Fornitura energia elettrica centralizzata condominio
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Se ho capito bene l'utenza condominiale, alla quale è collegato l'impianto di produzione, andrebbe ad alimentare anche gli impianti dei condomini, i quali poi pagherebbero, in un modo ancora da definire, l'energia utilizzata.
In questa condizione il condominio si troverebbe a cedere ai condomini anche parte dell'energia prodotta dal fotovoltaico, sulla quale non gravano le accise. Questo, a mio parere, potrebbe essere un problema.
Mi è capitato in passato un caso di una officina intestata ad una azienda su uno stabile di proprietà della stessa, con fornitura elettrica intestata che "ospitava" nell'immobile un'altra persona giuridica che utilizzava l'energia. In quel caso persero l'esenzione dalle accise sull'energia prodotta dal FV. Il caso mi pare in qualche modo comparabile. E' vero che non si parla di officina elettrica però approfondirei senz'altro.
In questa condizione il condominio si troverebbe a cedere ai condomini anche parte dell'energia prodotta dal fotovoltaico, sulla quale non gravano le accise. Questo, a mio parere, potrebbe essere un problema.
Mi è capitato in passato un caso di una officina intestata ad una azienda su uno stabile di proprietà della stessa, con fornitura elettrica intestata che "ospitava" nell'immobile un'altra persona giuridica che utilizzava l'energia. In quel caso persero l'esenzione dalle accise sull'energia prodotta dal FV. Il caso mi pare in qualche modo comparabile. E' vero che non si parla di officina elettrica però approfondirei senz'altro.
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Giovepluvio
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ma nel caso indicato da @Mike i condòmini non sono "terzi", sono i comproprietari dell'impianto di produzione, cioè di una parte comune: il soggetto giuridico è uno solo, cioè il condominio che produce per se stesso.Giovepluvio ha scritto:Mi è capitato in passato un caso di una (...) E' vero che non si parla di officina elettrica però approfondirei senz'altro.
A me parrebbe un caso diverso rispetto all'officina, se poi, pur essendo differente, resta investito dalla questione delle accise non lo posso affermare.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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WALTERmwp ha scritto:nel caso indicato da @Mike i condòmini non sono "terzi", sono i comproprietari dell'impianto di produzione,
Mah, questa è più materia da avvocati o fiscalisti. L'affermazione, comunque, che i condomini non siano "terzi" rispetto al condominio non mi convince neppure un po'. Sarebbe come dire che, ad esempio in una SPA o SRL, socio e società sono la stessa cosa... A mio avviso sono soggetti giuridicamente autonomi e ben separati.
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Giovepluvio
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In altri paesi il condominio è una vera e propria società.
Tutti sono proprietari di tutto, in più ogni condomino ha il diritto esclusivo di abitazione nel suo appartamento.
Ne consegue che le compravendite devono essere acettate dall'intero condominio.
Tutti sono proprietari di tutto, in più ogni condomino ha il diritto esclusivo di abitazione nel suo appartamento.
Ne consegue che le compravendite devono essere acettate dall'intero condominio.
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se l'installazione, l'impianto, è "condominiale" è proprietà del condominio e, di conseguenza, ogni condòmino (proprietario di unità immobiliare in quell'edificio) condivide la proprietà in modo proporzionale a quello che è il peso della propria unità immobiliare (millesimi generali di proprietà).Giovepluvio ha scritto:(...) A mio avviso sono soggetti giuridicamente autonomi e ben separati.
Se in quell'edificio, tutte le unità immobiliari fossero di proprietà di una sola persona (persona fisica, per semplificare) non sarebbe un condominio, sarebbe un edificio e basta, magari e certamente più grande di una villetta, ma non sarebbe un condominio.
Sulla base di questa semplice similitudine, penso, dal punto di vista fiscale, la quota di produzione di energia per autoconsumo dovrebbe essere "trattata" come se un singolo soggetto(proprietario) disponesse di un impianto del genere nella propria abitazione (villetta).
Nel ragionamento che si sta facendo non escluderei quanto sopra come consistenti presupposti, poi magari sono in errore.
Poi, la quantificazione dell'eventuale spesa "pro-unità immobiliare", sarebbe invece altra questione, condizionata e normata dal codice civile in materia, appunto, condominiale.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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Giovepluvio ha scritto:In questa condizione il condominio si troverebbe a cedere ai condomini anche parte dell'energia prodotta dal fotovoltaico, sulla quale non gravano le accise. Questo, a mio parere, potrebbe essere un problema.
Ho capito.
L'ipotesi progettuale che sto perseguendo è la seguente:
A) realizzare un impianto FV centralizzato condominiale con SSP per alimentare l'impianto di riscaldamento/raffrescamento (pompa di calore) di ogni appartamento con apposito contatore per conteggiare i consumi.
La seconda ipotesi, in aggiunta alla prima sarebbe:
B) collegare il centralino dell'appartamento con il quadro pompe di calore, con un selettore l'inquilino può scambiare la fonte di alimentazione tra:
- centralizzato condominiale
- contatore Enel d'appartamento
Questo perché, trattandosi di appartamenti al mare, l'inquilino che vuole farsi il weekend in inverno, autunno, primavera, potrebbe sfruttare tutta l'energia prodotta dal FV e non utilizzata dagli altri condomini piuttosto che cederla alla rete.
La terza ipotesi:
C) prevedere la commutazione di cui in B) in maniera automatica in funzione dell'energia disponibile dalla produzione del FV e con un sistema di accumulo in maniera da non creare "discriminazioni" tra gli inquilini sull'energia autoprodotta erogata.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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La prima ipotesi ti metterebbe certamente al riparo dalla questione accise. Le due rimanenti invece credo andrebbero verificate. Sulla terza poi ho qualche perplessità per via dei possibili costi di realizzazione. Hai già fatto dei conti?
WALTERmwp il tuo ragionamento è certamente verosimile. Però ti ricordo che il condominio ha una sua partita iva. Fiscalità e ragionevolezza quasi mai vanno di pari passo...
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Giovepluvio
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in realtà non ha partita iva ma codice fiscale.Giovepluvio ha scritto:(...) Però ti ricordo che il condominio ha una sua partita iva. Fiscalità e ragionevolezza quasi mai vanno di pari passo...
Prima comunque credo d'avere riportato una imprecisione quindi, per completare: "... il condominio non è soggetto giuridico dotato di propria personalità distinta da quella di coloro che ne fanno parte, bensì un semplice ente di gestione, il quale opera in rappresentanza e nell'interesse comune dei partecipanti ... ".
Non so se si aggiunge altro a quanto già scritto ma, in assenza di un riferimento certo, forse è utile inquadrare la situazione anche sotto questo profilo.
Probabilmente è già stato fatto e a prescindere che tecnicamente possa essere messo in pratica a questo punto mi chiedo se effettivamente la singola unità immobiliare può essere e restare priva di un punto diretto ( ... contatore enel) di fornitura d'energia elettrica.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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Giovepluvio ha scritto:La prima ipotesi ti metterebbe certamente al riparo dalla questione accise. Le due rimanenti invece credo andrebbero verificate. Sulla terza poi ho qualche perplessità per via dei possibili costi di realizzazione. Hai già fatto dei conti?
La prima ipotesi è quella che sto perseguendo, la seconda mi è stata richiesta, la terza l'ho pensata io in alternativa alla seconda. Sono in fase preliminare, sto valutando prima la fattibilità e poi faccio la valutazione costi/benefici
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Mike
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