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Incidente al Giglio della Costa Concordia

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[131] Re: Incidente al Giglio della Costa Concordia

Messaggioda Foto Utenteattilio » 19 gen 2012, 1:35

La discussione si sta facendo lunga e non so se il link che vado ad allegare sia già stato proposto da qualcuno prima di me, nel qual caso me ne scuso.

Ascoltatelo fino alla fine, e prendetela come una pausa di riflessione.
http://video.repubblica.it/rubriche/la-fotografia/de-falco-troppo-facile-chiamarlo-eroe/86060/84449
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[132] Re: Incidente al Giglio della Costa Concordia

Messaggioda Foto Utenteguzz » 19 gen 2012, 1:51

sarà l'ora, ma l'ascolto di quel video mi ha lasciato un po' così.
quelle parole sono tragicamente vere.

in ogni caso definire de falco un eroe è una esagerazione tipicamente giornalistica.
l'eroe è il batterista della nave che ha lasciato il posto al bambino ed ora è disperso, oppure il commissario che si è messo a coordinare l'evacuazione restando incastrato nel relitto, o tutte le piccole storie successe quella notte che probabilmente non sapremo mai.
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[133] Re: Incidente al Giglio della Costa Concordia

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 19 gen 2012, 2:26

Ho ascoltato il video di Foto Utenteattilio e non sono affatto d' accordo con quello che dice il giornalista. Forse egli parla di se stesso, di sicuro non parla ne di me, ne di mio Papaà e mio Nonno buone anime.
No, se lui vuole assomigliare all' Italiano figurato da Alberto Sordi nei suoi film e come schettino parli per lui ma non lo faccia per me. Io ho fatto il militare e non so se il giornalista, che tanto parla di ordini e non oirdini, lo abbia fatto o, come forse seguendo la linea italiota, lo abbia evitato o passato come "imboscato". :evil:
De Falco non è un eroe non perché lo dice un pennivendolo ma per questo motivo.

Da questo link De Falco dalle urla alle lacrime "Macché eroe, dovevo salvarli tutti" - Repubblica.it

LIVORNO - Capita di essere o diventare quello che forse si è ma che non si vuole essere. Neppure per il breve spazio di un giorno. Un eroe. "Gesù, che ho fatto di straordinario? Io ho fatto solo il mio dovere. Quello che avrebbe fatto qualunque altro uomo, donna, marinaio al mio posto quella notte". Il capitano di fregata Gregorio De Falco, classe 1964, ha la cantilena dolce di chi è nato a Napoli ed è cresciuto a Ischia. "Sant'Angelo di Ischia. Ci tengo". Ed è l'unica civetteria di un uomo che non dorme da quattro giorni, con le gote traslucide della pomata che serve a mare per evitare che la pelle si spacchi per il freddo e il sole.

"Comandante, comandante c'è un mayday" lo richiama una sorridente sottocapo della Guardia costiera. Lui si gira di scatto: "Ma che dici?". E lei ridendo: "Sono le sue figlie, vorrebbero sapere se è ancora vivo, e soprattutto dov'è". Maria Rosaria e Carla hanno 12 e 5 anni e con la madre, Raffaella sono il suo mondo. Alloggiano con lui in una delle foresterie della guardia costiera di Livorno dove lui, Gregorio, è arrivato nel 2005, come capo della sezione operativa. Arrivava da tre anni di comando della Capitaneria di porto di Santa Margherita Ligure e, prima di allora, da Genova e Mazzara Del Vallo. Le sue prime destinazioni, dopo il concorso in Guardia costiera nel 1994, l'accademia a Livorno e una laurea in giurisprudenza da fuori sede alla statale di Milano. Una prima volta per una famiglia (Gregorio, il fratello Domenico e la sorella Ines) che di marinai non ne aveva mai avuti.
Facebook e ogni genere di social network si scambiano da ore gli audio delle sue conversazioni con il comandante Francesco Schettino come fossero la metafora epica della lotta tra eroismo e codardia. In un curioso incrocio di destini in cui l'eroe e il codardo parlano lo stesso dolce dialetto, il napoletano. Epperò come spesso accade, la furia lucida e indignata di quella notte di questo capitano di fregata - "Glielo ordino torni a bordo di quella nave, cazzo" - non rende ragione di un'indole. Il capitano di fregata Gregorio De Falco, da venerdì notte piange. Ha pianto all'alba di sabato 14 quando ha avuto chiaro che nel ventre della balena ferita erano rimasti donne, uomini forse bambini. Ha pianto di rabbia - come conferma uno dei suoi superiori - mordendosi il labbro inferiore pensando alla irragionevole "disumanità" di un altro comandante che dà le spalle a chi gridando viene inghiottito dall'acqua gelida. "È vero sì, piango, mi capita di piangere, non credo sia una debolezza. L'umanità non è una debolezza".
"Vi posso chiedere un favore? Dimenticatevi di me. Smettete di parlare di me. L'eroe non sono io". Eppure, l'intuizione che sulla Concordia stava succedendo qualcosa... "L'intuizione? L'eroe è il mio sottocapo Alessandro Tosi, è lui che ha capito tutto quella notte. È lui che alle 22,07 guardando un puntino verde su un monitor senza sapere nulla che non fosse una telefonata dai carabinieri di Prato mi ha detto, "comandante, quella nave da crociera va troppo piano, 6 nodi... che ci fa a 6 nodi e a rotta invertita la Concordia? Comandante, chiamiamoli. Lì c'è un guaio". Capite chi è l'eroe?". Sì ma... "Sì ma niente. Un altro eroe? Sapete chi ha salvato quasi tutte le persone quella notte dopo che il comandante aveva abbandonato la nave? Un ragazzo meraviglioso del nostro elisoccorso. Marco Savastano. È questo il nome che dovete scrivere. E dovreste fare una pagina di soli nomi di marinai della Guardia costiera, della Marina militare, della Finanza, dei carabinieri, dei vigili del fuoco, della Protezione civile, che quella notte hanno dimenticato se stessi per gli altri. Savastano, dicevo. Lo hanno calato su quella nave al buio, con una muta invernale e un palmare, non una radio, non un filo con noi. Si è buttato a capofitto lì dentro senza pensare alla sua vita ma a quella di chi cercava di salvare. Si muoveva in un ambiente che non conosceva, tra suppellettili sfasciate, acqua, passeggeri che gridavano al buio. Chi è l'eroe? Io che strillavo con Schettino o lui, che ascoltava le urla di supplica di quelli che volevano essere salvati e non capivano perché perdeva tempo ad imbracare alle barelle spinali i feriti più gravi da tirare su con l'elisoccorso?".

Ascoltando De Falco capisci perché, quando chiedi di lui in caserma, di come sia la vita in questo parallelepipedo color ocra, casa della Guardia costiera, che guarda il mare di Livorno ti rispondono che il comandante de Falco "è l'ufficiale più generoso, l'uomo più disponibile della nostra piccola famiglia". E capisci anche perché, in queste ore, ripeta come un mantra una sola richiesta: "Io ora ho bisogno di silenzio". Per dormire? "Per lavorare. Per capire cosa è accaduto e se c'è ancora solo una possibilità di trovare qualcuno vivo, perché il mio mestiere è questo, soccorrere. Per questo quella notte urlavo". De Falco saluta. Nella mano destra ha un sacchettino che tiene stretto. Cos'è? "Un regalo di due amici. Me l'hanno portato stamattina dicendo che mi volevano ringraziare per quello che ho fatto. È un libro, la biografia di Steve Jobs. Non so quando potrò cominciare a leggerlo. Magari comincerà mia moglie. Buon lavoro"


E la sua frase, tanto denigrata dal pennivendolo del video ma assolutamente normale in ambito militare e di emergenze, ha un posto nella mia firma e rappresenta quella Italia silenziosa che lavora con coscienza e non cerca amicizie per far carriera e che non ricerca il palcoscenico per apparire.

Scusate lo sfogo.
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[134] Re: Incidente al Giglio della Costa Concordia

Messaggioda Foto Utentebabbucciodonosor » 19 gen 2012, 7:16

Sapete una cosa, sono purtroppo giorni che discutiamo di questa sciagura e i signori della casta la stanno usando per mettere a tacere una catastrofe ben più grave, la Sicilia sta esplodendo e questi, non so neanche come chiamarli , mettono come notizia più importante lo sciopero dei tassisti. Ho avuto poco fa notizie di prima mano su quello che sta succedendo, la Sicilia è in ginocchio, e i telegiornali parlano di " disagi", manca carburante alimentari, negozi che vengono fatti chiudere, oggi alcune aziende non riusciranno a consegnare medicinali, hanno i mezzi fermi per totale mancanza gasolio, una rivolta che non cova più sotto la cenere, se non cambiano le cose quanto prima inizierà una nuova rivolta sul tipo di quella di Reggio Calabria degli anni '70, e i nostri politicanti continuano a cantare "Tutto va ben madama la marchesa". Qui non è soltanto Schettino che ha abbandonato la nave, Monti Napolitano e tutti gli altri 2999 politici di ogni colore e razza l'hanno abbandonata, spero soltanto che non ci sia nessuno che gli intimi : Tornate a bordo ca@@o. Magari è la volta buona che riusciamo a scrollarci di dosso questi succhiasangue.
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[135] Re: Incidente al Giglio della Costa Concordia

Messaggioda Foto Utenteasdf » 19 gen 2012, 8:14

Anche io come Foto UtenteTardoFreak non sono affatto d'accordo con quanto espresso, da quello che lui giustamente chiama pennivendolo (termine azzeccatissimo, che condivido e che userò in questo post per definire il giornalista in questione), nel video.

Per vari motivi.

Primo.
Nel video viene detto che De Falco avrebbe dovuto essere più mansueto con Schettino e dirgli cose del tipo:"Non ti ricordi quello che ci hanno insegnato....etc etc". Ma dico io: in un momento di emergenza tragica come quello come cacchio si fa ad essere calmi e a dire ad un comandante che scappa e che è riluttante a salire (anche se riluttante è dire poco): "Ti ricordi di quello che ci hanno insegnato..." e frasi "dolci" del genere. in###

Secondo.
Il giornalista non ha precisato come De Falco abbia più volte detto di non essere un eroe, come segnalato nel link di Foto UtenteTardoFreak (peraltro della stessa testata giornalistica dove lavora il pennivendolo del video per l'appunto, quindi mi chiedo: ma molti giornalisti che cacchio fanno prima di realizzare un servizio o un articolo, non si informano nemmeno di ciò che è stato scritto e pubblicato dalla propria testata? :roll: ).

Terzo.
Si dice, sempre nel video, che De Falco non avrebbe dovuto dire che ha pianto, perché un comandante (o un ufficiale ora non ricordo le parole esatte) non svela mai le sue lacrime. Altra caxxata presa ad hoc per creare un video ad effetto. Io credo che siamo tutti esseri umani e se De Falco ha ammesso di aver pianto quella notte non vedo dove sia l'errore.

Quarto.
Il pennivendolo mette in luce come il dare ordini e dire parolacce sia un'abitudine tutta italiana (o italiota) di comportarsi, cioè di fare il capetto, di dare ordini.
E' vero: l'Italia è piena di tanti capetti che si atteggiano a grandi uomini e grandi donne e che poi di concreto non sanno far nulla, è piena di signori e signore presunti/e tali ma che all'atto pratico non sono nessuno.
Ma qui, anzi quella notte, la situazione era completamente diversa e non credo che De Falco abbia voluto fare il capetto urlando. Quindi: altra grande caxxata del pennivendolo.

Quinto (ed ultimo).
In questo video noto un'abitudine tutta italiota di raccontare le cose. Se posso esprimere un parere personale sul mondo della stampa, beh .... lasciamo stare.
Avrei voluto tanto vedere il giornalista in questione trovarsi in quella situazione: cosa avrebbe fatto? Avrebbe cercato di far salire Schettino sulla nave parlandogli in maniera calma e dolce o lo avrebbe giustamente redarguito e spronato anche con un "caxxo" come fatto da De Falco?

Mah...
Perdonate il mio sfogo.

Buona giornata a tutti.
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[136] Re: Incidente al Giglio della Costa Concordia

Messaggioda Foto Utenteasdf » 19 gen 2012, 12:24

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[137] Re: Incidente al Giglio della Costa Concordia

Messaggioda Foto Utenteattilio » 19 gen 2012, 12:27

Che volete che vi dica, sicuramente tutti avreste fatto meglio di Schettino al suo posto in quanto a diligenza e senso di responsabilità... Ma l' italia e gli italiani sono anche questo, forti e impavidi nelle disavventure altrui, maestri del come si sarebbe dovuto fare quando ormai le cose sono fatte.

Ovviamente c'è davvero chi come TardoFreak, grazie agli esempi di vita ricevuti può essere certo di non appartenere ad una certa categoria tutta italica, ma penso anche che tra i tanti che belano in questo momento, sono in molti che avrebbero abbandonato la nave prima del tempo.

Nessuno ha detto che De Falco abbia voluto (o potuto, vista la sua posizione) fare l' eroe, credo si parlasse più che altro di immaginario collettivo e come lo stesso De Falco ha scritto alla fine i veri eroi sono altri.

Tuttavia per qualche strana ragione sintattica, quella frase ha fatto il giro del mondo, si trova stampata su magliette così come nella firma di TardoFreak e probabilmente verrà utilizzata a sproposito dalla più mediocre satira italica.

Quello che ho interpretato è che alla fine della fiera comunque, quella frase (così come tutto il discorso) del Comandante De Falco non ha sortito grandi effetti, rimane in tutta la sua disperazione, l' impartizione di un comando (a cui onestamente non ho capito se poi Schettino abbia obbedito o meno) urlato, gridato e colorato, come ovvio in determinati momenti di trambusto, ma operato verso una persona che si trovava ormai fuori dal contesto, per panico e/o per codardia... E del resto non credo che usando termini più "teneri" egli avesse potuto convincere il capitano a risalire sulla nave.

Il discorso penso fosse generico, forse inutile, ma rivolto alla "necessità" di trovare in ogni situazione l' eroe e l' anti eroe; Da queste cose poi nascono altri "modelli" da imitare o da cui prendere le distanze.

E lapalissiano che l' italia è piena di tanti Scehttino e di altrettanti De Falco, ma il secondo non compensa gli errori del primo.

Il problema è che non abbiamo bisogno di nuovi eroi, ma solo di gente che faccia il proprio dovere nel migliore modo possibile.

Ma questa purtroppo è pura utopia.

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Ho avuto poco fa notizie di prima mano su quello che sta succedendo, la Sicilia è in ginocchio, e i telegiornali parlano di " disagi", manca carburante alimentari, negozi che vengono fatti chiudere, oggi alcune aziende non riusciranno a consegnare medicinali

perché pensi forse che a qualcuno possa giovare mandare in onda determinate notizie? In questo momento poi...

Durante gli scioperi e le manifestazioni a cui ho partecipato (solo pochi mesi fa) durante la vertenza relativa alla chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, le televisioni avevano l' ordine categorico di non venirci a filmare, la gente non capiva... Scajola prima e Romani dopo avevano già detto che il problema era risolto... l' occpuazione sarebbe addirittura quasi raddoppiata... PROPAGANDA, ignobile PROPAGANDA, ma nella pentola non c' era (e non c' è) ancora un bel niente! Tutta carta e buoni propositi!

L' importante è essere consapevoli che siamo costantemente sottoposti a censura sistematica su tutte le questioni importanti che "i comandanti" non riescono ad affrontare e risolvere...

e noi ci indignamo e scandalizziamo di Schettino... ma per favore!
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[138] Re: Incidente al Giglio della Costa Concordia

Messaggioda Foto Utenteshadonvy » 19 gen 2012, 13:52

babbucciodonosor ha scritto:Sapete una cosa, sono purtroppo giorni che discutiamo di questa sciagura e i signori della casta la stanno usando per mettere a tacere una catastrofe ben più grave, la Sicilia sta esplodendo e questi, non so neanche come chiamarli , mettono come notizia più importante lo sciopero dei tassisti. Ho avuto poco fa notizie di prima mano su quello che sta succedendo, la Sicilia è in ginocchio, e i telegiornali parlano di " disagi", manca carburante alimentari, negozi che vengono fatti chiudere, oggi alcune aziende non riusciranno a consegnare medicinali, hanno i mezzi fermi per totale mancanza gasolio, una rivolta che non cova più sotto la cenere,


Come al solito in italia non si fa informazione ma disinformazione. La notizia della Costa Concordia è sicuramente importante ma sta succedendo qualcosa di molto più grave in Sicilia
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[139] Re: Incidente al Giglio della Costa Concordia

Messaggioda Foto Utenteattilio » 19 gen 2012, 14:12

OT

Come al solito in italia non si fa informazione ma disinformazione.

Non è un problema solo italiano, e non si tratta di disinformazione ma di occultamento! il cui fine è quello di imbalsamare le coscienze ed evitare il peggio (per loro)

Ci troviamo in un regime (non solo quello capitalistico) che insegna fin da piccoli che certe cose non si possono cambiare, che il nostro potere è relativo e limitato a quello di votare i nostri rappresentanti (e sarebbe anche corretto che fosse così... fino ad un certo punto però)

Invece basta ragionarci sopra un po', per capire come, se dallo sdegno collettivo si passasse ai fatti altro che se la popolazione ha potere di cambiare le cose!

Non ci vuole molto a fare crollare un sistema economico se ci si organizza bene, ma i problemi sono molteplici, a partire dalla presa di coscienza di molti, che pur non mangiando in nessuna ciotola di questo sistema assurdo, sperano che le cose si possano risolvere ai piani alti, fino alla non precisa percezione di cosa possa accadere portando avanti certe forme di "protesta".

La verità è che certi movimenti prendono piede (e spesso è troppo tardi per sistemare le cose) quando si inizia ad avere realmente "fame" (e non solo a livello alimentare) e non sono discorsi sovversivi... è semplicemente la storia del passato (neanche troppo lontano) che si ripete.
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[140] Re: Incidente al Giglio della Costa Concordia

Messaggioda Foto Utentealev » 19 gen 2012, 14:43

E' anche necessario parlare dei risarcimenti da parte della compagnia http://avvertenze.aduc.it/comunicato/tr ... _19877.php
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