Wikipedia da i numeri del lotto, ma comunque, le catastrofi naturali non si possono evitare, come i terremoti, si possono ridurre i danni con interventi di risanamento idrogeologico, opere idrauliche, dighe, casse di espansione, manutenzione degli argini, pulizia dei letti dei fiumi, ecc.
la realtà è che, a differenza del passato, la probabilità di morire per eventi collegati al clima, è più bassa oggi rispetto a tutti gli altri eventi.
Non c'è nessuna emergenza e urgenza, semplice normalità, i soldi vanno spesi per proteggersi, non per ridurre il 4% dello 0,04% di CO2 nell'atmosfera.
Nucleare vs altre fonti energetiche
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sebago,
mario_maggi
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WALTERmwp ha scritto:... ci sarebbe una tale sproporzione tra la spesa e l'impresa ...
Sono d'accordo, se si parla di progettare tutto "in funzione" della generazione di energia, ma considera che il depositi di scorie, se ce le devi mettere, lo devi progettare e costruire lo stesso, e sarebbe la parte piu costosa (dovendoli costruire fra i 500 ed i 1000 metri di profondita' ed in posti dove la roccia e' la parte maggiore, se non l'unica, da scavare) ... a questo punto, tanto vale progettarlo e costruirlo "predisposto" per l'allacciamento ad un sistema di recupero del calore (un po di tubature in acciaio inox trattato sono certamente costose, ma in proporzione al resto ? ... quanto sarebbe, lo 0.01% in piu ? )
Poi, senza fretta, "sopra" al sito di stoccaggio, si predispone l'area (che sarebbe gia parzialmente lavorata, dato che probabilmente in fase di realizzazione sarebbe occupata dal cantiere) per la costruzione e l'assemblaggio di un certo numero di stazioni generatrici modulari a recupero termico (mica e' detto che serva costruire tutto i un solo blocco, tanto all'inizio, con il deposito vuoto o quasi, servirebbe a nulla) ... una volta assemblato il primo modulo (e riempita la prima sezione) il sistema inizierebbe a generare energia (poca, magari alimenterebbe solo il sito di stoccaggio o poco piu, ma intanto gia li iniziamo a vedere qualcosa)
Man mano che si riempiono le varie sezioni del sito, contestualmente, sempre un po alla volta, si assemblano gli altri moduli, gradualmente il tutto inizierebbe a generare sempre piu energia.
WALTERmwp ha scritto:... recuperare un pochino pochino d'energia ...
Vero, paragonata ad una centrale totalmente attiva, non sarebbe molta, ma pur sempre piu di zero ... inoltre il sistema trasferirebbe all'esterno il calore generato dalle scorie senza l'impiego di evaporatori e spruzzatori d'acqua e sistemi di ricircolo e ventilazione come invece si usa attualmente per mantenere la temperatura delle scorie al di sotto di una soglia di rischio, quindi ci sarebbe un doppio beneficio, si sposta il calore e non si spende energia per farlo come adesso.
Rimane vero che si tratterebbe di un'investimento non proprio indifferente, anche se "spalmato" a blocchi, sul lungo periodo, ma considera il costo complessivo di realizzazione del solo sito di immagazzinaggio, incluse tutte le strutture accessorie e le infrastrutture necessarie (che comunque dovresti pagare) ... qualche generatore OTEC o turbina ad ammoniaca, isobutano o isopentano e qualche scambiatore di calore, per giunta aggiunti al tutto in tempi diversi ed "a rate", in proporzione quanto potranno incidere ?
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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Etemenanki
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mi rendo conto che stiamo scrivendo per puro esercizio ma, davvero, una cosa è un deposito di stoccaggio delle scorie, un'altra cosa è un impianto che dovrebbe trarre energia dalle scorie.Etemenanki ha scritto:(...) ma considera che il depositi di scorie, se ce le devi mettere, lo devi progettare e costruire lo stesso, e sarebbe la parte piu costosa (dovendoli costruire fra i 500 ed i 1000 metri di profondita' ed in posti dove la roccia e' la parte maggiore, se non l'unica, da scavare) ... a questo punto, tanto vale progettarlo e costruirlo "predisposto" per (...)
Tralasciando l'irrisoria(tale immagino sarebbe) quantità d'energia alla quale si potrebbe attingere, un impianto di produzione è qualcosa di attivo che va gestito con le persone che devono poterci entrare; e probabilmente(forse) le scorie(la fonte d'energia) verrebbero racchiuse in contenitori in modo diverso rispetto a quelli adottati per un deposito passivo(e tralasciamo tutto il lavoro che c'è a monte per caratterizzarle, racchiuderle e trasportarle al fine da renderle idonee allo scopo).
A mio parere, pensare di ridurre la differenza a un po' di tubi in acciaio va ben oltre la semplificazione.
Però potrebbe essere l'ambientazione per una sceneggiatura o un romanzo di fantascienza.
fatico ad affidarmi a quella rappresentazione grafica: ho come la sensazione che qualcosa non torni, che occorra una chiave di interpretazione, ma probabilmente sono io in errore.Mike ha scritto:(...) la realtà è che, a differenza del passato, la probabilità di morire per eventi collegati al clima, è più bassa oggi rispetto a tutti gli altri eventi (...)
Però penso che in passato fosse più difficile fare previsioni, si era più esposti, più vulnerabili.
non penso che gli eventi estremi, palesi a frequenze crescenti, siano la normalità.Mike ha scritto:(...) Non c'è nessuna emergenza e urgenza, semplice normalità (...)
Forse è più che anomalo ignorare l'evidenza dei fatti, ma è rassicurante.
Certamente tra il catastrofismo schizofrenico e l'ostentata sicumera negazionista ci sono altri modi per leggere la realtà e decidere di conseguenza.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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Il problema e' che quello e' solo il numero di volte in cui quei giornalisti hanno usato quella frase (che non ha nulla a che fare con il numero di volte in cui c'e' stato effettivamente un "extreme weather" da qualche parte
) ... non e' che i due fatti siano proprio correlati 
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Etemenanki
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WALTERmwp ha scritto:... mi rendo conto che stiamo scrivendo per puro esercizio ...
Si, si, non e' che ne sto progettando uno
E si, mi rendo conto che ci sono molte cose che non conosco in merito all'immagazzinamento e gestione delle scorie nucleari, non e' che si trovi molta letteratura in merito (quasi fosse un segreto) ... era solo una considerazione del tipo "perche' disperdere qualcosa che si potrebbe riutilizzare", senza la pretesa di insegnare a chi gia fa quelle cose come farle meglio
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Etemenanki ha scritto:"perche' disperdere qualcosa che si potrebbe riutilizzare", senza la pretesa di insegnare a chi gia fa quelle cose come farle meglio
C'è la possibilità di riprocessare le scorie per ottenere altro materiale fissile.
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WALTERmwp ha scritto:fatico ad affidarmi a quella rappresentazione grafica: ho come la sensazione che qualcosa non torni, che occorra una chiave di interpretazione, ma probabilmente sono io in errore.
Mi sembra che il grafico di
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