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Piercarlo » 7 nov 2018, 2:15
Approfitto per porre una domanda che mi frulla da tempo: se alla fine della fiera quello a cui serve veramente l'università è darti una forma mentale con cui procacciarti e processarti da te, in modo efficiente e critico ma possibilmente senza irrigidirti, informazioni e conoscenze sul mondo, perché non iniziare fin da subito, non dico dalle elementari ma quasi, a impostare la forma mentis della gente in questo modo, favorendo così l'installarsi di abitudini mentali che, portate poi con scioltezza nella vita, permettono alle persone di avere non solo una buona e realistica comprensione del mondo in cui vivono e, quando occorre, di sapersi adattare alle sue esigenze con meno difficoltà di quanto avvenga oggi?
Lo chiedo per due ragioni: la prima è che anche le cattive abitudini mentali (pigrizia mentali, tendenza al conformismo acritico a tutto quel che pensano e dicono gli altri ecc.) sono insegnate e apprese al pari di quelle buone, e quindi, proprio perché "programmate" nel cervello della gente, sono sostituibili tanto più facilmente quanto più tempestivamente si interviene nella fase di "boot" della vita di un individuo.
È un approccio che funziona fin troppo bene già oggi anche se nelle mani sbagliate, visto che viene utilizzato a piene mani da tutte le istituzioni religiose prima e politiche poi per rimbecillire fin da subito la gente ed è quindi, in linea di massima, per "installare" un "rimbecillimento" decisamente più utile e produttivo.
È chiaro che poi ognuno è fatto a modo suo e manterrà le sue inclinazioni a eccellere in un campo piuttosto che in un altro, ma già partire ripuliti di tutte le scorie culturali e mentali che ci portiamo dietro, per trasmissione ereditaria da una generazione all'altra, da almeno 150-200 mila anni costituirebbe un notevole passo avanti.
La seconda ragione è che, partendo fin da subito con una formazione culturale e mentale graduata ma solida, affidabile e allo stesso tempo aperta e flessibile, si regalerebbe alla gente una bella fetta di vita in più: oggi un laureato di ottimo livello lo si può considerare "pronto chiavi in mano" non prima dei 27-28 anni. Partendo con un approccio più meditato e "ingegnerizzato" dell'istruzione si potrebbe pensare a ottenere tale maturità già a 20-22 anni, se non addirittura prima per le persone più dotate. I cosiddetti "geni" (io non credo molto ai "geni") sono tali non solo per indole ma anche perché si sono trovati ad apprendere a 10-12 anni cose che gli altri apprendono "normalmente" a 18-20 (se le apprendono, perché a giudicare dallo stile culturale "calcio macchina e figa"(*) dominante direi che lo sforzo che viene fatto in tal senso è decisamente stentato).
Se si riuscisse a generalizzare anche solo una parte di questo "anticipo" si otterrebbero persone che non solo si sentirebbero prima più realizzate e felici nella loro vita ma che si sentirebbero tali in un momento in cui sono oggettivamente più forti, attivi e produttivi di quanto lo saranno mai dopo. Il che non mi sembra un vantaggio da poco visto che comunque, nonostante tutti i progressi della medicina avutisi negli ultimi due secoli ma soprattutto dalla fine della seconda guerra mondiale in poi, la durata della vita rimane in media quella che è da sempre e non va troppo oltre, quando ci va, i 30 mila giorni (novant'anni).