Salve a tutti
La mia ultima ardua sfida elettronica è convertire una saldatrice elettromeccanica (a riluttanza variabile, per intenderci quelle con la manopola che va a modificare le caratteristiche del trafo in maniera da limitare la corrente al secondario) per eseguire saldature in corrente continua.
L’intenzione è quella di sfruttare il trafo già esistente per limitare la corrente, poi attraverso un adeguato raddrizzatore e un filtro induttivo convertire l’uscita da corrente alternata a continua (credo sia ammesso un ampio ripple, quindi parlare di continua è un po’ improprio).
So che l’argomento può essere ampio e complesso, infatti sarei interessato a sentire qualche opinione a riguardo.
Grazie molte AT
Convertire saldatrice AC in DC
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flori2 ha scritto:Per fare un raddrizzatore serve, principalmente, un condensatore come filtro e non un'iduttanza
guarda sul condensatore ho dei dubbi in quanto il carico è molto elevato, quindi servirebbe un condensatore immenso.
La soluzione che pensavo era induttanza ed eventualmente un condensatore molto modesto solo per alzare la tensione a vuoto e magari facilitare lo start.
udos46 ha scritto:bastano 4 diodi belli tosti da 200A , su un bel dissipatore e ventilatore
credo che alla fine ti conviene aquistare una inverter da 100 euro
Io ho trovato alcuni ponti ma non son sicuro della loro bontà. Chiaramente come dicevi vanno alettati e adeguatamente raffreddati. Vedevo per esempio questo http://www.alldatasheet.com/datasheet-p ... 00-16.html a buon prezzo. Che ve ne pare?
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non serve a niente alzare la tensione a vuoto , quando provi a saldare serve la "ciccia" e quella te la da anche una bella capacità. nelle saldatrici switching ci sono solitamente tra i 1500 e i 2000 microfarad , figurati in una a 50 Hz. segui il consiglio se con 100 euro risolvi , risparmi. e i tuoi muscoli ringraziano.
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TITAN ha scritto:non serve a niente alzare la tensione a vuoto , quando provi a saldare serve la "ciccia" e quella te la da anche una bella capacità. nelle saldatrici switching ci sono solitamente tra i 1500 e i 2000 microfarad , figurati in una a 50 Hz. segui il consiglio se con 100 euro risolvi , risparmi. e i tuoi muscoli ringraziano.
Si capisco che l'impresa suona di redicolo, però non ho finanze infinite da dedicare in questa cosa, ho invece molto materiale da inverìstire e che mi piacerebbe riutilizzzare (vedi saldatrice).
Detto ciò mi sembra al quanto strano l'utilizzo di capacità in sistemi come questo, nella switching posso capirlo data l'elevata frequenza.
Comunque non hai capito la mia idea, il filtro di uscita dev'esser fatto con un induttanza non con capacità, se no si incorre in valori veramente esagerati. Quello che intendevo con capacità era solo un "misero" condensatore posto in uscita al ponte per portare la tensione a vuoto su un livello più alto possibile.
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TITAN ha scritto:premesso che a mia conoscenza tutte le saldatrici sono in corrente continua , proprio non capisco a cosa dovrebbe servirti un induttore. ciao
Allora, innanzitutto la saldatura non è detto che sia sempre in DC, può tranquillamente essere AC in più c'è anche una differenza sulla frequenza in gioco. Esistono benissimo saldatrici AC ad alta frequenza (vedi inverter per TIG o MMA combinati).
Come dicevo e ribadisco è improponibile con una elettromeccanica raddrizzarla e spianare mediante condensatore. Normalmente per correnti così elevati in uscita si usa un iduttore adeguato per spianare.
abusivo ha scritto:Ma che differenza c'è tra una saldatura fatta in AC o DC?
La saldatura in DC, premesso che stiamo parlando di MMA quindi con elettrodo rivestito, a lato pratico e detto in soldoni risulta più semplice. Poi ci sono molti altri aspetti importanti.
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