Fusione fredda in piccola scala

Fonti energetiche e produzione e fornitura dell'energia elettrica.

Moderatori: Foto Utentesebago, Foto Utentemario_maggi

Avatar utente
Foto Utente6367
22,3k 6 9 12
G.Master EY
G.Master EY
Messaggi: 6998
Iscritto il: 9 set 2005, 0:00
0
voti

[11] Re: Fusione fredda in piccola scala

Messaggioda Foto Utente6367 » 26 nov 2011, 12:23

mi sembra di aver capito che la fusione fredda e' ottenibile con metalli poveri e diffusi


Ad oggi nessuno sa se è fattibile una fusione fredda.
Anzi, buona parte degli scienziati nucleari pensa che non lo sia.
Nessuna spiegazione teorica convincente.
Chi dice di averla realizzata, oltre a non sapere spiegare il fenomeno, non ha messo altri laboratori in condizione di ripetere l'esperimento.

Al contrario, per la fusione nucleare deuterio-trizio, una strada c'è. Lunga e difficile, ancora non si sa se praticaente fattibile, ma almeno è teoricamente fondata. Il reattore sperimentale ITER, in costruzione in Francia, servirà a dare delle risposte.

Avatar utente
Foto UtentePiercarlo
24,0k 6 11 13
G.Master EY
G.Master EY
Messaggi: 6724
Iscritto il: 30 mar 2010, 19:23
Località: Milano
0
voti

[12] Re: Fusione fredda in piccola scala

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 26 nov 2011, 14:00

Per come la vedo io, piuttosto a naso, la possibilità TEORICA che il fenomeno della fusione fredda avvenga episodicamente c'è. Quello su cui sono molto più scettico è che ne possa esistere una versione CONTINUA, che cioè una volta avviata si mantenga "accesa" in modo da rendere sfruttabile il processo.
Dirò di più: secondo me la fusione fredda.... funziona molto meglio a caldo. Lo so, sembra una battuta ma non lo è: per come la vedo io l'esperienza degli sporadici episodi di reazioni di fusione a bassa energia (LENR) basati su catalizzatori andrebbe riproposta nelle reazioni di fusione ad alta temperatura sperimentando miscugli più complessi del solito deuterio-trizio per abbassare la temperatura di innesco della fusione e mantenere quindi il plasma ad una temperatura più contenuta e trattabile (che sarebbe comunque dell'ordine di alcune centinaia di migliaia di gradi almeno). In altre parole ripetere il tipo di ricerca, nel campo dei miscugli sottoponibili a fusione, che si è portata avanti nel campo dei superconduttori ad alta temperatura. In questi si è cercato di conservare la caratteristica a temperature di lavoro sempre più elevate; nel caso della fusione nucleare si tratterebbe di trovare il miscuglio in grado di innescarela fusione tra deuterio e trizio alla temperatura più bassa possibile dell'intero miscuglio.
Non penso che sia un'idea tanto originale; penso però che, come tante altre idee per facilitare la fusione nucleare e renderla tecnicamente più abbordabile, sia stata (e sia tuttora) ostacolata dal timore che qualcuno riesca a trasformare anche questa possibilità in una tecnologia militare con lo stesso potenziale delle attuali tecnologie nucleari ma senza i relativi oneri tecnici ed economici che sono stati finora l'unico serio ostacolo ad una proliferazione incontrollata di armi nucleari.

Ciao
Piercarlo

Avatar utente
Foto Utenteaduri
435 1 5 10
Expert
Expert
Messaggi: 937
Iscritto il: 29 giu 2005, 23:13
Località: Genova
0
voti

[13] Re: Fusione fredda in piccola scala

Messaggioda Foto Utenteaduri » 26 nov 2011, 16:41

Son d'accordo con voi per la maggior parte delle motivazioni esposte.
Mi meraviglia molto la presenza di un professore universitario che ha garantito, con misure, la stablità del processo, la continuità dello stesso e la costruzione di diversi prototipi.
Quindi ci sarebbero le basi scientifiche, misurabilità e riproducibilità.
Premetto che anchio sono un po' scettico ma .... lascio una porta aperta alla speranza che si possa evolvere in un qualcosa di utile per tutti.

ciao
Antonio


Torna a “Energia e qualità dell'energia”