GrazieCorrente erogata da un trasformatore
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g.schgor,
IsidoroKZ
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Intervengo tardi rispetto al tema, ma da progettista di trasformatori vorrei fare tre precisazioni:
1- Sulla targa vengono riportati i dati nominali del trasformatore, per cui la tensione secondaria in targa dovrebbe tenere conto della caduta di tensione causata dalla corrente nominale. Eventualmente dovrebbero essere presenti entrambe le tensioni. (Poi so benissimo che ci sono produttori che non sanno neppure che vi sia una differenza di tensione nel funzionamento a vuoto e in quello a carico).
2- I trasformatori vengono progettati per lavorare al 100% del carico, normalmente un carico inferiore significa anche un rendimento inferiore, per cui pensare di farli lavorare al 90% del carico per ottimizzarlo è un a cretinata. (Ovviamente esistono trasformatori progettati per lavorare con carichi variabili come per le applicazioni fotovoltaiche, ma queste ribadisco sono applicazioni particolari).
3- Altra cosa il rendimento è massimo quando le perdite negli avvolgimenti e quello nel circuito magnetico si eguagliano, ma non ha nessun senso pensare di ottimizzare in questo modo un trasformatore. Ogni trasformatore deve essere dimensionato e progettato per l'utilizzo finale. Per esempio i trasformatori di distribuzione devono avere perdite nel circuito magnetico molto basse. QUa trovate il link con i parametri da rispettare per le perdite dei trasformatori e l'elenco delle esclusioni http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32014R0548&from=IT. In generale si tende ad avere le minori perdite a vuoto possibili in tutti quei casi in cui il trasformatore possa rimanere alimentato anche senza carico.
1- Sulla targa vengono riportati i dati nominali del trasformatore, per cui la tensione secondaria in targa dovrebbe tenere conto della caduta di tensione causata dalla corrente nominale. Eventualmente dovrebbero essere presenti entrambe le tensioni. (Poi so benissimo che ci sono produttori che non sanno neppure che vi sia una differenza di tensione nel funzionamento a vuoto e in quello a carico).
2- I trasformatori vengono progettati per lavorare al 100% del carico, normalmente un carico inferiore significa anche un rendimento inferiore, per cui pensare di farli lavorare al 90% del carico per ottimizzarlo è un a cretinata. (Ovviamente esistono trasformatori progettati per lavorare con carichi variabili come per le applicazioni fotovoltaiche, ma queste ribadisco sono applicazioni particolari).
3- Altra cosa il rendimento è massimo quando le perdite negli avvolgimenti e quello nel circuito magnetico si eguagliano, ma non ha nessun senso pensare di ottimizzare in questo modo un trasformatore. Ogni trasformatore deve essere dimensionato e progettato per l'utilizzo finale. Per esempio i trasformatori di distribuzione devono avere perdite nel circuito magnetico molto basse. QUa trovate il link con i parametri da rispettare per le perdite dei trasformatori e l'elenco delle esclusioni http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32014R0548&from=IT. In generale si tende ad avere le minori perdite a vuoto possibili in tutti quei casi in cui il trasformatore possa rimanere alimentato anche senza carico.
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