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Alimentatore da laboratorio

Circuiti, campi elettromagnetici e teoria delle linee di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica

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[11] Re: Alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utentecronos80 » 20 giu 2012, 8:24

Adesso dovrei procedere al dimensionamento, e qui ho bisogno di qualche consiglio da voi esperti. Ipotizzando che voglia realizzare un alimentatore a tensione variabile con regolazione con LM317 (o simile) che tensione devo considerare ai capi del secondario? Mi spiego: dalla scheda mi sembra che abbia due uscite a 12 V, due a 8 V e il Ground, però dalle misure ottengo tensioni completamente differenti.
Immagine.JPG
Immagine.JPG (15.19 KiB) Osservato 2570 volte

Un'altra cosa: secondo lo schema esemplificativo in figura ho in uscita due cavi al secondario, calandolo al mio caso quale coppia dovrei considerare?
Se avete qualche fonte che mi possa far chiarezza è ben accetta.
O_/
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[12] Re: Alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utentemarco438 » 20 giu 2012, 9:21

Prima di ogni altra cosa e' consigliabile che gli schemi vengano disegnati e postati in FidocadJ e questo per permettere agli altri di interagire con il disegno ed apportarvi correzioni e modifiche; questo non e' possibile quando vengono postate immagini copia/incolla.
Da quanto mi pare di aver capito, abbiamo un trasformatore con due secondari; uno a 8V ed uno a 12V con zero centrale. I valori che rilevi con il tester sono tensioni a vuoto suscettibili di variazioni in meno all'applicazione del carico.
Non so cosa tu voglia ottenere come risultato finale ma, avendo a disposizione le due uscite a 12V, le configurerei come segue:


al fine di poter ottenere in uscita un range di tensioni da 1.2V a 24 V circa.
Non so come tu abbia valutato la potenza del trasformatore (e sinceramente non ho il tempo di fare conti); mi piacerebbe pero' vedere come sei arrivato al risultato esposto.
Mi pare di aver risposto a tutte le tue domande; se ho dimenticato qualcosa, chiedi ancora.
marco
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[13] Re: Alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 20 giu 2012, 9:33

Con il raddrizzatore a presa centrale non raddoppi la tensione di uscita, e` sempre solo un 12V raddrizzato, come se ci fosse un solo secondario a 12V e un ponte (a meno delle cadute sui diodi).
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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[14] Re: Alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utentemarco438 » 20 giu 2012, 9:49

E si, ho scritto una str.....ta; anche perche' su quei terminali si leggono 25V.
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[15] Re: Alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utentecronos80 » 20 giu 2012, 9:53

marco438 ha scritto:Prima di ogni altra cosa e' consigliabile che gli schemi vengano disegnati e postati in FidocadJ

Sicuramente! L'immagine è un esempio di quello che vorrei realizzare (presa dal tuo articolo tra l'altro :mrgreen: )
marco438 ha scritto:Non so cosa tu voglia ottenere come risultato finale ma, avendo a disposizione le due uscite a 12 V, ... al fine di poter ottenere in uscita un range di tensioni da 1.2V a 24 V circa.

:ok: Diciamo che vorrei realizzare un alimentatore che mi possa fornire le tensioni più comuni 3 V, 4,5 V, 5 V, 9 V, 12 V.
marco438 ha scritto:Non so come tu abbia valutato la potenza del trasformatore (e sinceramente non ho il tempo di fare conti); mi piacerebbe pero' vedere come sei arrivato al risultato esposto.

Ho usato la formula postata da Foto UtenteIsidoroKZ qui con un peso di 935g:
P=\frac{M^{1.19}}{70}
Anche se leggendo altri post credo che sia un valore sovrastimato.
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[16] Re: Alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utentemarco438 » 20 giu 2012, 10:14

cronos80 ha scritto:Sicuramente! L'immagine è un esempio di quello che vorrei realizzare (presa dal tuo articolo tra l'altro :mrgreen: )

Questo lo avevo visto.
cronos80 ha scritto: :ok: Diciamo che vorrei realizzare un alimentatore che mi possa fornire le tensioni più comuni 3 V, 4,5 V, 5 V, 9 V, 12 V.

Allora ti basta usare una delle uscite a 12V.
C'e' da vedere se si riusciranno ad avere i 12V tondi e quali correnti si potranno ottenere.
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[17] Re: Alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utentecronos80 » 21 giu 2012, 14:56

Rieccomi con altre domande: sull'articolo di Foto Utentemarco438 leggo:
A questo punto, visto che si parla di alimentatori lineari variabili, e' d'obbligo fare qualche considerazione sul problema della dissipazione termica che questo tipo di alimentatori presenta. Quando abbiamo a che fare con alimentatori a tensione fissa, valutiamo la tensione d'ingresso al minimo possibile. ( es. alimentatore 5VCC - tensione trasformatore 9VAC). Quando facciamo lo stesso calcolo per un variabile, dobbiamo invece considerare la massima tensione ottenibile in uscita, quindi sceglieremo un trasformatore con tensione abbastanza elevata. Nell'esempio di prima i 9VAC diventano, in ingresso all'IC :

[(9 − 1.4)x1.41] = 10.72


Non capisco l'1.4 e l'1.41 chi sono e da dove vengono fuori. Me lo potreste spiegare per favore?

Ho letto, mentre navigavo per scoprire quello di cui sopra, che è possibile collegare in "serie" due capi del traformatore.
E' possibile in qualche modo collegare due o più uscite del secondario per avere una tensione superiore? (Ovviamente a parità di potenza).
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[18] Re: Alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utentemarco438 » 21 giu 2012, 16:22

Il valore 1.41 che equivale alla radice quadrata di 2 , e' il rapporto esistente tra la tensione alternata e quella continua raddrizzata.
Se ai capi del trasformatore abbiamo 12V, dopo il ponte raddrizzatore dovremmo trovare 12 x  1.41 = 16.92 ; da questo valore dovremo pero' togliere la caduta provocata dai diodi del ponte raddrizzatore (stimata in 0.7V per diodo) quindi 16.92 - 1.4 = 15.52.
Esistono in commercio trasformatori con due avvolgimenti secondari che e' possibile collegare in serie, per ottenere una tensione maggiore o essere usati separatamente oppure per essere collegati in parallelo al fine di ottenere maggiore corrente.
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[19] Re: Alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utentecronos80 » 21 giu 2012, 16:52

Grazie delle risposte :D
Ho ricopiato lo schema tipico (per adesso senza amplificazione di corrente) della regolazione con LM317 e fatto qualche conto ottenendo il seguente schema:


Quello che non ho capito è la funzione di C5, né come dimensionarlo.
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[20] Re: Alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utentemarco438 » 21 giu 2012, 17:10

Vediamo con calma questo schema e cerchiamo di dimensionarlo.
Non ho capito bene la connessione del trasformatore al ponte; se hai due capi del trasformatore che, ai puntali del tester danno circa 14V, sono quelli che devono essere collegati al ponte (o ricordo male?).
Per C1 non andrei oltre i 2200uF; C2 e C4 se vuoi mettili al tantalio ma vanno altrettanto bene due ceramici da 0.1uF. Per C5 che dovrebbe servire ad eliminare eventuali residui di alternata, basta un valore di 100/200uF.
Visto che la tensione e' limitata, puoi mettere tutti gli elettrolitici da 25V lavoro.
Veniamo ora alle resistenze di regolazione; sebbene non sia una regola scritta, si usa sempre mettere per R1 (resistenza fissa) un valore piuttosto basso 120/220 ohm; al contario R2 che deve provvedere materialmente alla variazione delle tensioni, dovrebbe avere valori piu' elevati per garantire l'escursione.
Non ho fatto il calcolo esatto ma, per raggiungere i 12V come massima tensione, metterei R1 220 ohm ed R2 2200 ohm. (fai tu il calcolo per controllare che si possano ampiamente raggiungere i 12V ed eventualmente correggiamo i valori) Naturalmente ho scelto due valori commerciali.
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