Mike ha scritto:L'unica e vera sostenibilità è solo quella economica.
La vedo in modo un po' diverso: una soluzione non può essere
sostenibile se non è anche e
conomicamente sostenibile.
Nello specifico, il discorso è abbastanza banale se teniamo in conto la differenza tra costo dell'energia ed il prezzo della stessa.
L'LCOE è uno degli indicatori adottati per stimare
il costo di un'unità di energia prodotta; pur avendo parecchi limiti ad oggi è lo strumento maggiormente utilizzato per valutare il costo attualizzato di produzione per una determinata centrale, misurato "a bocca di centrale".
Il prezzo che deve essere sostenuto dai consumatori per consumare un'unità di energia prodotta sconta non solo la variabilità dei costi di produzione, ma anche
tutti gli altri oneri derivanti dalla necessità di dispacciare, trasmettere, distribuire e misurare l'energia (oltre, ovviamente, a tasse e balzelli di varia natura) e, soprattutto, dalle regole del mercato (che non lavora affatto in condizioni di concorrenza perfetta).
Ne consegue che mentre è
relativamente facile associare ad una determinata fonte energetica un LCOE, risulta molto meno immediato associare l'impatto di una certa forma di produzione sul prezzo che avrà per l'utente l'energia.
Ciò, in primo luogo, perché il prezzo per l'utenza è determinato dal sistema elettrico e non da una singola centrale e fonte di produzione.
Se ci limitiamo all'LCOE, quasi tutti gli studi moderni mostrano che quello associabile a
produzione fotovoltaica utility-scale alle nostre latitudini è nettamente
inferiore rispetto alla produzione da gas naturale ed in particolare da gas naturale liquefatto. Per l'eolico, l'LCOE ha enormi variazioni in funzione della producibilità anemometrica del sito, della localizzazione (onshore, offshore) e, per l'offshore, della profondità dei fondali.
In Italia le zone onshore ad elevata producibilità anemometrica sono abbastanza poche (principalmente in Puglia, Sicilia, Sardegna) e non completamente sfruttate. Per l'offshore, ci sono veramente alcuni fondali bassi in zone ad alta producibilità nel canale di Sicilia (es. banchi Avventura e Talbot). In queste zone ad alta producibilità l'LCOE è sicuramente favorevole ed inferiore rispetto al quello relativo a centrali a gas naturale o liquefatto, seppur superiore rispetto a quello da fonte fotovoltaica.
Se parliamo di impatto sui prezzi dell'energia, risulta abbastanza intuitivo che l'integrazione di modeste quantità di rinnovabili in un sistema elettrico dominato da centrali ad alta flessibilità (leggi: cicli combinati a gas e idroelettrico a bacino, come in Italia ) non modifica sostanzialmente lo sviluppo e l'esercizio del sistema e che quindi l'integrazione porti ad una riduzione del prezzo per l'utenza.
Le cose si complicano, in tutti i sensi, quando fonti rinnovabili non programmabili diventano una parte rilevante o addirittura dominante del parco di produzione del sistema elettrico e ne determinano strategie di sviluppo, esercizio, dispacciamento, trasmissione, distribuzione e misura.
A questo punto per me è impossibile generalizzare e il prezzo dell'energia diventerà dipendente dalle proporzioni tra le varie fonti rinnovabili (
mix sbilanciati su una sola fonte diventano molto più difficili... e costosi da gestire), dalla geografia e distribuzione delle fonti rinnovabili e dei carichi, dalle reti preesistenti, dai vincoli autorizzativi per la realizzazione di taluni impianti di e trasmissione.
Estendendo il discorso, ciò che vale per la Spagna, Cina o US non necessariamente è applicabile in Italia; anche a livello Italiano, ci sarebbero risultati profondamente diversi per la Sardegna rispetto alla Puglia, o alla Lombardia.
In pratica, 1 GW di impianti fotovoltaici in Lombardia ed 1 GW di impianti fotovoltaici in Sicilia avranno LCOE di poco diversi, verosimilmente con LCOE più bassi in Sicilia per la maggiore producibilità; ma se il sistema elettrico richiedesse la realizzazione di infrastrutture di trasporto dell'energia dalla Sicilia alla Lombardia per trasportare l'energia prodotta dalla Sicilia fino ai centri di carico della Lombardia, l'impatto sui prezzi sarà molto diverso tra i due impianti, con un impatto più favorevole per l'impianto in Lombardia, nonostante l'LCOE superiore di quest'ultimo.
Se qualcuno avesse voglia e tempo, si potrebbe studiare a fare un caso applicativo (magari nella sezione Crowd Design), per un sistema relativamente poco connesso o isolato, di dimensioni rilevanti (Sardegna?).
Nel passato me ne ero occupato nello specifico per l'isola del Giglio e per Giannutri, caratterizzate da una produzione molto costosa (oltre che inquinante) a gasolio: i risultati erano veramente promettenti per la generazione da fonti rinnovabili, purtroppo i vincoli ambientali rendevano praticamente infattibili i progetti.