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il DOPO nucleare

Fonti energetiche e produzione e fornitura dell'energia elettrica.

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[101] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utentepaolo a m » 20 lug 2011, 13:28

6367 ha scritto:Stiamo parlando di accumulo di energia elettrica in idrogeno? perché mi sembra che fosse quasta l'idea di Tony Stark.

No io ho sono partito da questa affermazione di Tony:
TONYSTARK ha scritto:Mi ricordo di aver visto che tramite membrane al platino l'idrogeno viene diviso dal proprio elettrone generando direttamente corrente elettrica. Quindi presumo che si riesca a ricavare un buon quantitativo di energia elettrica direttamente dall'idrogeno, senza dover passare per la combustione.

Da qui il mio discorso sulle celle a combustibile.
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[102] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 20 lug 2011, 13:39

Scusate se sono un po' pedante! ;-)

Si fa in fretta a parlare di idrogeno, di celle, di batterie e quant'altro.
Tuttavia in campo energetico bisogna sempre capire da dove si parte a dove si arriva.

E' un po' la stessa situazione quando nella seconda metà dell'ottocento si diffuse fra gli scienziati di allora l'euforia per i motori elettrici. Puliti, efficienti, facili da usare. Però.... mancava l'elettricità!
Biosgnava ricavarla da un'altra fonte primaria.
Ricavarla dalle pile era improponibile.
Fin quando non si costruirono grandi centrali idroelettriche o termiche i motori elettrici rimasero solo nei laboratori.
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[103] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 20 lug 2011, 14:09

Scusate se ho creato confusione.

Io intendo l'idrogeno come accumulo tampone per una possibile futura rete elettrica.
Le energie discontinue producono energia che viene messa in rete; quella non consumata viene trasformata in idrogeno tramite elettrolisi; che tramite celle a combustibile viene ri - trasformata in corrente elettrica nei momenti in cui la produzione non copre la domanda.

Pensavo fosse una degna soluzione visto che potendo formare pochi grandi centri di accumulo i costi potessero essere più contenuti di tante piccole batterie sparse sul territorio
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[104] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 20 lug 2011, 22:01

Forse si sta perdendo il fuoco sul nocciolo della questione: 1) se si vuol rendere "continua" una fornte intermittente l'accumulo di energa prodotto in eccesso quando la fonte è attiva per sopperire ai momenti in cui è inattiva è un passo obbligato. 2) Qulasisi processo di stoccaggio o conversione di energia da una forma all'altra comporta SEMPRE delle perdite... non ce n'è uno che sia esente da questo problema. E se è così mi sembra che questo riduce l'intera faccenda a una sola questione: qual è il processo più conveniente ed efficiente tenuto conto di costi di produzione, consumo di materiali, usure, manutenzioni ecc.?
Non penso serva a molto "innamorarsi" di un particolare sistema a scapito degli altri ma piuttosto occorre valutarli tutti a seconda dei pro e dei contro che offrono nelle varie circostanze. E non è neppure detto che per "batteria" si debba intendere sempre batterie in senso stretto. Anni fa, tanto per dirne una, qualcuno ha proposto come "batteria" per le automobili, un grosso volano interno rotante a decine di migliaia di giri al secondo.... Sarò pure una batteria meccanica ma sempre batteria è....

Ciao
Piercarlo
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[105] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 20 lug 2011, 22:13

E se è così mi sembra che questo riduce l'intera faccenda a una sola questione: qual è il processo più conveniente ed efficiente tenuto conto di costi di produzione, consumo di materiali, usure, manutenzioni ecc.?


Certo. Per quello che so io uno dei sistemi ritenuti più idonei sono le batterie al vanadio (tra l'altro in sperimentazione per le smart grid anche in Italia). E poi... le vetture elettriche collegate in rete quando saranno tante. Economicissime perché non costa nulla: si parte del presupposto che le vetture elettriche già ci siano per essere usate come vetture.

Ovviamente esisteranno tanti altri filoni di ricerca....
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[106] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 20 lug 2011, 22:27

Domanda; se uno carica l'energia in eccesso sulle macchine (ammesso che le macchine siano in carica in quel momento) come fa poi a restituirla alla rete quando serve?
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[107] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 20 lug 2011, 22:39

Diciamo che è ancora tutto da mettere a punto.

Il principio da cui si parte è che buona parte del tempo le autovetture lo passano parcheggiate.

Io potrei prenotare la vettura carica per le 18 (quando esco dall'ufficio) e per le 7 (quando parto da casa).
Durante il resto del tempo il distributore potrebbe utilizzare il mio veicolo come "buffer" di energia immettendo e prelevando.
Ovviamente questo andrebbe regolamentato a livello contrattuale.
Il tutto gestito da un sistema centralizzato inserito in un contesto di smart grid.
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[108] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 20 lug 2011, 23:14

Non solo il problema è che spesso molti orari coincidono, entrata in ufficio, ritorno a casa ecc...
Ma se in quel momento c'è bisogno d'energia?

Una soluzione che mi viene in mente potrebbe essere utilizzare il sistema di trasmissione di energia a breve distanza (30-40 Cm) da mettere sotto l'asfalto per tenere le auto "sempre collegate" alla rete
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[109] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 20 lug 2011, 23:17

Questo è vero, è ragionevole che il reverse flow sia utilizzato con ricariche ad almeno 22 kW.
Il "collo di bottiglia" per la velocità di ricarica non è la vettura (già sono in commercio vetture con ricarica veloce a 50 kW, ma si può andare molto oltre. Il collo di bottiglia è la rete: se la rete vorrà utilizzare le vetture come buffer di energia dovrà anche essere in grado di caricarle/scaricarle con delle potenze ben maggiori dei 3 kW.
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[110] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 20 lug 2011, 23:25

Una soluzione che mi viene in mente potrebbe essere utilizzare il sistema di trasmissione di energia a breve distanza (30-40 Cm) da mettere sotto l'asfalto per tenere le auto "sempre collegate" alla rete


Quando è in movimento?
E' già in sperimentazione per i tram, non so quanto sia fattibile per le autovetture che viaggiano su percorso libero.
Tieni conto che almeno un 15% dell'energia viene sprecata nella trasmissione.
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