Buon giorno,
Stavo svolgendo degli esercizi sui circuiti risonanti ideali e mi sono sorti dei dubbi su quelli reali. Ripetendo la teoria dai miei appunti mi sono accorto che hanno molte lacune, come me.
Innanzi tutto, da quanto ho capito, i problemi sul calcolo della frequenza di risonanza per circuiti risonanti reali si pongono solo nel caso in parallelo, dato che i circuiti risonanti reali in serie posso trattarli come ideali con una resistenza in serie, quindi, in caso di risonanza , avrò al posto di un corto circuito una resistenza.
Detto questo, i casi di circuiti risonanti reali si riducono a 3, che sono:
Ho delle domande:
1)Quanto detto finora è giusto?
2)Come calcolo le frequenze di risonanza (1,2,3) ?
3)I casi 1,2 e 3 in caso di risonanza si comportano come circuiti aperti?
Circuiti risonanti reali
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g.schgor,
IsidoroKZ
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I casi 2 e 3 sono poco utili perché la resistenza serie del condensatore (di perdita) è trascurabile rispetto a quella dell'induttore.
Dimentichi che oltre ai circuiti risonanti parallelo esistono anche i circuiti risonanti serie.
Documentati sul Q coefficiente di risonanza di un induttore/circuito risonante.
Le perdite del condensatore tangentadelta = 1/Q sono trascurabili rispetto all'induttore.
Di un induttore con la sua resistenza serie (resistenza degli avvolgimenti) alle volte è utile calcolare
quello equivalente (alla stessa frequenza) avente la resistenza in parallelo.
Poi non esistono induttori puri, al variare della frequenza le capacità parassite fra le spire ne riducono la reattanza.
Ogni induttore ha una frequenza di autorisonanza al di sopra della quale presente una reattanza capacitiva.
Dimentichi che oltre ai circuiti risonanti parallelo esistono anche i circuiti risonanti serie.
Documentati sul Q coefficiente di risonanza di un induttore/circuito risonante.
Le perdite del condensatore tangentadelta = 1/Q sono trascurabili rispetto all'induttore.
Di un induttore con la sua resistenza serie (resistenza degli avvolgimenti) alle volte è utile calcolare
quello equivalente (alla stessa frequenza) avente la resistenza in parallelo.
Poi non esistono induttori puri, al variare della frequenza le capacità parassite fra le spire ne riducono la reattanza.
Ogni induttore ha una frequenza di autorisonanza al di sopra della quale presente una reattanza capacitiva.
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I circuiti LC serie reali possono essere modellati con un LC serie ideale con una resistenza in serie, ma anche come un LC serie con resistenze di perdita in parallelo: sono i casi duali di quelli che hai disegnato.
Riesci a vedere come e` fatto il quarto circuito della tua famiglia, che corrisponde al quarto dei miei circuiti?
Se hai delle perdite i circuiti risonanti non sono piu` sinusoidali e quindi non esistono frequenze sinusoidali per i quali siano dei circuiti aperti o dei cortocircuiti.
Il calcolo della frequenza di risonanza dipende da come avete definito la risonanza nel caso non ideale: impedenza reale? Massimo (o minimo) dell'impedenza?
Riesci a vedere come e` fatto il quarto circuito della tua famiglia, che corrisponde al quarto dei miei circuiti?
Se hai delle perdite i circuiti risonanti non sono piu` sinusoidali e quindi non esistono frequenze sinusoidali per i quali siano dei circuiti aperti o dei cortocircuiti.
Il calcolo della frequenza di risonanza dipende da come avete definito la risonanza nel caso non ideale: impedenza reale? Massimo (o minimo) dell'impedenza?
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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IsidoroKZ ha scritto:Riesci a vedere come e` fatto il quarto circuito della tua famiglia, che corrisponde al quarto dei miei circuiti?
Se ho capito come funziona , dovrebbe essere così:
In questo caso posso usare la seguente strategia?
-Studio la risonanza tra L e C ad una certa frequenza
-Nel caso ci sia risonanza, L e C sono equivalenti ad un circuito aperto, perciò R è eliminabile dal circuito che si sta studiando alla frequenza di risonanza perché flottante
IsidoroKZ ha scritto:Se hai delle perdite i circuiti risonanti non sono piu` sinusoidali e quindi non esistono frequenze sinusoidali per i quali siano dei circuiti aperti o dei cortocircuiti.
Questo vuol dire che , in caso di risonanza, un circuito risonante reale non si comporta come circuito aperto (o cto cto) , ma si comporta come un circuito equivalente?
A tal proposito ho trovato:
Non so se ho capito bene, però, da quello che ho capito, ad una certa frequenza di risonanza pari alla formula nel disegno, il circuito del caso (1) è equivalente al parallelo tra G, B e C, giusto?
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