should be good enough for short periods of outdoor use, but you should look to get an IP68-rated case for maximum protection.'
Questo se ben ricordo esclude -comprensibilmente- che restino delle aperture nella scocca per far circolare aria, per il discorso ossidazione/agenti biologici che avevamo già detto anche noi.
umido:
Condensation over time is a common problem in all types of enclosures, especially in damp weather. However, you can counteract that with a desiccant/silica gel which can be replaced periodically. You can also put a humidity sensor in the enclosure to alert you when it starts to get too high.
Al di là del piacere nel vedere che non sono l'unico a perderci i capelli per sto problema, quest'ultima frase è quella che mi preoccupa, perché la segnalazione resterebbe sterile non potendo portare a nessuna autocorrezione programmata (se qualcuno ha proposte, sono contento di essere smentito), o richiederebbe un intervento multiplo per tutte le stazioni nella stessa condizione che sarebbe impossibile per motivi logistici
calore:
Choosing the right location for your outdoor Raspberry Pi setup is vital. You should opt for a shaded spot to reduce the risk of overheating
L'ombra senz'altro era all'ordine del giorno, ma la possibilità di overheating viene manifestata chiaramente e quindi al momento questo conferma i miei timori riguardo una possibile crescita costante della temperatura.
Di buono c'è che ho trovato tra i suggerimenti dpo il secondo video della pagina, questo interessante speciale sul test in camere sigillate fatto ad agosto alle 2 e mezza di pomeriggio (il nome è curiosamente solo Heatsink Testing senza menzionare pi)
https://www.youtube.com/watch?v=93xw76EdZJA
dove sembrerebbero esserci buone notizie perché la temperatura con il loro heatsink resterebbe alla fatidica soglia 85.
La domanda a questo punto è:
1) essendo un canale privato collegato direttamente al venditore, ci fidiamo? (se qualcuno lo avesse provato sarebbe fantastico)
2) 85 mantenuta per ore (finché non viene sera in pratica e quindi l'aria esterna scende di molti gradi verosimilmente/auspicabilmente portando una dissipazione aggiuntiva, è accettabile per il funzionamento su lungo periodo? (lungo periodo= 3+ anni di utilizzo diciamo)
Progetto outdoor Raspberry Pi: sfida gestione temperature
Moderatore:
Paolino
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Per lavoro mi occupo da molti anni di apparati "stradali" per Tlc.
Le celle di Peltier erano accoppiate ai laser molti anni fa ma sicuramente non ne utilizziamo per questo genere di impiego.
Per la temperatura con la coibentazione e il colore superficiale si puo fare molto riguardo il freddo.
Se c'è sole diretto sempre schermo solare( scatola a doppia parete con ventilazione naturale della intercapedine).
Per il caldo il sistema migliore sembra il doppio alettamento(parete interna ed esterna) con ventola interna Pid e passiva esterna ( magari sulla parte inferiore per sfruttare la stratificazione ) di solito da i risultati piu interessanti.
Per la umidita la soluzione stagna con Silicagel è la migliore decisamente ma data la variazione notevole di temperatura è un attimo avere pressioni proibitive che richiedono una realizzazione molto complessa e costosa (alluminio).
Quindi si può lasciare un piccolo foro ( filtrato, ma sopra o sotto ?) di sfiato ma poi entra tutto, compresa la umidita insetti ecc .
Una volta entrata la umidità rovina il silicagel e poi comincia a condensare sulle pareti superiori per poi sgocciolare verso il fondo.
La soluzione a mio parere piu azzeccata l'aveva adottata Sirti già parecchi anni fa.
La scatola abbastanza leggera a tenuta con guarnizioni sul fondo non particolarmente robuste piane (anche senza oring).
Un foro di comunicazione tra interno ed esterno collegato ad una sorta di "polmone" in materiale plastico flessibile a tenuta di vapore.
Cio permette di non avere mai differenza di pressione sulle guarnizioni e quindi le stesse lavorano sempre al meglio delle possibilita.
Il sacchetto di silicagel con questo sistema diventa quasi inutile anche se consigliabile.
Ne abbiamo ancora in servizio e dopo oltre 40 anni mai vista una con umidita interna.
Se ho capito bene il tuo sistema dissipa una potenza abbastanza notevole.
Quindi il problema freddo lo si risolve senza troppi problemi anche perché l'elettronica ama il freddo.
Il caldo si gestisce facilmente governando la ventilazione interna se studiata correttamente si può arrivare ad avere una temperatura interna leggermente maggiore di quella esterna.
Ciao
P. S.
Servirebbe qualche dato numerico e specifiche attese per ragionare meglio.
Magari con qualche disegno ci si può comprendere meglio.
Le celle di Peltier erano accoppiate ai laser molti anni fa ma sicuramente non ne utilizziamo per questo genere di impiego.
Per la temperatura con la coibentazione e il colore superficiale si puo fare molto riguardo il freddo.
Se c'è sole diretto sempre schermo solare( scatola a doppia parete con ventilazione naturale della intercapedine).
Per il caldo il sistema migliore sembra il doppio alettamento(parete interna ed esterna) con ventola interna Pid e passiva esterna ( magari sulla parte inferiore per sfruttare la stratificazione ) di solito da i risultati piu interessanti.
Per la umidita la soluzione stagna con Silicagel è la migliore decisamente ma data la variazione notevole di temperatura è un attimo avere pressioni proibitive che richiedono una realizzazione molto complessa e costosa (alluminio).
Quindi si può lasciare un piccolo foro ( filtrato, ma sopra o sotto ?) di sfiato ma poi entra tutto, compresa la umidita insetti ecc .
Una volta entrata la umidità rovina il silicagel e poi comincia a condensare sulle pareti superiori per poi sgocciolare verso il fondo.
La soluzione a mio parere piu azzeccata l'aveva adottata Sirti già parecchi anni fa.
La scatola abbastanza leggera a tenuta con guarnizioni sul fondo non particolarmente robuste piane (anche senza oring).
Un foro di comunicazione tra interno ed esterno collegato ad una sorta di "polmone" in materiale plastico flessibile a tenuta di vapore.
Cio permette di non avere mai differenza di pressione sulle guarnizioni e quindi le stesse lavorano sempre al meglio delle possibilita.
Il sacchetto di silicagel con questo sistema diventa quasi inutile anche se consigliabile.
Ne abbiamo ancora in servizio e dopo oltre 40 anni mai vista una con umidita interna.
Se ho capito bene il tuo sistema dissipa una potenza abbastanza notevole.
Quindi il problema freddo lo si risolve senza troppi problemi anche perché l'elettronica ama il freddo.
Il caldo si gestisce facilmente governando la ventilazione interna se studiata correttamente si può arrivare ad avere una temperatura interna leggermente maggiore di quella esterna.
Ciao
P. S.
Servirebbe qualche dato numerico e specifiche attese per ragionare meglio.
Magari con qualche disegno ci si può comprendere meglio.
600 Elettra
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MarcoCris ha scritto:... in un ambiente ristretto e chiuso ...
Be', uno dei dissipatori e' all'esterno, quindi equalizzazioni non ne avresti in quel senso.
... per il riscaldamento non penso di usare la peltier ...
La resistenza e' sicuramente la soluzione piu semplice, per scaldare.
... se mi puoi rispiegare come disporresti le varie cose ...
Immaginavo usassi una scatola commerciale, ma anche per una stampata in 3D il problema non cambia (occhio solo a controllarne l'impermeabilita' dopo la stampa) ... hai una parete relativamente sottile, quindi ho immaginato che all'interno avresti messo uno strato di isolante termico (in altre occasioni io ho usato quei pannelli gialli che si usano in edilizia, ci sono in diversi spessori e funzionano abbastanza bene), questo avrebbe aumentato lo spessore delle pareti, quindi per unire la cella di Peltier ad entrambi i dissipatori, servirebbe una "prolunga" su uno sei due lati, io di solito usavo un blocchetto in alluminio, della stessa misura della cella (o delle celle, se ne usavo piu di una, oppure in un caso particolare della stessa misura del dissipatore interno), e di spessore tale che una volta montata la cella sul dissipatore esterno grande e montato il blocchetto sull'altro lato della cella, la faccia del blocchetto rivolta verso l'interno fosse a filo con l'altezza dell'isolante, o al massimo un mezzo mm in piu, cosi da incollarci il dissipatore piccolo con colla termoconduttiva.
Fra la colla (di solito silicone antimuffa) che usavo per fissare il dissipatore esterno alla scatola e "stagnare" i bordi di quello interno sull'isolante, non si muoveva piu nulla alla fine (servono comunque almeno un paio di giorni per l'assemblaggio, se si vuole fare un bel lavoro stabile ed impermeabile, lasciando reticolizzare un lato prima di mettere mano all'altro.
Parlo di colla termoconduttiva per l'assemblaggio della cella, perche' serve ricordare che meccanicamente e' abbastanza facile danneggiarle, essendo i lati esterni due lastrine di ceramica ... ad esempio, se si usassero viti, basterebbe stringerle un po troppo o in modo irregolare per causare danni, o si usano delle molle, o si va di colla termoconduttiva.
Tempo fa si trovava il Fujik, ma e' un po che non la vedo in vendita, ora c'e' una cosa che definiscono "heatsink plaster", ma serve testare se realmente e' un'adesivo e se tiene bene (ne va uno strato il piu sottile possibile, ovviamente, quindi dopo aver applicato la cella al dissipatore, va mossa e premuta un po alla volta finche' non esce piu colla da sotto, e l'eccesso va rimosso) ... ci sono anche resine bicomponenti termoconduttive, ma i prezzi sono piu alti.
Si incolla prima sul dissipatore esterno, poi si lascia asciugare almeno 24 ore, e poi si incolla il blocchetto che va verso l'interno, se il blocchetto e' piu stretto del dissipatore interno (se cioe' e' grande come la cella), si lascia asciugare anche questo per almeno 24 ore, prima di inserirlo in posizione (per fissare il tutto si puo usare silicone fra il dissipatore e la scatola, lasciando almeno 3 o 4 mm di spessore di silicone fra scatola e dissipatore in modo che quando scalda non deformi la plastica, si possono usare piccoli spessori per tenere il tutto in posizione finche' non sara' ben solido), poi si potra' incollare il dissipatire interno (colla termoconduttiva fra blocchetto e dissipatore, ed un po di silicone dopo, sui bordi del dissipatore).
Se invece si sceglie di fare il blocchetto grande come il dissipatore interno (in genere si preferisce quando si usa piu di una cella), si puo assemblare il tutto anche prima di inserirlo nella scatola, richiede un foro piu grande, ma semplifica il lavoro di assemblaggio del gruppo ... in entrambi i casi, ricordare sempre spacchi nella plastica e "canaline" intagliate nell'isolante per far passare i cavi
Se la scatola e' esposta al sole, un paio di mani di vernice bianca riflettente per esterni aiutano moltissimo a ridurre il riscaldamento (gia testato, scatole grigie o nere in pieno sole scottavano, mentre quelle bianco riflettenti erano fresche o appena appena tiepide)
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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Etemenanki
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magari ci avete pensato e scartato l'ipotesi ma se non sembrasse un'idea proprio stramba si potrebbe prendere in considerazione l'aerogel?MarcoCris ha scritto:(...) Il problema è questo, ed è un problema ben noto, ossia le gestione termica del pi:
il sito di installazione sarà una zona con temperature invernali molto rigide, che possono scendere fino a -15 o -20 gradi, quindi sotto la soglia di funzionamento dei componenti normalmente impiegati in progetti come questo.
Vorrei evitare se possibile di usare componenti resistenti a temperature rigide (industriali), perché è una soluzione logica e corretta, ma si dovrebbe poi applicare a domino a tutti gli altri componenti, e purtroppo non sempre è semplice trovarne.
E' una sfida più difficile, ma se avete idee, gestire e controllare la temperatura dell'ambiente all'interno della scocca sarebbe più interessante. (...)
E' un isolante termico notevole, proteggerebbe senza problemi il Raspberry Pi dalle escursioni termiche esterne; certo andrebbe valutato l'adattamento meccanico del materiale e il calore che lo stesso Raspberry Pi svilupperebbe; calore che praticamente rimarrebbe confinato all'interno dell'involucro in aerogel se questo fosse sostanzialmente ermetico sotto il profilo termico.
Altrimenti potrebbe non esserlo se l'involucro avesse una minima parte(dimensione da valutare) costituita da materiale differente rispetto all'aerogel.
In questo modo non ci sarebbe il problema di alimentare dispositivi accessori per controllare la temperatura(riscaldare o raffreddare) ammesso che gli altri componenti che completano il progetto possono essere gestiti con minori cautele rispetto al Raspberry Pi.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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La butto lì, ma usare le heat-pipe dei portatili per dissipare il calore?
Nota: I gradi di protezione sono relativi ad agenti solidi e liquidi, non gassosi. Quindi anche un contenitore IP68 pur essendo immergibile in acqua non isola dall'umidità.
Nota: I gradi di protezione sono relativi ad agenti solidi e liquidi, non gassosi. Quindi anche un contenitore IP68 pur essendo immergibile in acqua non isola dall'umidità.
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WALTERmwp ha scritto:... l'aerogel? ...
Occhio solo al fatto che oltre ad essere relativamente fragile (non troppo, ma e' comunque possibile che si rompa se sottoposto a certe sollecitazioni), l'aerogel e' sia idrofilo che igroscopico, servirebbe trattarlo con qualcosa che lo impermeabilizzi completamente, sia all'interno che all'esterno, oppure trovare una versione che sia stata resa idrofoba (poi c'e' il fattore costo, ma e' un discorso diverso).
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
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Etemenanki
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Ho menzionato l'aerogel perché per lo OP la spesa non è un problema, un presupposto che penso consenta di valutarne l'impiego restando comunque entro limiti di costi ragionevoli.
Il materiale può essere anche idrofobo e meccanicamente compatibile per la realizzazione di un box protettivo da integrare con quello esterno.
Lo si trova già accoppiato ad altri materiali per una facile lavorazione.
Sappiamo del suo largo impiego in ambito spaziale, avrebbero anche potuto adottarlo per proteggere l'elettronica di Ingenuity ma data la necessità di speculare su ogni milligrammo a causa dell'elevatissima rarefazione dell'atmosfera su Marte, optarono per la CO2.
Il fatto è che, a prescindere dall'aerogel, l'uso di materiali per ovviare a problemi di temperature potrebbe forse evitare di ricorrere ad altra componentistica riducendo complessità, manutenzione e guasti(quel che non c'è non può rompersi).
Ma in assenza di specifiche progettuali resta una speculazione che solo lo OP può pensare rappresenti una alternativa.
Saluti
Il materiale può essere anche idrofobo e meccanicamente compatibile per la realizzazione di un box protettivo da integrare con quello esterno.
Lo si trova già accoppiato ad altri materiali per una facile lavorazione.
Sappiamo del suo largo impiego in ambito spaziale, avrebbero anche potuto adottarlo per proteggere l'elettronica di Ingenuity ma data la necessità di speculare su ogni milligrammo a causa dell'elevatissima rarefazione dell'atmosfera su Marte, optarono per la CO2.
Il fatto è che, a prescindere dall'aerogel, l'uso di materiali per ovviare a problemi di temperature potrebbe forse evitare di ricorrere ad altra componentistica riducendo complessità, manutenzione e guasti(quel che non c'è non può rompersi).
Ma in assenza di specifiche progettuali resta una speculazione che solo lo OP può pensare rappresenti una alternativa.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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Sempre proseguendo con idee strampalate....
Per il contenitore interno potresti usare il cartongesso: è un regolatore di umidità e fornisce inerzia termica al tutto.
Per il contenitore interno potresti usare il cartongesso: è un regolatore di umidità e fornisce inerzia termica al tutto.
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Ringrazio tutti per le idee interessanti, e rispondo per ordine.
Premetto una cosa fondamentale:
le mie preghiere sono state ascoltate e ho finalmente trovato un progetto outdoor di camera (quasi alle mie latitudini, in climi appena più caldi) con componenti molto simili a quelli che vorrei impiegare e senza la minima correzione per la parte di gestione termica, che è stato perfettamente a galla senza problemi di temperature.
Quindi al momento: proverò a partire con un sistema 'ottimista' con i componenti delle funzioni operative con la sola aggiunta di un sensore termico e di una resistenzina per il freddo, per monitorare le temperature interne e capire se eventuali collassi siano imputabili al surriscaldamento in estate. La zona dell'altro esperimento come dicevo è addirittura in un poso un pelino più caldo, ma il pi era un pi zero, e la sua accensione non era continua ma intermittente controllata con un witty pi, quindi ci sono elementi per sperare e elementi per andare cauti.
Ma secondo la ben nota legge di Murphy che ogni uomo conosce (se qualcosa può andare storto, andrà storto) è bene prepararsi come quelli bravi al worst case scenario, e quindi andiamo in fondo al discorso. Anche perché avendo tutte belle teste intervenute nel thread è bello lasciare ai posteri un thread più possibile completo.
@stefanopc
Grazie Stefano, perché le testimonianze tecniche dal campo sono preziosissime -anche se ammetto che leggendo la cura di molti commenti mi è venuto da pensare che foste quasi tutti tecnici professionisti, quindi questo thread è diventato veramente un bel banco di prova-
La soluzione di Sirti con geometria variabile a polmone è geniale, non c'è che dire. Mi ha lasciato veramente stupito non l'avevo mai sentita sono stati davvero bravi. Purtroppo ho cercato sul loro sito ed essendo una grande azienda chiaramente non hanno canali di vendita a privati, e quindi sarebbe difficile usarla per i vari test in fase di prototipo.
Riguardo alle dimensioni e specifiche certamente, il disegno lo devo ancora preparare perché sto procedendo per step e per prima cosa volevo sentire persone in gamba per raccogliere le idee migliori, poi partiva la fase di allestimento, ma intanto posso mettere qui sotto i vari componenti funzionali che sono sicuramente sulla lista.
INTERNI alla scocca:
Doppler: https://futuranet.it/prodotto/radar-di-movimento-a-microonde/ (ho preferito doppler al pir per poter evitare fori ulteriori nella scocca)
Pi 5 8 gb: https://www.reichelt.com/it/it/shop/prodotto/raspberry_pi_5_b_4x_2_4_ghz_8_gb_ram_wlan_bt-359846
Camera IR: https://www.raspberrypi.com/products/pi-noir-camera-v2/
Sensore temperatura: https://www.robotstore.it/Sensore-di-temperatura-waterproof-DS18B20
Resistenza (sul lato opposto al sensore di temperatura) :
https://it.aliexpress.com/item/1005006015028505.html?src=google&pdp_npi=4%40dis!EUR!2.29!1.46!!!!!%40!12000046352376596!ppc!!!&src=google&albch=shopping&acnt=742-864-1166&isdl=y&slnk=&plac=&mtctp=&albbt=Google_7_shopping&aff_platform=google&aff_short_key=UneMJZVf&gclsrc=aw.ds&&albagn=888888&&ds_e_adid=&ds_e_matchtype=&ds_e_device=c&ds_e_network=x&ds_e_product_group_id=&ds_e_product_id=it1005006015028505&ds_e_product_merchant_id=106630103&ds_e_product_country=IT&ds_e_product_language=it&ds_e_product_channel=online&ds_e_product_store_id=&ds_url_v=2&albcp=22261776456&albag=&isSmbAutoCall=false&needSmbHouyi=false&gad_source=1&gad_campaignid=22268279741
Amplificatore: https://www.ebay.it/itm/316679530893?_skw=DollaTek+ZK-502M+Audio+Mini+2.0+Stereo+50W+%2B+50W+Modulo+amplificatore+digitale+b&itmmeta=01JV1K3M5G6QARCSZADK36NBQM&hash=item49bb92298d:g:688AAOSwjbdoAqwL&itmprp=enc%3AAQAKAAABMFkggFvd1GGDu0w3yXCmi1fvi4z7lBIylFBZOOJdy2FUk4pXVI%2BNoiL5m8J5e26DhXP%2FZ2q2QBHlpkt2vSPmEog0R2UhgOaVj9fs369AAWpyK1ucjC%2F95GLZiXEpk4VaCgLAE9lOHZbrSw0W0ht2OFaZgqk3Ta%2BisOHUP1qgSrKW%2BpnEhERApCJFLHc4n1MjiQx4xR7ciUrYc6ut6RPeyc3lP6cHj4I%2Fio6UD9kGpwf6mvq86Y5Z2DnavsmIIwcvaZG2OjyepznVTgXm%2FV7CnBYXvg4KJ%2FX6i%2FYMz5ZX0YfHfYwJH%2Bxj%2FHH2rskg3Aslx7hCO5YvWn86lKAAvqVMQF4bBtQOWQJl8sltEMUYU5hjXBr1YZBzEouFqEUGRdEilZSs%2B4uj3SnUqs9HoNHNHjs%3D%7Ctkp%3ABFBM8sKOs9hl
Modulo LTE: Qui, come anche per il prossimo punto, il driver, chiedo a voi se avete consigli. Interrogando AI ho ottenuto come proposte:
"Quectel: I moduli della serie EG25-G (Cat 4, globale), EC25-E (Cat 4, Europa), EP06-E (Cat 6, Europa) sono opzioni popolari e ben supportate.
SIMCom: I moduli della serie SIM7600-H (Cat 4, globale), SIM7600E-H (Cat 4, Europa), SIM7600G-H (Cat 4, globale) sono anche validi. La serie SIM8200 (5G, se vuoi future-proof) è più costosa e potrebbe consumare di più."
Driver: questa era l'ultima domanda una volta decise le soluzioni termiche, ma la anticipo qua. Cosa vogliamo mettere per gestire l'alimentazione dei vari componenti? (NB ci sono anche un paio di componenti fuori dalla scocca che richiedono alimentazione, quindi per un quadro completo, leggi le prossime righe)
ESTERNI alla scocca:
Altoparlante: https://www.ilmicrofono.it/altoparlanti-tromba/2742-altoparlante-tromba-quadrato-8717748284891.html (questo non dovrebbe richiedere alimentazione perché prende il segnale dall'amplificatore)
Led IR: https://it.aliexpress.com/item/4001030498022.html?src=google&pdp_npi=4%40dis!EUR!7.71!5.59!!!!!%40!10000013603481502!ppc!!!&src=google&albch=shopping&acnt=742-864-1166&isdl=y&slnk=&plac=&mtctp=&albbt=Google_7_shopping&aff_platform=google&aff_short_key=UneMJZVf&gclsrc=aw.ds&&albagn=888888&&ds_e_adid=&ds_e_matchtype=&ds_e_device=c&ds_e_network=x&ds_e_product_group_id=&ds_e_product_id=it4001030498022&ds_e_product_merchant_id=106265903&ds_e_product_country=IT&ds_e_product_language=it&ds_e_product_channel=online&ds_e_product_store_id=&ds_url_v=2&albcp=22261776456&albag=&isSmbAutoCall=false&needSmbHouyi=false&gad_source=1&gad_campaignid=22268279741
Led normale: https://greenice.com/it/faretti-a-led-decorativi-da-esterno/4159-faretto-da-giardino-a-led-10w-900lm-6000ok-ip67-giardino-40-000h-ne-ip67-10w-cw-8435402540632.html?wt_ga=_&wt_kw=__&utm_source=google&utm_medium=cpc&utm_campaign=Performance_Max_TOP&gad_source=1&gad_campaignid=20911305111
@Etemenanki
Non so il tuo vero nome (se ben ricordo Etemenanki era la ziqqurat di Babilonia o più comunemente un gioco di ruolo, ho reminescenze dei suoi poster da quando frequentavo tornei di carte all'università) ma grazie per le risposte sempre dettagliatissime.
Sì anche usare una scatola commerciale da modificare è diventata un'idea viabile perché non sapevo che esistessero già con preparati i fori per le viti, e per il progetto di cui parlavo a inizio messaggio è stata usata proprio una scatola della Hensel (KF 1600 G, Gustav Hensel GmbH) con stampati in 3d solo i componenti interni per distanziare o fissare pi e robine varie. Quindi la stampante probabilmente servirà lo stesso, ma ridimensionando il tutto.
Ipotizzando una scatola già pronta, adesso devo solo trovare un sistema per far 'vedere' la camera, ossia alternativamente
A) ordinare direttamente una scatola con il foro davanti per la camera, come una di queste customizzabili
https://www.takachi-enclosure.com/custom
B) fare un foro io (con una fresa sul trapano? non l'ho mai fatto, magari esiste un sistema più rapido, voi cosa usereste?)
Grazie per la spiegazione dettagliatissima, addirittura con il tipo di colla termoconduttiva, se i dati indicheranno che serve una peltier, penso proprio che userò il tu messaggio come guida perché è stata la più dettagliata.
La vernice bianca purtroppo me la casserebbero con ogni probabilità perché le installazioni dovranno essere nel confine tra paese (zona comunque illuminata da lampioni, quindi con corrente) e il bosco, ed essendo zona turistica per dare meno possibile nell'occhio penso mi chiederanno di installarle su alberi e probabilmente di verniciare spray l'esterno della scocca color corteccia, ma quello vediamo come andrà.
@WALTERmwp
Questa è un'altra soluzione ultra avanzata, qui ammetto i miei limiti perché avrei una paura matta di danneggiare qualche componente, a differenza di componenti con viti e dimensioni precise essendo un gel qualcosa che non ha una 'sua' dimensione mi sembra che richieda una certa 'sapienza' nella sua distribuzione e quindi umilmente non mi ritengo all'altezza. Però grazie per la bellissima idea (e per la fiducia immeritata)
@GioArca67
Gio hai ragione la soluzione heat pipe era proprio la prima a cui avevo pensato perché sono un amante delle cose semplici (come dice Walter quello che non c'è non può rompersi, grandissima regola su cui siamo tutti d'accordo penso) e poter fare tutto in 'passivo' era la mia idea iniziale, sfruttando la conducibilità. Avevo anche trovato un test interessantissimo che ha abbinato vapore al rame (e una geometria interna specifica, a dire il vero) e ha ottenuto risultati interessantissimi. Ma purtroppo non so come cercare componenti così e se siano poi effettivamente applicabili al nostro caso, ecco il video a cui mi riferisco
https://www.youtube.com/watch?v=OR8u__Hcb3k
Nello specifico la mia idea iniziale era di collegare il pi a un elemento di rame/alluminio che passava attraverso la parete della scocca e era a contatto con l'esterno, magari con una struttura a matrioska, quindi con un ambiente intercapedine ma quello sì raggiungibile dall'aria esterna tramite piccole aperture opportunamente filtrate tipo tappo di sfiato idrofobico
https://it.aliexpress.com/item/1005008129040204.html?src=google&pdp_npi=4%40dis!EUR!4.99!4.99!!!!!%40!12000043957218508!ppc!!!&src=google&albch=shopping&acnt=742-864-1166&isdl=y&slnk=&plac=&mtctp=&albbt=Google_7_shopping&aff_platform=google&aff_short_key=UneMJZVf&gclsrc=aw.ds&&albagn=888888&&ds_e_adid=&ds_e_matchtype=&ds_e_device=c&ds_e_network=x&ds_e_product_group_id=&ds_e_product_id=it1005008129040204&ds_e_product_merchant_id=108921532&ds_e_product_country=IT&ds_e_product_language=it&ds_e_product_channel=online&ds_e_product_store_id=&ds_url_v=2&albcp=22118443566&albag=&isSmbAutoCall=false&needSmbHouyi=false&gad_source=1&gad_campaignid=22128437173
Tu avresti qualche idea in mente?
Sì senz'altro, acqua è una cosa, umidità è un'altra, quella è già dentro e quindi le IP servono a poco, i sacchetti di silica gel sarebbero un grande alleato come diceva prima Stefano, sicuramente.
Premetto una cosa fondamentale:
le mie preghiere sono state ascoltate e ho finalmente trovato un progetto outdoor di camera (quasi alle mie latitudini, in climi appena più caldi) con componenti molto simili a quelli che vorrei impiegare e senza la minima correzione per la parte di gestione termica, che è stato perfettamente a galla senza problemi di temperature.
Quindi al momento: proverò a partire con un sistema 'ottimista' con i componenti delle funzioni operative con la sola aggiunta di un sensore termico e di una resistenzina per il freddo, per monitorare le temperature interne e capire se eventuali collassi siano imputabili al surriscaldamento in estate. La zona dell'altro esperimento come dicevo è addirittura in un poso un pelino più caldo, ma il pi era un pi zero, e la sua accensione non era continua ma intermittente controllata con un witty pi, quindi ci sono elementi per sperare e elementi per andare cauti.
Ma secondo la ben nota legge di Murphy che ogni uomo conosce (se qualcosa può andare storto, andrà storto) è bene prepararsi come quelli bravi al worst case scenario, e quindi andiamo in fondo al discorso. Anche perché avendo tutte belle teste intervenute nel thread è bello lasciare ai posteri un thread più possibile completo.
@stefanopc
Grazie Stefano, perché le testimonianze tecniche dal campo sono preziosissime -anche se ammetto che leggendo la cura di molti commenti mi è venuto da pensare che foste quasi tutti tecnici professionisti, quindi questo thread è diventato veramente un bel banco di prova-
La soluzione di Sirti con geometria variabile a polmone è geniale, non c'è che dire. Mi ha lasciato veramente stupito non l'avevo mai sentita sono stati davvero bravi. Purtroppo ho cercato sul loro sito ed essendo una grande azienda chiaramente non hanno canali di vendita a privati, e quindi sarebbe difficile usarla per i vari test in fase di prototipo.
Riguardo alle dimensioni e specifiche certamente, il disegno lo devo ancora preparare perché sto procedendo per step e per prima cosa volevo sentire persone in gamba per raccogliere le idee migliori, poi partiva la fase di allestimento, ma intanto posso mettere qui sotto i vari componenti funzionali che sono sicuramente sulla lista.
INTERNI alla scocca:
Doppler: https://futuranet.it/prodotto/radar-di-movimento-a-microonde/ (ho preferito doppler al pir per poter evitare fori ulteriori nella scocca)
Pi 5 8 gb: https://www.reichelt.com/it/it/shop/prodotto/raspberry_pi_5_b_4x_2_4_ghz_8_gb_ram_wlan_bt-359846
Camera IR: https://www.raspberrypi.com/products/pi-noir-camera-v2/
Sensore temperatura: https://www.robotstore.it/Sensore-di-temperatura-waterproof-DS18B20
Resistenza (sul lato opposto al sensore di temperatura) :
https://it.aliexpress.com/item/1005006015028505.html?src=google&pdp_npi=4%40dis!EUR!2.29!1.46!!!!!%40!12000046352376596!ppc!!!&src=google&albch=shopping&acnt=742-864-1166&isdl=y&slnk=&plac=&mtctp=&albbt=Google_7_shopping&aff_platform=google&aff_short_key=UneMJZVf&gclsrc=aw.ds&&albagn=888888&&ds_e_adid=&ds_e_matchtype=&ds_e_device=c&ds_e_network=x&ds_e_product_group_id=&ds_e_product_id=it1005006015028505&ds_e_product_merchant_id=106630103&ds_e_product_country=IT&ds_e_product_language=it&ds_e_product_channel=online&ds_e_product_store_id=&ds_url_v=2&albcp=22261776456&albag=&isSmbAutoCall=false&needSmbHouyi=false&gad_source=1&gad_campaignid=22268279741
Amplificatore: https://www.ebay.it/itm/316679530893?_skw=DollaTek+ZK-502M+Audio+Mini+2.0+Stereo+50W+%2B+50W+Modulo+amplificatore+digitale+b&itmmeta=01JV1K3M5G6QARCSZADK36NBQM&hash=item49bb92298d:g:688AAOSwjbdoAqwL&itmprp=enc%3AAQAKAAABMFkggFvd1GGDu0w3yXCmi1fvi4z7lBIylFBZOOJdy2FUk4pXVI%2BNoiL5m8J5e26DhXP%2FZ2q2QBHlpkt2vSPmEog0R2UhgOaVj9fs369AAWpyK1ucjC%2F95GLZiXEpk4VaCgLAE9lOHZbrSw0W0ht2OFaZgqk3Ta%2BisOHUP1qgSrKW%2BpnEhERApCJFLHc4n1MjiQx4xR7ciUrYc6ut6RPeyc3lP6cHj4I%2Fio6UD9kGpwf6mvq86Y5Z2DnavsmIIwcvaZG2OjyepznVTgXm%2FV7CnBYXvg4KJ%2FX6i%2FYMz5ZX0YfHfYwJH%2Bxj%2FHH2rskg3Aslx7hCO5YvWn86lKAAvqVMQF4bBtQOWQJl8sltEMUYU5hjXBr1YZBzEouFqEUGRdEilZSs%2B4uj3SnUqs9HoNHNHjs%3D%7Ctkp%3ABFBM8sKOs9hl
Modulo LTE: Qui, come anche per il prossimo punto, il driver, chiedo a voi se avete consigli. Interrogando AI ho ottenuto come proposte:
"Quectel: I moduli della serie EG25-G (Cat 4, globale), EC25-E (Cat 4, Europa), EP06-E (Cat 6, Europa) sono opzioni popolari e ben supportate.
SIMCom: I moduli della serie SIM7600-H (Cat 4, globale), SIM7600E-H (Cat 4, Europa), SIM7600G-H (Cat 4, globale) sono anche validi. La serie SIM8200 (5G, se vuoi future-proof) è più costosa e potrebbe consumare di più."
Driver: questa era l'ultima domanda una volta decise le soluzioni termiche, ma la anticipo qua. Cosa vogliamo mettere per gestire l'alimentazione dei vari componenti? (NB ci sono anche un paio di componenti fuori dalla scocca che richiedono alimentazione, quindi per un quadro completo, leggi le prossime righe)
ESTERNI alla scocca:
Altoparlante: https://www.ilmicrofono.it/altoparlanti-tromba/2742-altoparlante-tromba-quadrato-8717748284891.html (questo non dovrebbe richiedere alimentazione perché prende il segnale dall'amplificatore)
Led IR: https://it.aliexpress.com/item/4001030498022.html?src=google&pdp_npi=4%40dis!EUR!7.71!5.59!!!!!%40!10000013603481502!ppc!!!&src=google&albch=shopping&acnt=742-864-1166&isdl=y&slnk=&plac=&mtctp=&albbt=Google_7_shopping&aff_platform=google&aff_short_key=UneMJZVf&gclsrc=aw.ds&&albagn=888888&&ds_e_adid=&ds_e_matchtype=&ds_e_device=c&ds_e_network=x&ds_e_product_group_id=&ds_e_product_id=it4001030498022&ds_e_product_merchant_id=106265903&ds_e_product_country=IT&ds_e_product_language=it&ds_e_product_channel=online&ds_e_product_store_id=&ds_url_v=2&albcp=22261776456&albag=&isSmbAutoCall=false&needSmbHouyi=false&gad_source=1&gad_campaignid=22268279741
Led normale: https://greenice.com/it/faretti-a-led-decorativi-da-esterno/4159-faretto-da-giardino-a-led-10w-900lm-6000ok-ip67-giardino-40-000h-ne-ip67-10w-cw-8435402540632.html?wt_ga=_&wt_kw=__&utm_source=google&utm_medium=cpc&utm_campaign=Performance_Max_TOP&gad_source=1&gad_campaignid=20911305111
@Etemenanki
Non so il tuo vero nome (se ben ricordo Etemenanki era la ziqqurat di Babilonia o più comunemente un gioco di ruolo, ho reminescenze dei suoi poster da quando frequentavo tornei di carte all'università) ma grazie per le risposte sempre dettagliatissime.
Sì senz'altro, per componenti che non siano ventole si può tranquillamente pensare a un foro nella parete della scocca e quindi evitare equalizzazioni'Be', uno dei dissipatori e' all'esterno, quindi equalizzazioni non ne avresti in quel senso.'
'Immaginavo usassi una scatola commerciale'...
Sì anche usare una scatola commerciale da modificare è diventata un'idea viabile perché non sapevo che esistessero già con preparati i fori per le viti, e per il progetto di cui parlavo a inizio messaggio è stata usata proprio una scatola della Hensel (KF 1600 G, Gustav Hensel GmbH) con stampati in 3d solo i componenti interni per distanziare o fissare pi e robine varie. Quindi la stampante probabilmente servirà lo stesso, ma ridimensionando il tutto.
Ipotizzando una scatola già pronta, adesso devo solo trovare un sistema per far 'vedere' la camera, ossia alternativamente
A) ordinare direttamente una scatola con il foro davanti per la camera, come una di queste customizzabili
https://www.takachi-enclosure.com/custom
B) fare un foro io (con una fresa sul trapano? non l'ho mai fatto, magari esiste un sistema più rapido, voi cosa usereste?)
Grazie per la spiegazione dettagliatissima, addirittura con il tipo di colla termoconduttiva, se i dati indicheranno che serve una peltier, penso proprio che userò il tu messaggio come guida perché è stata la più dettagliata.
La vernice bianca purtroppo me la casserebbero con ogni probabilità perché le installazioni dovranno essere nel confine tra paese (zona comunque illuminata da lampioni, quindi con corrente) e il bosco, ed essendo zona turistica per dare meno possibile nell'occhio penso mi chiederanno di installarle su alberi e probabilmente di verniciare spray l'esterno della scocca color corteccia, ma quello vediamo come andrà.
@WALTERmwp
Questa è un'altra soluzione ultra avanzata, qui ammetto i miei limiti perché avrei una paura matta di danneggiare qualche componente, a differenza di componenti con viti e dimensioni precise essendo un gel qualcosa che non ha una 'sua' dimensione mi sembra che richieda una certa 'sapienza' nella sua distribuzione e quindi umilmente non mi ritengo all'altezza. Però grazie per la bellissima idea (e per la fiducia immeritata)
@GioArca67
Gio hai ragione la soluzione heat pipe era proprio la prima a cui avevo pensato perché sono un amante delle cose semplici (come dice Walter quello che non c'è non può rompersi, grandissima regola su cui siamo tutti d'accordo penso) e poter fare tutto in 'passivo' era la mia idea iniziale, sfruttando la conducibilità. Avevo anche trovato un test interessantissimo che ha abbinato vapore al rame (e una geometria interna specifica, a dire il vero) e ha ottenuto risultati interessantissimi. Ma purtroppo non so come cercare componenti così e se siano poi effettivamente applicabili al nostro caso, ecco il video a cui mi riferisco
https://www.youtube.com/watch?v=OR8u__Hcb3k
Nello specifico la mia idea iniziale era di collegare il pi a un elemento di rame/alluminio che passava attraverso la parete della scocca e era a contatto con l'esterno, magari con una struttura a matrioska, quindi con un ambiente intercapedine ma quello sì raggiungibile dall'aria esterna tramite piccole aperture opportunamente filtrate tipo tappo di sfiato idrofobico
https://it.aliexpress.com/item/1005008129040204.html?src=google&pdp_npi=4%40dis!EUR!4.99!4.99!!!!!%40!12000043957218508!ppc!!!&src=google&albch=shopping&acnt=742-864-1166&isdl=y&slnk=&plac=&mtctp=&albbt=Google_7_shopping&aff_platform=google&aff_short_key=UneMJZVf&gclsrc=aw.ds&&albagn=888888&&ds_e_adid=&ds_e_matchtype=&ds_e_device=c&ds_e_network=x&ds_e_product_group_id=&ds_e_product_id=it1005008129040204&ds_e_product_merchant_id=108921532&ds_e_product_country=IT&ds_e_product_language=it&ds_e_product_channel=online&ds_e_product_store_id=&ds_url_v=2&albcp=22118443566&albag=&isSmbAutoCall=false&needSmbHouyi=false&gad_source=1&gad_campaignid=22128437173
Tu avresti qualche idea in mente?
Sì senz'altro, acqua è una cosa, umidità è un'altra, quella è già dentro e quindi le IP servono a poco, i sacchetti di silica gel sarebbero un grande alleato come diceva prima Stefano, sicuramente.
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MarcoCris ha scritto:...
La soluzione di Sirti con geometria variabile a polmone ...
Volendo la puoi autocostruire facilmente ... serve a compensare la pressione dell'aria fra l'esterno e l'interno, quindi se ad esempio (soluzione banale, ma funzionante, ce ne sono anche di piu "eleganti" volendo), prendi un palloncino, lo attacchi ad un pezzetto di tubetto in plastica, e poi incolli a tenuta stagna l'altro lato del tubetto all'interno della scatola, in corrispondenza di un forellino (che dovra' rimanere aperto, piu o meno al centro del tubetto), ti sei gia costruito un "polmone compensatore" casalingo
Per forare il coperchio, ti suggerisco una sega a tazza, e poi rifinre i bordi con raschietto, cutter o carta abrasiva (quello con cui ti trovi meglio), poi potrai chiudere il foro con una lastrina di vetro incollata bene col silicone.
Se vanno in una zona alberata, potresti sfruttare l'ombra degli alberi, se non te li lasciano verniciare di bianco (probabilmente pretenderanno che li vernici addirittura mimetici)
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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