Corrente carico resistivo trifase a tensioni diverse
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g.schgor,
IsidoroKZ
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admin ha scritto:
da cui
per cui, facendo l'ipotesi che la resistenza rimanga costante, sarà
Ti ringrazio.
Ma quindi è sbagliato il concetto di ricavarsi la resistenza dalla formula P=R*I²? Nel caso in questione.
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Giovanni123
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Ma quindi è sbagliato il concetto di ricavarsi la resistenza dalla formula P=R*I²? Nel caso in questione.
Perché dovrebbe essere sbagliato?
Bisogna però applicarla in modo corretto

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coulomb ha scritto:Scusiadmin, non riesco a capire se varia la corrente di linea nel caso le resistenze siano collegate triangolo, potrebbe gentilmente aiutarmi.
Per quale motivo non dovrebbe cambiare?
Se il collegamento è a triangolo si avrà

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adert ha scritto:Il riscaldatore ha una sua resistenza R fissa da costruzione, ed è in grado di generare max 12 kW termici quando alimentato a 400V trifase![]()
Sbagliai, correggo,
-->
, il resto è ok, scusate l'errore.Grazie Admin.
Scopo principale della nostra vita , è dare prosieguo alla vita , come tutti gli esseri viventi fanno.
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Basta un minimo di conoscenza teorica del trifase.
Se il valore delle resistenze è noto, è fondamentale sapere come sono collegate per calcolare la corrente assorbita.
Se si conoscono solo la potenza assorbita e la tensione della scatola chiusa che contiene le resistenze, si può comunque calcolare la corrente assorbita, ma non si può dire nulla sul loro collegamento
Se il valore delle resistenze è noto, è fondamentale sapere come sono collegate per calcolare la corrente assorbita.
Se si conoscono solo la potenza assorbita e la tensione della scatola chiusa che contiene le resistenze, si può comunque calcolare la corrente assorbita, ma non si può dire nulla sul loro collegamento
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La mia intenzione era di arrivare alla soluzione gradualmente, mediante il ragionamento.
Il problema è di facile risoluzione se trascuriamo la variazione della resistenza in funzione della temperatura e, dunque, dal quadrato della corrente. Ho fallito, ho dovuto combattere con i 3 e le radici di 3 messi lì, perché così si legge nel trifase.
Se non sai che corrente stai calcolando, non puoi fare i quadro erre: le cantonate volano e si fa danno. A stella la corrente che interessa il resistore ha un valore, a triangolo ne ha uno diverso. Ai morsetti della scatola, nulla cambia.
La dipendenza della resistenza dalla temperatura è tutt'altro che teoria H-demica.
Se calcoli la portata di un conduttore, senza tener conto dell'aumento della resistenza dovuta al passaggio della corrente fai danno e se l'impianto è di una certa importanza, qualcuno farà le pulizie di Natale anticipate. Passiamo dalla teoria ai fatti.
Se installi un amperometro in quel circuito appena montato, mantenendo la tensione costante, vedrai notevoli variazioni della corrente stessa. Ad esempio, la potenza dissipata da una lampadina con filamento al tungsteno, dipende dalla potenza quarta della temperatura. In questo caso, potenza e resistenza presentano un andamento lineare, ma a scala logaritmica.
L'umiltà è necessaria, ma la conoscenza è d'obbligo.
E senza riferirmi al caso particolare, bisogna avere un atteggiamento critico verso i risultati analitici e strumentali, perché, come sempre, è la fisica ad avere ragione. O meglio, il circuito ha sempre ragione, come diceva un Professore. Il resto sono chiacchiere.
Questo era il messaggio finale che avrei voluto lasciare, ma ho sbagliato da qualche parte. Cercherò di capire dove. Ma una cosa è certa, non risponderò mai ad un dubbio. Il dubbio lo dovrà risolvere il richiedente.
Il problema è di facile risoluzione se trascuriamo la variazione della resistenza in funzione della temperatura e, dunque, dal quadrato della corrente. Ho fallito, ho dovuto combattere con i 3 e le radici di 3 messi lì, perché così si legge nel trifase.
Se non sai che corrente stai calcolando, non puoi fare i quadro erre: le cantonate volano e si fa danno. A stella la corrente che interessa il resistore ha un valore, a triangolo ne ha uno diverso. Ai morsetti della scatola, nulla cambia.
La dipendenza della resistenza dalla temperatura è tutt'altro che teoria H-demica.
Se calcoli la portata di un conduttore, senza tener conto dell'aumento della resistenza dovuta al passaggio della corrente fai danno e se l'impianto è di una certa importanza, qualcuno farà le pulizie di Natale anticipate. Passiamo dalla teoria ai fatti.
Se installi un amperometro in quel circuito appena montato, mantenendo la tensione costante, vedrai notevoli variazioni della corrente stessa. Ad esempio, la potenza dissipata da una lampadina con filamento al tungsteno, dipende dalla potenza quarta della temperatura. In questo caso, potenza e resistenza presentano un andamento lineare, ma a scala logaritmica.
L'umiltà è necessaria, ma la conoscenza è d'obbligo.
E senza riferirmi al caso particolare, bisogna avere un atteggiamento critico verso i risultati analitici e strumentali, perché, come sempre, è la fisica ad avere ragione. O meglio, il circuito ha sempre ragione, come diceva un Professore. Il resto sono chiacchiere.
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Il Conte di Montecristo
Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.
Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
Abraham Lincoln
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Poi di come sono collegate le resistenze all'interno non ne ho la minima idea. Potrebbero essere anche più resistitori collegati in varie combinazioni. Per me era comunque un carico puramente resistivo da proteggere con terna di fusibili, la cui taglia non cambia per niente con variazioni del 10% della tensione.
Volevo solo indicare all'utente un dato corretto, anche se ininfluente su una singola macchina, ma decisamente importante in un impianto dove ci sono decine di queste macchine.
Il mio "dubbio" era legato a questa necessità.
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Giovanni123
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