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il DOPO nucleare

Fonti energetiche e produzione e fornitura dell'energia elettrica.

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[91] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 20 lug 2011, 0:58

ma come mai l'idrogeno farebbe tanto schifo?


perché se serve per accumulare energia elettrica esistono già oggi sistemi di accumulo più efficienti (o meno inefficienti).
Sono alcune batterie elettriche. Come le batterie al vanadio che qualcuno propone di utilizzare su vasta scala per sfruttare le fonti intermittenti. Anche così, comunque, l'accumulo di energia elettrica è molto costoso, complicato e energeticamente dispendioso.
Inoltre l'idrogeno ha serie difficoltà di contenimento e di sicurezza.

Tuttavia l'"idrogeno" fra i non tecnici ormai ha la fama di pulito ed ecologico. Mi sembra che l'articolo di Beretta e Pedrocchi fosse chiaro.
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[92] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 20 lug 2011, 1:06

L'articolo postato letto da non tecnico non sembrava tanto disastroso dal punto di vista dell'accumulo di energia "statico". Si perde il 20% di energia ma alla fine è quello che si perde in bacini montani e batterie scadenti.
Non riesco a capire (Non per ottusagine ma perché non sono del ramo) se sono i famigerati pericoli e costi dell'idrogeno il vero problema; nell'articolo si parla di gravi problemi nel trasporto; e su questo concordo in pieno.
Ma la costruzione di una centrale di accumulo sarebbe davvero cosi utopistica?

PS
Non vorrei apparire una specie di estremista ecologico senza cervello; i miei sono dubbi perché non ho vaste conoscenze sull'argomento e tento solo di dare una risposta ai miei perché
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[93] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 20 lug 2011, 10:00

Si perde il 20% di energia ma alla fine è quello che si perde in bacini montani e batterie scadenti.


Quel 20% è riferito al potere calorifero dell'idrogeno, se lo usi come combustibile.
Se da questo poi volessi ricavare energia elettrica ci devi introdurre un'altra grande inefficienza.


Ma la costruzione di una centrale di accumulo sarebbe davvero cosi utopistica?


Certo che si potrebbe fare, ma a che pro? Se vuoi fare una centrale ad accumulo falla con la tecnologia migliore disponibile.
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[94] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 20 lug 2011, 10:15

Mi ricordo di aver visto che tramite membrane al platino l'idrogeno viene diviso dal proprio elettrone generando direttamente corrente elettrica.
Quindi presumo che si riesca a ricavare un buon quantitativo di energia elettrica direttamente dall'idrogeno, senza dover passare per la combustione.

Quale sarebbe la migliore tecnologia disponibile?
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[95] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 20 lug 2011, 10:21

Quindi presumo che si riesca a ricavare un buon quantitativo di energia elettrica direttamente dall'idrogeno, senza dover passare per la combustione.


Se è un buon sistema qualcuno lo commercializzerà mettendo in evidenza i vantaggi rispetto alle soluzioni concorrenti.


Quale sarebbe la migliore tecnologia disponibile?


Per esempio oggi si punta alle batterie al vanadio.
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[96] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 20 lug 2011, 12:11

Mi voglio assolutamente informare, hai qualcosa in merito?
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[97] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utentepaolo a m » 20 lug 2011, 12:31

TONYSTARK ha scritto:Quindi presumo che si riesca a ricavare un buon quantitativo di energia elettrica direttamente dall'idrogeno, senza dover passare per la combustione.

Credo di non dire nulla di nuovo ricordando che è possibile ricavare energia elettrica direttamente dall'idrogeno, senza passare dalla combustione, a mezzo delle fuel cells (o celle a combustibile). Si tratta di dispositivi che, nelle diverse configurazioni, sono ormai da anni oggetto di studi e sperimentazioni. Esistono in funzione da qualche anno già molte installazioni dalle taglie più variegate: si va dall'impiego domestico alla centrale elettrica di aziende distributrici. Nella maggior parte delle applicazioni esistenti l'idrogeno è ricavato tramite un processo di reforming dal gas naturale.
Il rendimento di conversione è molto interessante e particolarmente elevato se in presenza di sistemi cogenerativi. Ossia quando dalle fuel cells si ricava, oltre che energia elettrica, anche l'energia termica generata dal processo di conversione, processo che è appunto di tipo esotermico.
I vantaggi dell'impiego delle celle a combustibile vanno anche oltre a quelli strettamente energetici. L'assenza di combustione ed il fatto che il processo sia realizzato con dispositivi pressochè completamente statici ha effetti positivi in termini di inquinamento ambientale oltre che acustico.
Il fatto che tali dispositivi, a fronte dei tanti vantaggi, non siano ancora diffusi commercialmente è legato ai problemi che ancora sussistono, in termini di affidabilità nel tempo, e ovviamente di costi.
A consolazione possiamo registrare il notevole impegno, anche economico, che organismi privati o pubblici, dagli Stati Uniti, alla Comunità Europea, al Giappone, stanno dedicando alle ricerca.
Ripeto, nulla di nuovo sotto il sole. Chi volesse informarsi in materia può oggi trovare molto materiale, anche di qualità, in rete.
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[98] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTONYSTARK » 20 lug 2011, 12:39

Quindi diciamo che il sistema che io teorizzavo precedentemente sarebbe fattibile ma anti economico?
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[99] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utentepaolo a m » 20 lug 2011, 13:12

Non solo è fattibile ma esistono in giro per il mondo, anche in Italia, migliaia di applicazioni. Certo come dicevo non sono prodotti che si acquistano in negozio. Le ragioni sono appunto legate alla affidabilità ed al costo. Costo che, come avviene quasi sempre con le innovazioni tecnologiche, si pensi per rimanere in campo energetico ai pannelli solari, è particolarmente penalizzante all'inizio. Se fosse solo questo il problema, si potrebbero indrodurre degli incentivi, come appunto per il fotovoltaico. Purtroppo, per quanto mi consta oggi, in generale, il discorso andrebbe articolato per le diverse tipologie di celle, il problema principale è l'affidabilità. Le ricerche in essere sono centrate essenzialmente su questo aspetto, oltre che sulla individuzione di specifici e adatti materiali. Se hai voglia di approfondire la materia credo ti troverai di fronte ad un campo molto interessante.
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[100] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 20 lug 2011, 13:16

Non solo è fattibile ma esistono in giro per il mondo, anche in Italia, migliaia di applicazioni


Stiamo parlando di accumulo di energia elettrica in idrogeno? perché mi sembra che fosse quasta l'idea di Tony Stark.

Nella maggior parte delle applicazioni esistenti l'idrogeno è ricavato tramite un processo di reforming dal gas naturale


Quindi si tratta di un metodo alternativo per sfruttare la fonte primaria del gas naturale.
Non un metodo per accumulare energia elettrica.


Il fatto che tali dispositivi, a fronte dei tanti vantaggi, non siano ancora diffusi commercialmente è legato ai problemi che ancora sussistono, in termini di affidabilità nel tempo, e ovviamente di costi.


Vantaggi rispetto a che cosa? Rispetto all'uso diretto del gas naturale? rispetto alle batterie dell'ultima generazione (litio, vanadio o altro) ?

Quando si parla di una tecnologia energetica, non basta che funzioni, ma anche che per lo scopo che ci si propone non vi sia già qualcosa di meglio (e il "meglio" va innanzitutto inteso come efficienza energetica globale, dalla fonte primaria all'utilizzo finale).

Nel caso specifico dell'idrogeno, lo svantaggio principale è la... mancanza di idrogeno libero in natura. Se lo ricaviamo dal gas, oppure dall'energia elettrica, il confronto equo va fatto con l'utilizzo diretto del gas o dell'energia elettrica. E se vogliamo usarlo per accumulo le capacità di accumulo vanno confrontate con le tecnologie di accumulo del gas o dell'energia elettrica.
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