salve
per applicare il metodo dei potenziali nodali ad un circuito in cui compaiono generatori ideali di tensione uso la definizione di supernodo.... Però parlando con un amico mi ha detto che sposta il generatore di tensione "sui lati adiacenti" ma non ho capito molto bene cosa volesse dire.... forse ho riportato anche male quello che mi ha detto ... fatto sta che non ha parlato di supernodo... quindi mi chiedevo... ci sono altri modi per procedere all'analisi di una rete "con generatori ideali di tensione" tramite potenziali nodali ?
potenziali nodali con generatore ideale di tensione
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IsidoroKZ
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Rabeluk ha scritto:... quindi mi chiedevo... ci sono altri modi per procedere all'analisi di una rete "con generatori ideali di tensione" tramite potenziali nodali ?
Si, basta scrivere
a) una semplice equazione in piu' che uguaglia la differenza fra i potenziali dei nodi sui quali "insiste" il generatore di tensione ideale, con la f.e.m. del generatore
b) ed un'incognita in piu' , la corrente nel generatore.
E' chiaro che se nella rete c'e' un solo generatore ideale, scegliendo il riferimento su uno dei suoi due morsetti potremo fare a meno di scrivere le due KCL ai due nodi del generatore in quanto avremo immediatamente un potenziale incognito in meno.
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Rabeluk ha scritto:e sul fatto di spostare il generatore? ho capito male io?
Assolutamente no, e' una "moda" recente, ma comunque valida,
In sostanza il potenziale di B lo "spalmiamo" su tre diversi punti e non lo useremo per le KCL del metodo, ma lo possiamo ricavare (anche successivamente) usando semplicemente VB=VA-E.
Ovviamente il generatore potevamo spostarlo all'interno dei rami concorrenti in A invece chi in quelli concorrenti in B; il metodo di "dividere" un generatore di tensione e' spesso utile anche per poter applicare Millman a reti con piu' di due nodi.
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Questa regola ha ovviamente anche una duale per il metodo risolutivo di Maxwell nel caso siano presenti generatori ideali di corrente!
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Questo metodo l'ho studiato, ma, praticamente, non l'ho mai usato.
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Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.
Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
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EdmondDantes
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scusami renzo se riprendo l'argomento ma rivedendolo mi sono posto alcune domande... spero possa aiutarmi nuovamente
teoricamente questa è una "lontana" conseguenza del teorema di sostituzione? cioè ne ho capito l'uso pratico ma vorrei capire teoricamente da dove deriva .....
scusami renzo se riprendo l'argomento ma rivedendolo mi sono posto alcune domande... spero possa aiutarmi nuovamente
teoricamente questa è una "lontana" conseguenza del teorema di sostituzione? cioè ne ho capito l'uso pratico ma vorrei capire teoricamente da dove deriva .....
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Rabeluk ha scritto:teoricamente questa è una "lontana" conseguenza del teorema di sostituzione? cioè ne ho capito l'uso pratico ma vorrei capire teoricamente da dove deriva .....
No, qui non sostituiamo nessun ramo, ma "dividiamo" l'azione di un generatore gia' presente dividendo, per il generatore di tensione e di corrente, rispettivamente un nodo ed una maglia; diciamo che e' una modifica topologica elettricamente equivalente in quanto fra i tre nodi B del primo caso non c'e' differenza di potenziale e quindi possiamo considerarli "virtualmente cortocircuitati", mentre dualmente il ramo addizionale del secondo caso, essendo percorso da corrente nulla, lo possiamo considerare "virtualmente aperto".
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RenzoDF ha scritto:No, qui non sostituiamo nessun ramo, ma "dividiamo" l'azione di un generatore gia' presente dividendo, per il generatore di tensione e di corrente, rispettivamente un nodo ed una maglia[..]
forse a modo mio l'avevo pensata cosi... cioè
dal teorema di sostituzione deriva che se due punti sono allo stesso potenziale posso collegarli con un cortocircuito mentre se in un ramo di una rete non circola corrente,questo posso sostituirlo con un circuito aperto
e quindi come hai scritto tu posso collegare i nodi B (primo caso) del circuito modificato con dei cortocircuiti ... mentre nel secondo circuito modificato la sostituzione col circuito aperto rende la cosa molto più evidente.... questo era il ragionamento che avevo fatto
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RenzoDF ha scritto:Assolutamente no, e' una "moda" recente, ma comunque valida
Eppure questa trasformazione equivalente di generatori (e la sua duale) l'ho studiata nel testo "Fondamenti di teoria dei circuiti" di Desoer e Kuh, che riporta come data di copyright il 1969 (con il titolo originale di Basic Circuit Theory) e 1972 come data relativa alla prima edizione tradotta
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