Ciao a tutti, svolgendo alcuni esercizi sull' analisi nodale, mi è sorto un dubbio, quasi di natura teorica .
Posto due circuiti di esempio che mi sono capitati in alcuni esercizi.
In pratica, dovendo scegliere il riferimento ho scelto quello che credo più corretto: il generatore.
Il metodo dell'analisi nodale dice di lavorare su tutti i nodi tranne quello di riferimento che ho segnato sul grafico.
Però il nodo che ho contrassegnato con la lettera A avrà il potenziale che è già noto.
In rete ho letto che in pratica la corrente del generatore è anch'essa un incognita che compare solo nell'equazione al nodo A.
Quindi tale equazione posso scartarla e considerare gli altri due nodi?
Metodo Analisi nodale
Moderatori:
g.schgor,
IsidoroKZ
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Si`, se prendi un lato del generatore di tensione come potenziale di riferimento, hai la tensione anche dell'altro lato e a questo nodo non devi scrivere nessuna equazione. Alla fine dovrai poi anche cercare eventualmente la corrente attraverso il generatore.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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Quindi scegliendo il nodo basso del generatore come riferimento conosco già VA che sarebbe uguale ad E .
Tale equazione al nodo A la non la scrivo a meno che non mi è richiesta come incognita la corrente del generatore ..
nel caso mi servisse la corrente che scorre nel generatore ,posso sostituire all'interno dell'equazione che avevo scartato,i valori ricavati dal sistema. Quindi è una LKC al nodo A
Ho capito bene?

Tale equazione al nodo A la non la scrivo a meno che non mi è richiesta come incognita la corrente del generatore ..
nel caso mi servisse la corrente che scorre nel generatore ,posso sostituire all'interno dell'equazione che avevo scartato,i valori ricavati dal sistema. Quindi è una LKC al nodo A
Ho capito bene?

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Si`, per trovare la corrente attraverso il generatore scrivi la somma delle correnti che arrivano su quel nodo da tutti gli altri rami, e queste correnti le calcoli sapendo le tensioni sulle impedenze che convergono su A.
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Ti chiedo scusa se insisto, ma avendo aperto questa discussione, sto esaminando anche gli altri casi.
Questo circuito è di un esercizio in regime sinusoidale. Anche qui ho due nodi e decido di piazzare il riferimento al nodo A
Tralasciando l'equazione al nodo A il cui potenziale è già noto, scrivo solo quella al nodo B e posso trovarmi la corrente che scorre nel resistore, induttore ecc.
Però l'esercizio mi chiede di trovare la potenza complessa sul condensatore .
Nel post ieri mi dicevi che conviene calcolare la potenza complessa con
Se fosse cosi ho tutto già noto, poiché a priori so che VA è pari alla tensione del generatore.
Può essere cosi?
Mi sembra un poco strano.
Questo circuito è di un esercizio in regime sinusoidale. Anche qui ho due nodi e decido di piazzare il riferimento al nodo A
Tralasciando l'equazione al nodo A il cui potenziale è già noto, scrivo solo quella al nodo B e posso trovarmi la corrente che scorre nel resistore, induttore ecc.
Però l'esercizio mi chiede di trovare la potenza complessa sul condensatore .
Nel post ieri mi dicevi che conviene calcolare la potenza complessa con
Se fosse cosi ho tutto già noto, poiché a priori so che VA è pari alla tensione del generatore.
Può essere cosi?
Mi sembra un poco strano.
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Se c'e` un riferimento gia` indicato, in questo caso il nodo in basso, perche' vuoi spostarlo? Non c'e` nessun vantaggio. Dov'e` il nodo B?
Comunque in quel circuito la corrente che passa nel condensatore e` data solo dal generatore di tensione, quello di corrente e` ininfluente.
La potenza reattiva del condensatore la puoi calcolare in tanti modi diversi, come
oppure
(occhio ai segni, non so che convenzione usate), oppure se consideri la potenza complessa assorbita dalla serie RC hai
. IA e` la corrente attraverso il gruppo RC.
Potrebbe esserci un coefficiente 2 a denominatore se usate i fasori per indicare il valore di picco.
Comunque in quel circuito la corrente che passa nel condensatore e` data solo dal generatore di tensione, quello di corrente e` ininfluente.
La potenza reattiva del condensatore la puoi calcolare in tanti modi diversi, come
oppure
(occhio ai segni, non so che convenzione usate), oppure se consideri la potenza complessa assorbita dalla serie RC hai
. IA e` la corrente attraverso il gruppo RC.Potrebbe esserci un coefficiente 2 a denominatore se usate i fasori per indicare il valore di picco.
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Se c'e` un riferimento già` indicato, in questo caso il nodo in basso, perché' vuoi spostarlo? Non c'e` nessun vantaggio. Dov'è` il nodo B?
Ho riportato sul grafico il nodo B . La sua equazione mi serve per calcolare la corrente in R1 visto che mi è richiesta anche la potenza attiva del resistore.
La potenza complessa del condensatore se decido di scriverla come
)compare appunto il 2 al denominatore) considero solo la potenza complessa ..Nel mio caso ho tutti i dati già a disposizione perché ho già il potenziale in A, perciò sembrava troppo semplice il calcolo e ho pensato a qualcosa di errato
(occhio ai segni, non so che convenzione usate)
Il mio libro dice che che la potenza complessa del condensatore è sempre negativa . quindi di solito applico la formula che ti ho citato e segno <0 per dire che è negativa.
A questo punto Se applicavo
considerato che la I è la corrente che scorre in R3 e C avro' un
dove ovviamente si intende che per il resistore ho solo potenza attiva, mentre per il condensatore solo potenza reattiva.Credo che però quando l'esercizio mi chiede solo il calcolo della potenza reattiva del condensatore, devo riferirmi solo a quella .
Non so se ho sbagliato qualcosa ad ogni modo, grazie per il confronto.
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