Detta molto terra terra sfruttare il moto ondoso è un modo molto meno invasivo di sfruttare la forza del vento.
Inoltre il moto ondoso risente di variazioni molto meno repentine rispetto al vento.
Ciao
Energia del moto ondoso
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stefanopc ha scritto:Detta molto terra terra sfruttare il moto ondoso è un modo molto meno invasivo di sfruttare la forza del vento.
Purtroppo, anche mooolto meno efficiente!
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fpalone ha scritto:Purtroppo, anche mooolto meno efficiente!
Anche la fotosintesi ha un pessimo rendimento energetico.
Ma questo non significa che sia una "tecnologia "da evitare.
Probabilmente la maggior parte delle forma di vita ne è dipendente.
Anche il fotovoltaico ha un rendimento ben diverso da una turbina Pelton.
Eppure è una tecnologia molto impiegata attualmente.
Fino a che qualcuno non tirerà fuori dal cilindro una scatola magica (con un micro buco nero) che converte la materia in energia dovremo
Non è il caso di fare come gli Australiani che hanno puntato tutto su una sola tecnologia sperando che l'inverno fosse mite.
Bisogna differenziare il più possibile e avere molto margine.
Almeno fino a che qualcuno non tirerà fuori dal cilindro una scatola magica (con un pico buco nero addomesticato ) che converte la materia direttamente in energia
Ciao
600 Elettra
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Il moto ondoso qualche volta non c'è, quando si dice che il mare "è una tavola d'olio" o "è liscio come l'olio".
Forse non l'ho visto ma mi chiedevo se l'Eni avesse dotato l'impianto d'un sistema d'accumulo o avesse in previsione l'integrazione.
Saluti
Forse non l'ho visto ma mi chiedevo se l'Eni avesse dotato l'impianto d'un sistema d'accumulo o avesse in previsione l'integrazione.
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WALTERmwp
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Parlando sempre da profano (con una infarinatura di velista della pianura padana) quando c'è bonaccia non c'è vento e lentamente le onde diminuiscono ma molto probabilmente c'è un sole che spacca i sassi.
Se c'è il fotovoltaico potrebbe andare a compensarne la mancata produzione.
Tra l'altro di solito questa condizione è il preludio ad un cambiamento meteo spesso repentino.
Ciao
Se c'è il fotovoltaico potrebbe andare a compensarne la mancata produzione.
Tra l'altro di solito questa condizione è il preludio ad un cambiamento meteo spesso repentino.
Ciao
600 Elettra
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stefanopc ha scritto:fpalone ha scritto:
Bisogna differenziare il più possibile e avere molto margine.
Assolutamente d'accordo, così come sono d'accordo nel ricercare e sviluppare tecnologie ancora non mature, per differenziare il più possibile le fonti. Tra l'altro la raccolta di energia dal moto ondoso si basa su processi e sulla filiera della cantieristica navale, settore di eccellenza dell'industria italiana.
Al tempo stesso però, occorre per me mantenere un approccio pragmatico: alcune fonti ed alcune tecnologie hanno oggi dei costi per unità di energia prodotta molto inferiori, per cui bisogna partire da quelle in modo massiccio per renderci indipendenti dai combustibili fossili.
Relativamente al moto ondoso purtroppo, ancora più che per l'eolico offshore, il Mediterraneo è un mare "calmo" se paragonato agli oceani, quindi le zone utilmente sfruttabili ai fini pratici sulle nostre coste sono purtroppo poche.
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stefanopc ha scritto:... Se c'è il fotovoltaico potrebbe andare a compensarne la mancata produzione.
Bastera' riempire la superfice di tutti i pontoni di pannelli fotovoltaici
(e magari metterci pure 4 turbine eoliche verticali agli angoli
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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Etemenanki
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stefanopc ha scritto:Parlando sempre da profano (con una infarinatura di velista della pianura padana) quando c'è bonaccia non c'è vento e lentamente le onde diminuiscono ma molto probabilmente c'è un sole che spacca i sassi.
Se c'è il fotovoltaico potrebbe andare a compensarne la mancata produzione.
Tra l'altro di solito questa condizione è il preludio ad un cambiamento meteo spesso repentino.
Ciao
E(x Pfv) + E(2x Peo) = Ecost
Secondo gli studi di Terna l'accoppiata di un impianto fotovoltaico e di uno eolico di potenza nominale doppia di quella del FV fornisce annualmente una energia grossomodo costante.
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