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admin » 24 mar 2018, 18:07
Non posso che fornirti sempre la stessa risposta: se la diversa resistività è attribuibile solo alla diversa densità di cariche libere per unità di volume, quando l'intensità di corrente è identica, le cariche si muovono più velocemente nel materiale con maggiore resistività.
Ma stiamo ragionando in modo estremamente semplificato.
Il modello cui stiamo facendo riferimento è quello del gas di elettroni, il più semplice.
Ma già con questo modello la resistività di un materiale non è semplicemente inversamente proporzionale al numero di elettroni liberi per unità di volume, come finora abbiamo ipotizzato, ma al prodotto di tale densità per l'intervallo di tempo che intercorre tra due urti consecutivi tra gli elettroni stessi e gli elettroni e gli atomi del reticolo. La velocità di deriva che dà luogo alla corrente elettrica, è in realtà proporzionale a tale intervallo, ed una delle difficoltà del modello cui ci stiamo riferendo, è proprio quella di non riuscire a calcolarlo in modo soddisfacente; o meglio lo si può anche stimare, ma si ottengono, ad esempio, valori che vanno bene per metalli come il ferro, ma purtroppo non per il rame che, a parità di elettroni liberi, ha resistività sei volte minore.
Questo per dire che abbiamo fatto alcune considerazioni grossolane sul moto degli elettroni come se fossero palline che si spostano. Ma se pur possono servire ad averne un'idea, non spiegano certamente come avviene con precisione il moto degli elettroni. Occorre ricorrere a modelli più complicati, quale ad esempio la teoria delle bande, che io non ti so spiegare perché me la dovrei ristudiare con calma e non ne ho molta voglia e forse nemmeno più le capacità. Insomma se vuoi capire di più della fisica sulla conducibilità elettrica, devi prenderti un buon libro di fisica dello stato solido e metterti con pazienza a studiare. Nel frattempo puoi sperare che qualcuno più bravo di me qui dentro, che non sono pochi, ti illustri i modelli migliori.
Io arrivo fino a qui.
