Come costruirsi un carico fittizio coi rottami?
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alimenti una batteria? hai scritto tu di averle utilizzate in passato come carichi fittizi.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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MattWatt ha scritto:c'e' qualcuno che sa fornire un link che spieghi qualcosa sui materiali usati per gli impasti dei carichi fittizi antiinduttivi (in italiano inglese spagnolo o francese ) ? che materiali sono che caratteristiche hanno e perche' le molecole si comportano in quella maniera nei confronti degli lelettroni ?
impasti? caratteristiche molecolari nei confronti degli elettroni?
e soprattutto, meglio trovare una sezione più consona a questa tua discussione
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Salvatore Quasimodo
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MattWatt ha scritto:...c'e' qualcuno che sa fornire un link che spieghi qualcosa sui materiali usati per gli impasti dei carichi fittizi antiinduttivi....
Se possono essere utili :
http://www.electroyou.it/mir/wiki/resistori
http://www.salvitti.it/geo/resistor/index.html#tecnica
http://en.wikipedia.org/wiki/Resistor
http://www.edn.com/design/components-an ... pplication
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MattWatt ha scritto:oltre ai carichi fittizi resistivi che altri tipi di carichi fittizi esistono ? ( cosi leggo qualcosa a riguardo e mi istruisco).
Parlando in generale, i carichi si dividono in alcune categorie:
1) Carichi resistivi ( quello che hai considerato ).
2) Carichi induttivi ( costituiti prevalentemente da induttanze ).
3) Carichi capacitivi ( costituiti prevalentemente da condensatori ).
Altri tipi ci carichi sono costituiti dalla connessione dei vari carici, di cui sopra.
4) Carichi attivi.
L' utilizzo dei vari carichi dipende dal tipo di apparecchiatura che si vuole testare e in quale modo.
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MattWatt ha scritto:...dite che nei vecchi impianti delle antenne televisive ( amplificatori e le alte scatolette lungo i cavi tra antenna e tv c) i sono resistenze antiinduttive che potrei recuperare ?
Le resistenze antiinduttive classiche sono quelle ad impasto di carbone che purtroppo cominciano ad essere introvabili.
Queste ultime sono note anche con il nome di resistenze allen bradley.
Sono via via sostituite da quelle a filo, con doppio avvolgimento uno opposto all' altro.
La descrizione che segue, l' ho estratta dal seguente PDF:
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=& ... Lra_Gao3Kw
in fondo alla pagina n°6.
"Resistenze antinduttive
Per ridurre l'effetto dell'induttanza le resistenze denominate antinduttive, sono realizzate con il sistema
Ayrton-Perry che consiste nel costruire un resistore con due avvolgimenti contrari, incrociati e messi in
parallelo.
Con tale sistema I'induttanza si compensa e resta al di sotto del µH (microhenry) per le resistenze di
grandi dimensioni, o si riduce fino a pochi nH (nanohenry) per le piccole resistenze, ovvero a valori
assolutamente trascurabili. Tali resistori, però, presentano dimensioni maggiori di quelli standard e
sono di costo più elevato."
A mio parere potresti trovare delle resistenze ad impasto di carbone, o, come dici, negli amplificatori per vecchi impianti TV o all' interno di vecchi televisori.
Naturalmente le resistenze, recuperate dai TV, hanno una potenza massima di 2/3W.
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ringrazio per i link (che ancora non ho letto ma conto di farlo appena ho sistemato un po di cose da finire piu' urgantemente ) e le spiegazioni riassuntive ,
riguardo la domanda sulle batterie , le ho usate come carichi a volte per poter misurare la corrente erogata , visto che le avevo a portata di mano , ma a volte viene difficile trovarne che si adattino bene alla tensione dei trasformatori senza rischio di rovinarle o ce ne vorrebbero troppe
grazie a tutti e buona giornata
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