Prova a controllare con il tester che tensione ti ritrovi usando in serie alla linea la resistenza di una stufetta da bagno o, se la hai quella di uno scaldaacqua
K
Lampada 110 V, diodo in serie
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g.schgor,
IsidoroKZ
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Ci vuole un tester True RMS, altrimenti la misura risulta sballata.
Comunque bisogna applicare la definizione di RMS che è la radice quadrata (root) della media (mean) del quadrato (square) della tensione. L'idea è quella di calcolare la tensione continua che su un carico puramente resistivo dissipa la stessa quantità di energia su un periodo della tensione sinusoidale che stiamo considerando.
Se per esempio la tensione è
dove
è l'ampiezza di picco,
è la frequenza,
il tempo, l'ampiezza efficace si ottiene dall'ampiezza di picco con una relazione molo nota:
![v_\mathrm{RMS}
=\sqrt{\frac{1}{T}\int_0^TA^2 \cos^2 (2 \pi f t)\mathrm{d}t}=A \sqrt{\frac{1}{T}\int_0^T \left [ \frac{1}{2}+\frac{1}{2}\cos (2 \pi 2f t)\right]\mathrm{d}t}=\frac{A}{\sqrt{2}} v_\mathrm{RMS}
=\sqrt{\frac{1}{T}\int_0^TA^2 \cos^2 (2 \pi f t)\mathrm{d}t}=A \sqrt{\frac{1}{T}\int_0^T \left [ \frac{1}{2}+\frac{1}{2}\cos (2 \pi 2f t)\right]\mathrm{d}t}=\frac{A}{\sqrt{2}}](/forum/latexrender/pictures/473e23b8679dc04f68eb6f8bb3927789.png)
I termini a frequenza doppia che derivano dal coseno al quadrato sono integrati su un numero intero di periodi e quindi danno un contributo nullo all'integrale. Integrare
tra
e
dà
, il
si semplifica ed quindi rimane
quando si prende la radice.
Se c'è un diodo che fa passare una sola semionda, la funzione da integrare è diversa da zero non sul periodo
, ma sulla metà
in cui il segnale di ingresso è positivo. In soldoni si cambiano gli estremi di integrazione all'integrale:
![v_{R,\mathrm{RMS}}
=\sqrt{\frac{1}{T}\int_0^{T/2} A^2 \cos^2 (2 \pi f t)\mathrm{d}t}=A \sqrt{\frac{1}{T}\int_0^{T/2} \left[ \frac{1}{2}+\frac{1}{2}\cos (2 \pi 2f t) \right]\mathrm{d}t}=\frac{A}{\sqrt{4}}=\frac{A}{2} v_{R,\mathrm{RMS}}
=\sqrt{\frac{1}{T}\int_0^{T/2} A^2 \cos^2 (2 \pi f t)\mathrm{d}t}=A \sqrt{\frac{1}{T}\int_0^{T/2} \left[ \frac{1}{2}+\frac{1}{2}\cos (2 \pi 2f t) \right]\mathrm{d}t}=\frac{A}{\sqrt{4}}=\frac{A}{2}](/forum/latexrender/pictures/91a0bad02aa44984cc317db3cf98a5cb.png)
Il termine a frequenza doppia dà ancora un contributo nullo, alla fine rimane un altro termine
.
Non sono in condizioni normali, non riesco a dormire e sono sotto antidolorifici, se scrivo cavolate correggetemi
Comunque l'essenza è questa 
EDIT: corretto un esponente 2 di troppo, graize ad
EcoTan
Comunque bisogna applicare la definizione di RMS che è la radice quadrata (root) della media (mean) del quadrato (square) della tensione. L'idea è quella di calcolare la tensione continua che su un carico puramente resistivo dissipa la stessa quantità di energia su un periodo della tensione sinusoidale che stiamo considerando.
Se per esempio la tensione è
dove
è l'ampiezza di picco,
è la frequenza,
il tempo, l'ampiezza efficace si ottiene dall'ampiezza di picco con una relazione molo nota:![v_\mathrm{RMS}
=\sqrt{\frac{1}{T}\int_0^TA^2 \cos^2 (2 \pi f t)\mathrm{d}t}=A \sqrt{\frac{1}{T}\int_0^T \left [ \frac{1}{2}+\frac{1}{2}\cos (2 \pi 2f t)\right]\mathrm{d}t}=\frac{A}{\sqrt{2}} v_\mathrm{RMS}
=\sqrt{\frac{1}{T}\int_0^TA^2 \cos^2 (2 \pi f t)\mathrm{d}t}=A \sqrt{\frac{1}{T}\int_0^T \left [ \frac{1}{2}+\frac{1}{2}\cos (2 \pi 2f t)\right]\mathrm{d}t}=\frac{A}{\sqrt{2}}](/forum/latexrender/pictures/473e23b8679dc04f68eb6f8bb3927789.png)
I termini a frequenza doppia che derivano dal coseno al quadrato sono integrati su un numero intero di periodi e quindi danno un contributo nullo all'integrale. Integrare
tra
e
dà
, il
si semplifica ed quindi rimane
quando si prende la radice.Se c'è un diodo che fa passare una sola semionda, la funzione da integrare è diversa da zero non sul periodo
, ma sulla metà
in cui il segnale di ingresso è positivo. In soldoni si cambiano gli estremi di integrazione all'integrale:![v_{R,\mathrm{RMS}}
=\sqrt{\frac{1}{T}\int_0^{T/2} A^2 \cos^2 (2 \pi f t)\mathrm{d}t}=A \sqrt{\frac{1}{T}\int_0^{T/2} \left[ \frac{1}{2}+\frac{1}{2}\cos (2 \pi 2f t) \right]\mathrm{d}t}=\frac{A}{\sqrt{4}}=\frac{A}{2} v_{R,\mathrm{RMS}}
=\sqrt{\frac{1}{T}\int_0^{T/2} A^2 \cos^2 (2 \pi f t)\mathrm{d}t}=A \sqrt{\frac{1}{T}\int_0^{T/2} \left[ \frac{1}{2}+\frac{1}{2}\cos (2 \pi 2f t) \right]\mathrm{d}t}=\frac{A}{\sqrt{4}}=\frac{A}{2}](/forum/latexrender/pictures/91a0bad02aa44984cc317db3cf98a5cb.png)
Il termine a frequenza doppia dà ancora un contributo nullo, alla fine rimane un altro termine
.Non sono in condizioni normali, non riesco a dormire e sono sotto antidolorifici, se scrivo cavolate correggetemi
EDIT: corretto un esponente 2 di troppo, graize ad
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DarwinNE
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Non so quanto sei comodo ad arrivare a Padova, ma nel caso io ho in uso ancora questa vecchia gloria
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mi sono perso nelle varie definizioni e calcoli, io penso che con il diodo vado semplicemente a dimezzare la potenza, quindi essendo che la potenza da 115V a 230V risulta quadruplicata (aumenta con il quadrato della tensione), alla fine dei conti la potenza a 115V con il diodo risulta sempre il doppio della potenza che servirebbe.
(Scusate la mia abitudine a calcoli empirici sugli ordini di grandezza...
)
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lelerelele
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EcoTan ha scritto:DarwinNE ha scritto:
siamo sicuri che quell'esponente 2 sul coseno ci vuole ancora?
Ovviamente no! Adesso correggo, grazie!

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DarwinNE
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DarwinNE ha scritto:Ci vuole un tester True RMS, altrimenti la misura risulta sballata.
Certo che si.
Io non discutevo la veridicità della cosa, che peraltro avevo gia provveduto a verificare strumentalmente con l' oscilloscopio.
Il fatto è che essendo per me poco intuitiva mi faceva piacere la dimostrazione, per la quale ringrazio il sempre gentilissimo
Ora capirla è una altro paio di maniche, mi ci vorrà una settimana, ma quelli sono problemi miei
Il fatto è che ho sempre considerato (evidentemente sbagliando) il valore efficace come l'area della figura circoscritta dalla forma d' onda in questione, e quindi nella mia testa, se l'area si dimezzava si sarebbe dimezzato anche il valore.
Un' altra idea sbagliata da togliersi dalla testa.
Grazie ancora.

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Eppure a intuito non torna: se invece che una lampada ci fosse uno scaldabagno, con il diodo la resistenza sarebbe alimentata per metà periodo, per me impiegherebbe il doppio del tempo a scaldare l'acqua
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SediciAmpere
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Esatto se si ragiona in potenza media. Essa è appunto proporzionale al quadrato della tensione efficace. Altrimenti detto, la tensione efficace è proporzionale al quadrato della potenza media.
Se si dimezza la potenza media, si riduce di
la tensione efficace (e non della metà).
Se si dimezza la potenza media, si riduce di
la tensione efficace (e non della metà).Follow me on Mastodon: @davbucci@mastodon.sdf.org
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DarwinNE
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Se metti un diodo in serie a uno scaldabagno (carico resistivo) succede questo:
il picco di tensione resta lo stesso passa corrente solo per mezza sinusoide la potenza media scende, ma non alla metà In pratica lo scaldabagno: scalda meno assorbe circa 0,4–0,45 volte la potenza nominale
non “vede” 115 V, ma una tensione pulsante con RMS ~162 V. Dal punto di vista termico: la resistenza non si accorge della forma d’onda integra l’energia e scalda semplicemente di meno.
il picco di tensione resta lo stesso passa corrente solo per mezza sinusoide la potenza media scende, ma non alla metà In pratica lo scaldabagno: scalda meno assorbe circa 0,4–0,45 volte la potenza nominale
non “vede” 115 V, ma una tensione pulsante con RMS ~162 V. Dal punto di vista termico: la resistenza non si accorge della forma d’onda integra l’energia e scalda semplicemente di meno.
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StefanoSunda
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![A \sqrt{\frac{1}{T}\int_0^{T/2} \left[ \frac{1}{2}+\frac{1}{2}\cos^2 (2 \pi 2f t) \right]\mathrm{d}t} A \sqrt{\frac{1}{T}\int_0^{T/2} \left[ \frac{1}{2}+\frac{1}{2}\cos^2 (2 \pi 2f t) \right]\mathrm{d}t}](/forum/latexrender/pictures/7019e2ad212b81860db5f7ff0466410d.png)




