Studiando l'inserzione Aron ho trovato in rete diverse giustificazioni (alcune semplici, altre articolate) sul fatto che la potenza attiva totale è la somma delle indicazioni dei due strumenti. Non ho dubbi su queste giustificazioni.
Vorrei porvi una domanda: è possibile affermare che al carico trifase senza neutro si accede da due porte (assumendo una linea come riferimento per le altre due) e quindi basta sommare la potenza entrante da queste due porte?
Per porta intendo due morsetti dai quali entra ed esce la stessa corrente. Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrete prestarmi.
Aron
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g.schgor,
IsidoroKZ
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[2] Re: Aron
A me sembra che quanto dici sia perfettamente sensato. Aspettiamo anche i big dell'elettrotecnica, non la ricordo molto bene.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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[3] Re: Aron
Il mio dubbio è dovuto all'esistenza di un teorema di Blondel che limita ad n-1 wattmetri la misura della potenza attiva totale in un sistema ad n fili. L'esigenza di un teorema ad hoc, che secondo la mia ipotesi dovrebbe essere quasi banale, mi insospettisce.
Inoltre: è possibile rappresentare il carico trifase come un quadripolo alimentato da due porte?
Inoltre: è possibile rappresentare il carico trifase come un quadripolo alimentato da due porte?
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[4] Re: Aron
TienI presente che il teorema di Blondel è di fine 1800 e allora tante cose non erano ovvie. Un carico trifase puoi rappresentarlo come doppio bipolo se colleghi insieme due dei quattro fili. Ottieni un tripolo che è il carico originale.
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[5] Re: Aron
IsidoroKZ ha scritto:Un carico trifase puoi rappresentarlo come doppio bipolo se colleghi insieme due dei quattro fili. Ottieni un tripolo che è il carico originale.
Si, come il transistore che da tre poli diventa quadripolo.
Però dovrei anche separare il generatore trifase in due generatori bipolari, uno per ogni porta, ...e questo mi rassicurerebbe sul concetto di porta che prevede la stessa corrente sui due morsetti.
Di certo nei testi di elettrotecnica di livello base (che conosco io) non lo impostano cosi; sarà una complicazione inutile.
Solo che sapere significa anche sistemare il nuovo nella vecchia stanza che ti è familiare.
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[6] Re: Aron
IsidoroKZ ha scritto:TienI presente che il teorema di Blondel è di fine 1800 e allora tante cose non erano ovvie.
Esatto, e per i più "curiosi", il più volte citato
Proceedings of the International Electrical Congress held in the city of Chicago, August 21st to 25th, 1893
https://archive.org/details/proceedingsinte01chicgoog/page/n145
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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[8] Re: Aron
Ripeto ciò che mi fu detto tanti anni fa dal maestro
RenzoDF*: scusami, ma non credo che tu abbia letto tutti i libri sull'argomento per poter scrivere una affermazione del genere.
Cito i due testi che ho avuto modo di avere tra le mani.
- Electric Power Generation, Transmission, and Distribution, di Leonard L. Grigsby (un paragrafo discorsivo). Abbastanza recente;
- Alternating currents and transients, di Colebrook. Vecchiotto, a breve compierà 100 anni
- trattazione analitica.
Ci sono altri due testi che ho letto, ma di cui non ricordo i titoli e gli autori, che trattano analiticamente il teorema (1940 e 1960 indicativamente).
*Tempo permettendo, cercherò la discussione
Cito i due testi che ho avuto modo di avere tra le mani.
- Electric Power Generation, Transmission, and Distribution, di Leonard L. Grigsby (un paragrafo discorsivo). Abbastanza recente;
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Il Conte di Montecristo
Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.
Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
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