Anomalia grave su contatori elettronici trifase ENEL
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sebago,
mario_maggi
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Ecco quel che si deve fare. Grazie Domenico. Non è la prova di cui parla ami8 che afferma di aver riscontrato "l'errore" con condensatore su in sistema trifase tra fase e fase, ma è almeno una prova che dimostra che il contatore monofase non contabilizza l'energia reattiva, altra voce che gira in internet, addirittura giustificata tecnicamente da chi ha deciso, consapevolmente o inconsapevolmente, di screditare il movimento cui dice di appartenere, incapace perfino di pensare che bastano semplici misure per controllare le sue affermazioni.
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I vecchi contatori a disco di energia reattiva, possedevano una banderuola per fermare il disco che girava al contrario, in caso di carico prevalentemente capacitivo, fermando il conteggio dell’integrazione.
Mi aspetterei un analogo comportamento, sui nuovi contatori elettronici.
Ho riscontrato su di un nuovo contatore trifase di tipo elettronico, che in caso di carico prevalentemente capacitivo, non viene effettuata la somma algebrica, ovvero sia con carico induttivo che con carico capacitivo, la somma dell’energia reattiva è sempre in positivo. Ho interpellato ENEL, ma mi ha liquidato dicendo che trattasi di un “errore di programmazione del contatore”. Qualcuno di voi ha avuto la stessa esperienza? Cordiali Saluti
Mi aspetterei un analogo comportamento, sui nuovi contatori elettronici.
Ho riscontrato su di un nuovo contatore trifase di tipo elettronico, che in caso di carico prevalentemente capacitivo, non viene effettuata la somma algebrica, ovvero sia con carico induttivo che con carico capacitivo, la somma dell’energia reattiva è sempre in positivo. Ho interpellato ENEL, ma mi ha liquidato dicendo che trattasi di un “errore di programmazione del contatore”. Qualcuno di voi ha avuto la stessa esperienza? Cordiali Saluti
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non viene effettuata la somma algebrica,
Non è ben chiaro cosa intendi con questa frase.
Intendi dire che il contatore visualizza l'energia reattiva senza anteporvi il segno negativo?
In questo caso non c'è nulla di strano. Del resto quando si ordina una batteria di condensatori di rifasamento nessuno dice che la vuole, ad esempio, di - 10 kvar, ma di 10 kvar.
O intendi che il rifasamento dovrebbe avvenire "in serie"? Cioè si assorbe per un'ora una certa potenza attiva P con cosfì, poniamo, 0,5 in ritardo e per l'ora successiva con cosfì=0,5 in anticipo per cui il cosfì medio delle due ore dovrebbe essere uno in quanto la somma algebrica delle due energie reattive è nulla?
Questo non può essere. Sarebbe un controsenso tecnico.
Assorbire la potenza P per 2 ore con cosfì= 1 non è assolutamente la stessa cosa che assorbire per un'ora la potenza P con cosfì in ritardo e per la successiva la stessa P con cosfì in anticipo uguale al precedente in valore assoluto. Il rifasamento si fa per diminuire la corrente in linea e, a parità di potenza attiva, che il cosfì sia di anticipo o di ritardo è indifferente per il valore della corrente.
Supponiamo cosfì=0,707 per cui potenza reattiva = potenza attiva. Le perdite in linea lavorando per la prima ora con cosfì in ritardo e per la seconda con cosfì in anticipo, sono doppie rispetto a quelle che si avrebbero, lavorando con cosfì effettivamente unitario nelle due ore.
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Infatti, ho utilizzato una espressione infelice.
Chi possiede ancora i vecchi contatori a disco, di fatto paga solo l’energia reattiva di natura induttiva, quando il fattore di potenza è inferiore a 0.89.
Chi ha il nuovo contatore elettronico, paga di fatto l’energia reattiva a cos fi, inferiore a 0,89, indipendentemente dalla natura del carico.
Questa mi sembra una diversità di trattamento, a parità di condizioni contrattuali.
L’obbiettivo degli elettrotecnici, è quello di ridurre le correnti in rete.
L’obbiettivo di chi consuma è quello di pagare di meno.
Su molti impianti, sussistono ancora batterie di rifasamento “fisse”. che accontentano brillantemente le esigenze dell’utente, che nulla sanno sulle correnti in rete.
In conseguenza alla sostituzione dei contatori, questi utenti, si sono ritrovati a pagare, giustamente, l’energia reattiva di natura capacitiva, che a torto prima non pagavano, trovandosi in bolletta dei consumi esorbitanti di energia reattiva (immagina una batteria fissa collegata, in tutte le ore di non lavoro).
Qualche installatore, “furbescamente”, visti i cos fi bassi, a pensato bene di aggiungere altre batterie fisse di rifasamento, peggiorando in modo catastrofico la situazione.
È anche successo, comunque che su sistemi automatici di rifasamento per effetto di un guasto sulla centralina di controllo, sono rimaste inserite tutti i gradini delle batterie, ricadendo di fatto nella situazione precedente (situazioni scoperte purtroppo dopo alcuni mesi).
In sostanza, sarebbe opportuno, che gli enti di erogazione informassero i loro clienti sulla natura dell’energia reattiva che assorbono, magari come si fa per i contatori ove prevista la vendita in rete dell’energia, dove si distingue tra energia entrante ed energia immessa, oppure informino i loro utenti di rifasare con dispositivi automatici.
Saluti.
Chi possiede ancora i vecchi contatori a disco, di fatto paga solo l’energia reattiva di natura induttiva, quando il fattore di potenza è inferiore a 0.89.
Chi ha il nuovo contatore elettronico, paga di fatto l’energia reattiva a cos fi, inferiore a 0,89, indipendentemente dalla natura del carico.
Questa mi sembra una diversità di trattamento, a parità di condizioni contrattuali.
L’obbiettivo degli elettrotecnici, è quello di ridurre le correnti in rete.
L’obbiettivo di chi consuma è quello di pagare di meno.
Su molti impianti, sussistono ancora batterie di rifasamento “fisse”. che accontentano brillantemente le esigenze dell’utente, che nulla sanno sulle correnti in rete.
In conseguenza alla sostituzione dei contatori, questi utenti, si sono ritrovati a pagare, giustamente, l’energia reattiva di natura capacitiva, che a torto prima non pagavano, trovandosi in bolletta dei consumi esorbitanti di energia reattiva (immagina una batteria fissa collegata, in tutte le ore di non lavoro).
Qualche installatore, “furbescamente”, visti i cos fi bassi, a pensato bene di aggiungere altre batterie fisse di rifasamento, peggiorando in modo catastrofico la situazione.
È anche successo, comunque che su sistemi automatici di rifasamento per effetto di un guasto sulla centralina di controllo, sono rimaste inserite tutti i gradini delle batterie, ricadendo di fatto nella situazione precedente (situazioni scoperte purtroppo dopo alcuni mesi).
In sostanza, sarebbe opportuno, che gli enti di erogazione informassero i loro clienti sulla natura dell’energia reattiva che assorbono, magari come si fa per i contatori ove prevista la vendita in rete dell’energia, dove si distingue tra energia entrante ed energia immessa, oppure informino i loro utenti di rifasare con dispositivi automatici.
Saluti.
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Chi ha il nuovo contatore elettronico, paga di fatto l’energia reattiva a cos fi, inferiore a 0,89, indipendentemente dalla natura del carico.
Questa mi sembra una diversità di trattamento, a parità di condizioni contrattuali.
Per comodità ricopio qui l'articolo 7 del facsimile di un contratto Enel relativo all'energia reattiva
7) Fattore di potenza ed energia reattiva: Il valore
del fattore di potenza istantaneo in corrispondenza del
massimo carico e quello medio riferito a periodi di
consumo compresi tra due letture consecutive dei
misuratori non deve essere inferiore a 0,90. Alle utenze
con potenza impegnata superiore a 6 kW, per i
quantitativi di energia reattiva induttiva prelevati,
espressi in kvarh, numericamente eccedenti il 50% del
corrispondente prelievo di energia attiva, espresso in
kWh, si applicano i corrispettivi previsti dalle
disposizioni di legge e dai provvedimenti delle Autorità
competenti vigenti. In nessun caso l’impianto del cliente
deve erogare energia reattiva induttiva verso la rete del
fornitore. E’ in facoltà del fornitore applicare all’energia
reattiva induttiva eventualmente erogata dall’impianto
del cliente i relativi corrispettivi secondo quanto previsto
dalle disposizioni di legge e dai provvedimenti delle
Autorità competenti vigenti.
Non ci sono dubbi, mi pare, circa il comportamento nei riguardi della potenza reattiva capacitiva. L'utente con contratto superiore a 6 kW non deve lavorare con cosfì in anticipo. Se gli installatori aggiungono batterie di condensatori a iosa, permanentemente collegate, perché non sanno che potenza induttiva erogata equivale a potenza capacitiva assorbita è un fatto grave per la loro conoscenza tecnica di cui fa le spese il cliente. Il fatto che prima facessero così non significa che così andasse bene. Anche nei precedenti contratti era vietato lavorare in sovracompensazione. Il cliente però deve prendersela con l'installatore o con il tecnico purtroppo e non con l'ente erogatore. Sarebbe cosa auspicabile che fosse segnalata la sovracompensazione anche dal contatore per rendere le cose simili a quanto accadeva in precedenza con il blocco per rotazione inversa, però il tecnico deve saper progettare l'impianto in modo che la sovracompensazione non si verifichi mai. Gli eventuali guasti alla centralina di rifasamento sono inoltre un problema dell'utente e non del fornitore di energia, sempre purtroppo.
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Voglio intromettermi in questa discussione con le mie conclusioni:
Mi sembra che il "misuratore di energia" Enel indichi come "potenza istantanea" una indicazione di assorbiemnto misurata ogni due minuti...
Poi nell'arco temporale dell'ora, il software calcola la media di consumo energetico che viene indicata come Khw....
C'e' una norma che impone agli utilizzatori finali di effettuare il "rifasamento"al di sotto del valore di 0.7 (non ho scritto coseno poiché non trovavo il simbolo, ma avete capito).
Il misuratore Enel potrebbe anche avere una risoluzione al di sotto del valore 0.7 tale da modificare in modo tengibile il reale valore di consumo...
Sicuramente l'Enel ha imposto un progetto del misuratore che ha dei limiti tecnici di questo tipo, i quali hanno come effetto una minore spesa della macchina .....
Mi sembra che il "misuratore di energia" Enel indichi come "potenza istantanea" una indicazione di assorbiemnto misurata ogni due minuti...
Poi nell'arco temporale dell'ora, il software calcola la media di consumo energetico che viene indicata come Khw....
C'e' una norma che impone agli utilizzatori finali di effettuare il "rifasamento"al di sotto del valore di 0.7 (non ho scritto coseno poiché non trovavo il simbolo, ma avete capito).
Il misuratore Enel potrebbe anche avere una risoluzione al di sotto del valore 0.7 tale da modificare in modo tengibile il reale valore di consumo...
Sicuramente l'Enel ha imposto un progetto del misuratore che ha dei limiti tecnici di questo tipo, i quali hanno come effetto una minore spesa della macchina .....
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Il misuratore Enel potrebbe anche avere una risoluzione al di sotto del valore 0.7 tale da modificare in modo tengibile il reale valore di consumo...
Sicuramente l'Enel ha imposto un progetto del misuratore che ha dei limiti tecnici di questo tipo, i quali hanno come effetto una minore spesa della macchina .....
Non comprendo bene il significato delle tue valutazioni. Direi però che non possono esistere limiti tecnici che giustifichino un'alterazione grossolana della misura dell'energia attiva, diversa da quella che è la classe di precisione dichiarata per lo strumento
Qui purtroppo continuiamo a discutere senza conoscere, nessuno di noi a quanto pare, le vere specifiche di funzionamento del contatore.
Io fisserei un paio di punti "logici", almeno dal mio punto di vista.
1)
E' uno strumento che deve misurare i kWh, cioè l'energia attiva. Il valore mostrato deve essere corrispondente alla sola energia attiva, nei limiti di precisione della classe dichiarata, a qualsiasi fattore di potenza.
2)
La tariffazione è una cosa diversa e l'eventuale sovrapprezzo per l'eccesso di energia reattiva è un calcolo a parte, che non deve alterare le indicazioni dei kWh. Con il software sarebbe possibile, ma lo riterrei un procedimento obbrobrioso, anche se fosse stabilito contrattualmente. Io non so come stiano effettivamente le cose, ma tendo ad escludere per decenza tecnica, questa possibilità. Però se ne vedono di tutti i colori, per cui non mi sento di porre dei limiti ai pasticci ed agli imbrogli. Speravo che fosse possibile raccogliere attraverso questo forum dei dati seri, misure vere, confronti con altri strumenti. Ma la cosa è più ardua del previsto a quanto pare e sappiamo esprimere solo opinioni. Chi lancia accuse violente di errori grossolani o di frode, come ami8 che ha aperto questo topic, si offende e poi scompare.
Gli altri, compreso il sottoscritto, esprimono le proprie opinioni in base alle conoscenze tecniche in cui ancora credono, ma non portano dati di misura, evidentemente perché il farle con serietà richiede strumentazione e tempo non facilmente disponibili. L'unico dato finora credibile rimane quello di Domenico che, misurando l'energia attiva di un condensatore monofase ha trovato zero, come doveva essere.
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admin,
io non la penso cosi'. Ma anch'io non ho la documentazione tecnica della "scatola nera" chiamata volgarmente "contatore".
Il tuo discorso vale - secondo me - per uno strumento da laboratorio, che deve misurare di tutto.
Il contatore di energia incriminato serve a misurare l'energia in certe condizioni specifiche. Come un termometro generico deve poter misurare tutte le temperature, un termometro dedicato per misurare la febbre puo' anche funzionare solo in certe condizioni ristrette e in una gamma limitata di temperature.
Se la scatola nera - che non vorrei chiamare chiamare contatore di energia - non misura giusto con sfasamento molto alto, per me non costituisce un problema, essendo la misura al di fuori delle specifiche di fornitura contrattuali.
Ciao
Mario
1)
E' uno strumento che deve misurare i kWh, cioè l'energia attiva. Il valore mostrato deve essere corrispondente alla sola energia attiva, nei limiti di precisione della classe dichiarata, a qualsiasi fattore di potenza.
io non la penso cosi'. Ma anch'io non ho la documentazione tecnica della "scatola nera" chiamata volgarmente "contatore".
Il tuo discorso vale - secondo me - per uno strumento da laboratorio, che deve misurare di tutto.
Il contatore di energia incriminato serve a misurare l'energia in certe condizioni specifiche. Come un termometro generico deve poter misurare tutte le temperature, un termometro dedicato per misurare la febbre puo' anche funzionare solo in certe condizioni ristrette e in una gamma limitata di temperature.
Se la scatola nera - che non vorrei chiamare chiamare contatore di energia - non misura giusto con sfasamento molto alto, per me non costituisce un problema, essendo la misura al di fuori delle specifiche di fornitura contrattuali.
Ciao
Mario
Mario Maggi
https://www.evlist.it per la mobilità elettrica e filiera relativa
https://www.axu.it , inverter speciali, convertitori DC/DC, soluzioni originali per la qualità dell'energia
Innovazioni: https://www.axu.it/mm4
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mario_maggi
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io non la penso cosi'
Io non ho elementi concreti per contraddire la tua opinione. Con il software è certo che si può visualizzare di tutto, ma se fosse vero che mostrano dei kWh che non esistono, posso ben capire il marasma che si è creato attorno al nuovo contatore. Ed è strano essere costretti a confrontarsi sulle opinioni invece di riportare fatti oggettivi che, teoricamente almeno, non dovrebbe essere difficile procurarsi.
Non so in che misura sia possibile un parallelo, ma tutto ciò mi fa venire in mente l'ultimo libro di Marco Travaglio "La scomparsa dei fatti. Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni". Ero convinto che nella scienza e nella tecnica fosse più difficile arrivare ad un situazione simile. Mi sbagliavo evidentemente.
Non so proprio cosa concludere a questo punto.
Per me i kWh devono essere tali se indicati da uno strumento che misura l'energia elettrica consumata. Perché altrimenti non visualizzare direttamente gli euro da pagare? Sarebbe meno ambiguo ed eviterebbe inutili discussioni e fantasiose spiegazioni elettrotecniche che squalificano chi le inventa. Con il software lo si può tranquillamente fare.
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Ciao
ho letto ora la rubrica e a titolo informativo , ti posso confermare che succede la stessa cosa anche in svizzerasul cosfi
inoltre ci sono dei contatori trifase ,che se scolleghi due fasi e consumi dalla terza fase, il contatore non funziona nella lettura ,causa mancanza di bassa tensione per i circuiti di rilevamento
inoltre ci sono due modelli:
uno con schunt di caduta per la lettura, un altro con sensori di Hall per la misura che pero' con un forte magnete dall'esterno, mandi in saturazione il sensore e non fa la lettura
cordiali saluti
ho letto ora la rubrica e a titolo informativo , ti posso confermare che succede la stessa cosa anche in svizzerasul cosfi
inoltre ci sono dei contatori trifase ,che se scolleghi due fasi e consumi dalla terza fase, il contatore non funziona nella lettura ,causa mancanza di bassa tensione per i circuiti di rilevamento
inoltre ci sono due modelli:
uno con schunt di caduta per la lettura, un altro con sensori di Hall per la misura che pero' con un forte magnete dall'esterno, mandi in saturazione il sensore e non fa la lettura
cordiali saluti
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