stefanopc ha scritto:Un annuncio interessante.
Repower è pronta ad investire nel progetto di Campolattaro, in provincia di Benevento.
Impianto idro-accumulo da 8.500 MWh, con una potenza massima da 600 MW.
Quello di Campolattaro è un progetto di cui si parla da oltre un decennio. Come localizzazione sarebbe altamente strategica, vista la vicinanza "elettrica" alle dorsali di raccolta dell'energia eolica sull'appenino campano/lucano/pugliese. Anche il rapporto energia/potenza pari a 14 ore circa risponde meglio alle necessità di accumulo dell'eolico che non dell'accumulo giornaliero del fotovoltaico.
Se realizzato con macchine di tipo sincrono potrebbe fornire anche regolazione di tensione / potenza reattiva, inerzia e potenza di corto circuito ad una porzione della rete fortemente impattata dalla dismissione delle centrali termoelettriche convenzionali (Brindisi carbone in primis).
Speriamo vivamente si riesca a realizzare e non venga bloccato dalle consuete problematiche NIMBY!
Tutto vero
stefanopc, ad oggi il dibattito sul nucleare mi sembra più un modo per parlare di qualcosa piuttosto che per fare qualcosa.
Nessuna utility (nemmeno ENEL) sta sviluppando progetti, iniziative od accordi programmatici per realizzare centrali nucleari. Non ci sono impianti in autorizzazione o progettazione.
Anche i fumosi accordi su reattori modulari non sembrano traguardare tempistiche e modalità di installazione certe. Per ora anche queste attività di ricerca applicata sembrano sottendere
più che altro movimenti finanziari rispetto a reali installazioni.
Dal picco di installazione di rinnovabili del 2010-2011 ad oggi si è più che altro "parlato" di rinnovabili, senza realmente realizzarle. concordo che il rischio è che si inizi a "parlare" di nucleare senza fare effettivamente nulla.
Di sostanziale, si ha la progressiva dismissione delle centrali a carbone a favore di un ancora maggiore incremento della produzione da gas naturale e la sostituzione del gas importato (direttamente ed indirettamente) dalla Russia tramite metanodotti con GNL importato da Stati Uniti e paesi del golfo Persico.
Tutto ciò in contrasto con i canonici criteri di diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetiche, come ci spiegavano (evidentemente sbagliando) all'università.
stefanopc ha scritto:Ricco di gastronomia, natura e storia.
Certo, nel rispetto della narrazione in voga che vede il nostro sistema industriale primariamente come il settore delle caciotte e dei salami diventa fondamentale legare in qualche modo gli impianti energetici alla enogastronomia.