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Dichiarazione di conformità o di incorporazione ?

L'iter relativo alla marcatura CE e problemi connessi.

Moderatore: Foto UtenteGuerra

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[11] Re: Dichiarazione di conformità o di incorporazione ?

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 25 set 2014, 10:21

Serafino ha scritto:Non esiste una macchina senza un costruttore (o meglio fabbricante)!
Se uno ti vende A SUO NOME una macchina con le sole parti meccaniche e poi incarica qualcuno di fare i collegamenti elettrici, sono solo affari suoi: la norma lo prevede e gli pone in capo il ruolo di costruttore.Le EN 13849-1 sono certametne ed assolutamente applicabili, ma se ad esempio rendo non accessibile un vano con una protezione che non richieda circuiti (elettrici, pneumatici, idraulici o simili) allora non la si può usare.

Foto UtenteSerafino, ho riletto questa discussione.
Puoi cortesemente chiarire cosa intendevi, per fugare dei dubbi che mi sono venuti per altri motivi?
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[12] Re: Dichiarazione di conformità o di incorporazione ?

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 25 set 2014, 14:19

tipo?
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[13] Re: Dichiarazione di conformità o di incorporazione ?

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 25 set 2014, 14:35

Seguo l'esempio della discussione.
Costruttore UTA. Fornisco la UTA nella sua parte meccanica, escludendo qualsiasi tipo di collegamento elettrico. Fornisco DdC della macchina secondo la DM.

L'installatore fa eseguire impianto elettrico nell'UTA: quadro di comando e regolazione a bordo. Deve redigere nuova DdC della macchina.

Generalmente l'elettricista di turno non vuole, perciò l'installatore chiede al costruttore della UTA:
tu dovevi prevedere morsettiere di appoggio e sezionatore in modo che io alimento la macchina, installo un po' di sensori e non sono tenuto a rifare la DdC e uso quella del costruttore della UTA.
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[14] Re: Dichiarazione di conformità o di incorporazione ?

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 25 set 2014, 16:44

beh una UTA è prevista per essere elettricamente alimentata e quindi non è escludibile che il fabbricante della UTA prenda in esame i rischi connessivi.
Non necessariamente deve predisporre ogni cosa ma certamente deve indicare come si predispone l'equipaggiamento elettrico anche perché questo è strettamente legato all'analisi del rischio fatta dal fabbricante della UTA (cfr EN 60204-1).

Una macchina è azionata da una foza diversa da quella umana quindi, se escludiamo oleodinamica e pneumatica (a vapore? non ho esperienze del genere) resta l'energia elettrica come fonte della forza e quindi francamente trovo assurdo che dei fabbricanti neghino l'evidenza.

Diversamente alcuni fuggono nella quasi macchina ma qui è altra faccenda.
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[15] Re: Dichiarazione di conformità o di incorporazione ?

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 25 set 2014, 16:51

Senza dubbio. Infatti parlavo di macchina.
Altro discorso però sul fatto che se io fornisco una macchina priva di parte elettrica, intesa come connessioni e quant'altro, io fabbricante sia tenuto ad assorbire nella mia DdC il lavoro successivo di altri.
Ho forti dubbi anche su
Serafino ha scritto:deve indicare come si predispone l'equipaggiamento elettrico anche perché questo è strettamente legato all'analisi del rischio fatta dal fabbricante della UTA

E' una macchina, perché lo prevede la definizione data dalla DM, ma l'analisi del rischio elettrico è compito di chi lo installa.
Nella fornitura di UTA esclusivamente nella sola parte meccanica non è richiesta consulenza o pregettazione del suo equipaggiamento elettrico.
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[16] Re: Dichiarazione di conformità o di incorporazione ?

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 25 set 2014, 17:23

Per capirci: mi riferisco all'allegatoII "Dichiarazioni" (della DM)

Tale dichiarazione riguarda esclusivamente la macchina nello stato in cui è stata immessa sul mercato, escludendo i componenti aggiunti e/o le operazioni effettuate successivamente dall'utente finale.
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[17] Re: Dichiarazione di conformità o di incorporazione ?

Messaggioda Foto Utentecronos80 » 25 set 2014, 18:01

Guerra ha scritto:E' una macchina, perché lo prevede la definizione data dalla DM, ma l'analisi del rischio elettrico è compito di chi lo installa.

Se è una macchina deve essere ing grado di funzionare, di conseguenza fino ai morsetti di alimentazione il costruttore è tenuto a valutare anche il rischio elettrico. Tale rischio si ferma però ai connettori, ne consegue che la macchina sarà corredata da un DdC riguardante la parte elettrica interna alla macchina rilasciata dal costruttore, ed una riguardante la parte esterna rilasciata dall'installatore.
Guerra ha scritto:Nella fornitura di UTA esclusivamente nella sola parte meccanica non è richiesta consulenza o pregettazione del suo equipaggiamento elettrico.

La domanda è sempre quella l'UTA può funzionare senza parte elettrica? Se si è una macchina altrimenti è una quasi macchina.
O_/
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[18] Re: Dichiarazione di conformità o di incorporazione ?

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 26 set 2014, 8:17

Foto Utentecronos80 ha scritto:fino ai morsetti di alimentazione

Come dice la UNI EN 60204 parlando di equipaggiamento elettrico.
Però se io non fornisco alcuna morsettiera e non eseguo alcun cablaggio, la morsettiera diviene quella del motore che ho all'interno dell'UTA.
cronos80 ha scritto:La domanda è sempre quella l'UTA può funzionare senza parte elettrica? Se si è una macchina altrimenti è una quasi macchina

No. la definizione data dalla DM è questa:
«macchina»:
— insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiatodi un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un'applicazione ben determinata,

Perciò è una macchina.
e' il clente ad essere costruttore, chi ha assemblato altro non e' che un assemblatore, e gli assemblatori non hanno oneri ne' hanno diritti, devono fare fare quello che il costruttore gli ha detto

Ancora no.
Un cassone con dentro un motore e ventilatore (componente mobile) è una macchina.
"Il fabbricante è chi progetta o realizza una macchina". Addirittura:
In mancanza di un fabbricante quale definito sopra, è considerato fabbricante la persona fisica o giuridica che immette sul mercato o mette in servizio una macchina o una quasi-macchina oggetto della presente direttiva;
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[19] Re: Dichiarazione di conformità o di incorporazione ?

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 26 set 2014, 9:14

Guerra la citazione nella definizione è perfetta: il termine destinato ad essere equipaggiato mi pare risolutivo.
Fino ai morsetti di connessione alla rete elettrica parliamo di equipaggiamento elettrico della macchina (io non dico quali siano questi morsetti) e quindi in capo al fabbricante della macchina che è l'omino che ci mette il nome in targa, predispone un FT e la conseguente DdC.

Abbiamo un palese esempio di macchina assimilabilabile: i cancelli automatici.

Concorono alla costruzione della medesima il fabbro che fa il cancello, l'azienda che fa il KIT di automazione e l'installatore che mette tutto assieme.

Chi è il costruttore? Ovviamente l'installatore.

Per paragone se uno fornisce una cassa in metallo con un motore E non rilascia nessuna DdC, non possiamo certo imputargli il ruolo di fabbricante MA se al contrario se ne assume volontariamente l'impegno, come fa a spiegare al giudice che un motore elettrico azionato da energia elettrica non richiede una sua valutazione dei rischi? Impossibile al massimo grado.
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[20] Re: Dichiarazione di conformità o di incorporazione ?

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 26 set 2014, 9:22

I rischi vanno valutati, anche quelli elettrici. Lo dice la direttiva.
Ciò che sto discutendo però è il risultato della valutazione (1) e la DdC che segue la macchina (2).
Mi sembra non siamo d'accordo su questi punti.
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