salve,
nel seguente:
mi chiedevo se giaccè va=vb posso direttamente concludere che nel mutuo accoppiamento nn passi corrente o se occorre imporre che
Va-Vb=0= I1*R1+i*w*L*1*I1- i*w*M*I2 ?
grazie
induttori mutuam accoppiati
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g.schgor,
IsidoroKZ
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perché dici che va è uguale a vb?
Se I1 è diversa da zero, come sembrerebbe dallo schema, allora va è diversa da vb.
Se I1 è diversa da zero, come sembrerebbe dallo schema, allora va è diversa da vb.
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harpefalcata
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antonio07 ha scritto:... mi chiedevo se giaccè va=vb posso direttamente concludere che nel mutuo accoppiamento non passi corrente
Premesso che non mi sembra di vedere un punto di connessione sotto R1 e che quindi va e vb non potrebbero dirsi uguali, un corto ad una porta di un mutuo induttore non permette cetro di affermare che la corrente relativa alla porta sia nulla.
antonio07 ha scritto:.... o se occorre imporre che
Va-Vb=0= I1*R1+i*w*L*1*I1- i*w*M*I2 ?
Se volevi scrivere R3 e L3, ok, ma senza il segno meno per il termine relativo alla mutua induzione.
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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RenzoDF ha scritto:antonio07 ha scritto:.... o se occorre imporre che
Va-Vb=0= I1*R1+i*w*L*1*I1- i*w*M*I2 ?
Se volevi scrivere R3 e L3, ok, ma senza il segno meno per il termine relativo alla mutua induzione.
ok sono R3 e L3, grazie.
per il segno della mutua mi ricordo che se la corrente entra nel terminale col pallino è positiva nel terminale col pallino dell'altra induttanza.
grazie
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La mutua induttanza M è da considerarsi con il suo segno (che è generalmente positivo) quando le due correnti alle porte sono assunte entrambe entranti (come nel tuo caso) o entrambe uscenti dai morsetti contrassegnati ( da pallini o al.).
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Senza dubbio potrebbe scorrere una corrente, corrente che poi potrebbe essere anche nulla, dipende dai valori dei parametri circuitali, che sarebbe interessante conoscere, così come le richieste del problema; quella rete ha un sacco di semplificazioni possibili, specie se come dicevo dovesse esserci un collegamento nell'incrocio sotto il resistore R1, collegamento che a rigore, senza la presenza di un punto di connessione, non esiste, ma purtroppo, molto spesso, in H-demia queste regole del disegno tecnico non sono note. 
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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ti aggiungo la traccia completa:
in genere se nn c'è collegamento galvanico mette un ponticello quindi assumo che tuue le sovrapposizioni siano dei collegamenti.
se nn ci fosse stato il contributo di mutua avrei detto subito che il ramo R3 L3 è cortocircuitato.
a questo punto concordi con me che il circuito si risolve mettendo a sistema:
0= I1*R1+i*w*L*1*I1- i*w*M*I2
con
la somma delle correnti sopra L1?
grazie
in genere se nn c'è collegamento galvanico mette un ponticello quindi assumo che tuue le sovrapposizioni siano dei collegamenti.
se nn ci fosse stato il contributo di mutua avrei detto subito che il ramo R3 L3 è cortocircuitato.
a questo punto concordi con me che il circuito si risolve mettendo a sistema:
0= I1*R1+i*w*L*1*I1- i*w*M*I2
con
la somma delle correnti sopra L1?
grazie
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antonio07 ha scritto:... in genere se non c'è collegamento galvanico mette un ponticello quindi assumo che tuue le sovrapposizioni siano dei collegamenti.
I ponticelli sono vietati dalla normativa.
antonio07 ha scritto:... se non ci fosse stato il contributo di mutua avrei detto subito che il ramo R3 L3 è cortocircuitato.
Certo, così come cortocircuitato e quindi eliminabile è il ramo R2 L2.
antonio07 ha scritto:... a questo punto concordi con me che il circuito si risolve mettendo a sistema:
0= I1*R1+i*w*L*1*I1- i*w*M*I2
con
la somma delle correnti sopra L1?
Scusa ma non capisco quella relazione, assunte le correnti I1 e I2 nei rami mutuamente accoppiati con il verso del primo post, chiamata I3 la corrente verso il basso nel ramo R1 L1 in parallelo al GIC di sinistra, visto che R1 e C2 sono in parallelo al GIT (e quindi per il momento non li consideriamo), avremo sostanzialmente tre incognite: I1,I2 e I3, e quindi avremo bisogno di tre equazioni, per esempio: una KCL al nodo sopra L1 e due KVL agli anelli centrali.
In alternativa potresti usare il metodo delle correnti di maglia, che porterebbe ad avere solo due equazioni nelle due incognite I1 e I2, ma non cambia la difficoltà.
Determinate le tre correnti sarà poi semplice rispondere alle richieste sulle potenze (la prima potenza a dire il vero sarebbe immediata).
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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