Tutto tace ...
Ho trovato questo:
https://www.rai.it/dl/doc/2022/01/06/1641477370053_RVS.pdf
Ciao
Mario
incidente funivia Stresa Mottarone
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Mario Maggi
https://www.evlist.it per la mobilità elettrica e filiera relativa
https://www.axu.it , inverter speciali, convertitori DC/DC, soluzioni originali per la qualità dell'energia
Innovazioni: https://www.axu.it/mm4
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mario_maggi
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Aggiornamento.
La relazione del collegio dei periti, incaricati dal tribunale di Verbania, ha stabilito che il cedimento della fune traente è stato conseguenza del deterioramento del cavo stesso in prossimità della, ormai nota, "testa fusa": il 68% dei fili presentavano "rotture da fatica o corrosione", quale condizione precedente all'incidente.
Pare che non tutti i controlli previsti venissero fatti.
inoltre, diverse le omissioni nei registri oltre alla mancanza delle registrazioni della scatola nera per periodi di alcuni mesi.
Saluti
La relazione del collegio dei periti, incaricati dal tribunale di Verbania, ha stabilito che il cedimento della fune traente è stato conseguenza del deterioramento del cavo stesso in prossimità della, ormai nota, "testa fusa": il 68% dei fili presentavano "rotture da fatica o corrosione", quale condizione precedente all'incidente.
Pare che non tutti i controlli previsti venissero fatti.
inoltre, diverse le omissioni nei registri oltre alla mancanza delle registrazioni della scatola nera per periodi di alcuni mesi.
Saluti
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WALTERmwp
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Sarà comunque un bel pasticcio legale per ripartire la responsabilità.
Ci sono tanti soggetti coinvolti, ognuno dei quali cercherà di rimbalzare più responsabilità possibile sugli altri.
Gli avvocati delle vittime, cercheranno di coinvolgere il più possibile la Leitner, colosso altoatesino delle funivie.
La proprietà è pubblica.
La gestione del concessionario Nerini.
La manutenzione, almeno una parte di essa, affidata alla Leitner che aveva rimodernato l'impianto nel 2016 e della quale era anche dipendente il direttore di esercizio. Poi, altre aziende erano coinvolte per questo o quello.
Il cavo, che era quasi giunto al termine della sua vita operativa, si è danneggiato in prossimità della testa fusa, quindi non nella parte verificata periodicamente con l'esame magnetoinduttivo che pare fosse svolto con regolarità. Alle estremità la verifica è solo visiva ma in ogni caso la testa fusa va rifatta a scadenze ravvicinate, ogni volta eliminando un tratto di cavo. Pare che questo fosse lavoro della Leitner.
Poi, ovviamente, c'è l'altra parte di responsabilità, gravissima, di chi ha permesso che la cabina viaggiasse con i freni di emergenza disinseriti. Se i freni avessero funzionato, avrebbero recuperato i passeggeri bloccati in cabina con il carrello di soccorso o calandoli con le corde, così come era successo nel luglio 2001, ma non ci sarebbe stata alcuna tragedia.
Ci sono tanti soggetti coinvolti, ognuno dei quali cercherà di rimbalzare più responsabilità possibile sugli altri.
Gli avvocati delle vittime, cercheranno di coinvolgere il più possibile la Leitner, colosso altoatesino delle funivie.
La proprietà è pubblica.
La gestione del concessionario Nerini.
La manutenzione, almeno una parte di essa, affidata alla Leitner che aveva rimodernato l'impianto nel 2016 e della quale era anche dipendente il direttore di esercizio. Poi, altre aziende erano coinvolte per questo o quello.
Il cavo, che era quasi giunto al termine della sua vita operativa, si è danneggiato in prossimità della testa fusa, quindi non nella parte verificata periodicamente con l'esame magnetoinduttivo che pare fosse svolto con regolarità. Alle estremità la verifica è solo visiva ma in ogni caso la testa fusa va rifatta a scadenze ravvicinate, ogni volta eliminando un tratto di cavo. Pare che questo fosse lavoro della Leitner.
Poi, ovviamente, c'è l'altra parte di responsabilità, gravissima, di chi ha permesso che la cabina viaggiasse con i freni di emergenza disinseriti. Se i freni avessero funzionato, avrebbero recuperato i passeggeri bloccati in cabina con il carrello di soccorso o calandoli con le corde, così come era successo nel luglio 2001, ma non ci sarebbe stata alcuna tragedia.
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Ripropongo il documento che6367 ha scritto:(...) Il cavo, che era quasi giunto al termine della sua vita operativa, si è danneggiato in prossimità della testa fusa, quindi non nella parte verificata periodicamente con l'esame magnetoinduttivo che pare fosse svolto con regolarità. Alle estremità la verifica è solo visiva ma in ogni caso la testa fusa va rifatta a scadenze ravvicinate, ogni volta eliminando un tratto di cavo (...)
Per quanto riportato nell'articolo che cita in virgolettato parte della relazione del collegio dei periti è acclarata la mancanza di controlli:
Più specificatamente, per quali tipi di controlli e periodi si scriva di omissioni, presumo che la relazione ne dia conto.Varesenews.it ha scritto che la perizia ha scritto:”(...) La normativa richiede che vengano condotti specifici e programmati controlli alla fune traente in corrispondenza dell’attacco della medesima con la testa fusa finalizzati alla sostituzione della testa fusa all’apparire dei primi segnali di degrado. Questo proprio perché è noto (cfr Circolare 130/1987) che in corrispondenza di tale innesto con più probabilità possano avvenire rotture a fatica e fatica/corrosione di questo tipo. Dalle analisi mostrate nella presente perizia con ragionevole certezza ingegneristica, si dimostra che negli ultimi mesi i controlli, peraltro non ritrovati in alcun Registro, non sono stati effettuati; una corretta attuazione dei controlli stessi avrebbe consentito di rilevare i segnali del degrado, ovvero la presenza di anche un solo filo rotto o segni di corrosione, e quindi di sostituire la testa fusa, così come previsto da norme (...)”
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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La tragedia del Mottarone, mette in evidenza il problema degli impianti a fune e ferroviari, per così dire, minori.
Ci sono gli impianti delle più celebri località montane che durante l’alta stagione, estiva e invernale, staccano tanti biglietti per turisti, sciatori, alpinisti.
Sono gli impianti che portano tanto incasso ai loro gestori, sono sottoposti a continua manutenzione e ogni un certo numero di anni, sono completamente rimodernati o rifatti per passare alla nuova tecnologia, più moderna ed efficiente.
Poi ci sono gli impianti che lavorano molto meno, in località minori come Stresa che, per quanto rinomate, non sono centri montani: pochi passeggeri, stagioni di lavoro più brevi. Per di più, la funivia del Mottarone, che in realtà è fatta di due tronconi separati, soffre della concorrenza… della strada, che molti trovano più conveniente per arrivare sul Mottarone!
Sono impianti, costruiti decenni fa (negli anni ’60 nel caso del Mottarone), quando magari costava di meno farli o con un forte contributo pubblico, ma senza comunque considerare il conto economico negli anni, tenendo anche conto dell’indispensabile manutenzione periodica e straordinaria. Ci si illudeva che, una volta costruita la funivia, essa si sarebbe mantenuta per sempre con i biglietti, senza pensare che prima o poi avrebbe avuto bisogno di manutenzione pesante se non del completo rifacimento
In più, come se non bastasse, negli ultimi tempi, ci si era messa in mezzo la pausa Covid a fermare gli incassi.
Gli incassi, per questi impianti, coprono a mala pena le spese ordinarie. Chi li gestisce, per forza, farà la manutenzione al minimo necessario.
Senza andare tanto lontano, dall’altra parte del lago c’è la storica bidonvia del Sasso del Ferro, anno di costruzione 1963, vecchio impianto monofune ad ammorsamento fisso.
Non ricordo i dettagli, ma un po’ di anni fa ha rischiato la chiusura per la mancanza dei fondi necessari per la sostituzione del cavo ormai giunto a fine vita.
I fondi sono stati trovati e nel 2006 l’impianto è stato completamente rinnovato, pur restando sostanzialmente invariata la tecnologia.
Vedremo alla prossima manutenzione straordinaria.
Altro esempio non lontano, è la funivia di Monteviasco, a doppio cavo e singola cabina a va e vieni terminata nel 1989. Pensate, è l’unico collegamento con il mondo del borgo che altrimenti è raggiungibile solo per sentiero. Persino la trasmissione Portobello si era interessata alla realizzazione della funivia preziosa per la vita del borgo. Chiaramente, mentre d’estate c’erano un po’ di turisti che pagavano il biglietto, nella bassa stagione l’impianto era attivato solo su prenotazione. Nonostante la manutenzione effettuata, nel 2018 l’impianto è stato fermato a causa di un tragico incidente ove aveva perso la vita un tecnico (in questi ultimi anni di fermo, il collegamento è stato garantito dai carabinieri che ogni giorno a piedi portavano rifornimenti e conforto ai pochi abitanti del paese, compresa la messa di Natale). Adesso, nel 2022, l’impianto è stato rimesso in sicurezza, sempre con denari pubblici, pronto per ripartire, ma non si trova alcun gestore disposto a prenderlo in gestione (a proposito, se qualche volontario vuole cambiare mestiere può farsi avanti).
Faccio anche un esempio di quello che non è stato portato a termine: il trenino di Cogne (o ferrovia del Drinc). Erede di una storica ferrovia elettrica utilizzata per le miniere sino al 1979, per decenni si era pensato di riattivarla, rimodernata, come trenino turistico. Molti costosi lavori di ammodernamento erano già stati stati fatti, fino a oltre gli anni 2000, compreso l’acquisto del nuovo materiale rotabile. Succedutesi nei decenni le amministrazioni, alla fine si decise di mandare tutto a monte, essenzialmente perché, una volta finanziata la ferrovia, non si sapeva chi avrebbe potuto sostenerne i pesanti costi di gestione e manutenzione, ben oltre l'ipotetico incasso dei biglietti, costi sempre più elevati anche a causa delle nuove più severe normative in materia di sicurezza. I nuovi treni acquistati e mai circolati, sono stati messi in vendita. Sulla vicenda, la Corte dei Conti aprì un procedimento che si risolse con qualche condanna.
Ci sono gli impianti delle più celebri località montane che durante l’alta stagione, estiva e invernale, staccano tanti biglietti per turisti, sciatori, alpinisti.
Sono gli impianti che portano tanto incasso ai loro gestori, sono sottoposti a continua manutenzione e ogni un certo numero di anni, sono completamente rimodernati o rifatti per passare alla nuova tecnologia, più moderna ed efficiente.
Poi ci sono gli impianti che lavorano molto meno, in località minori come Stresa che, per quanto rinomate, non sono centri montani: pochi passeggeri, stagioni di lavoro più brevi. Per di più, la funivia del Mottarone, che in realtà è fatta di due tronconi separati, soffre della concorrenza… della strada, che molti trovano più conveniente per arrivare sul Mottarone!
Sono impianti, costruiti decenni fa (negli anni ’60 nel caso del Mottarone), quando magari costava di meno farli o con un forte contributo pubblico, ma senza comunque considerare il conto economico negli anni, tenendo anche conto dell’indispensabile manutenzione periodica e straordinaria. Ci si illudeva che, una volta costruita la funivia, essa si sarebbe mantenuta per sempre con i biglietti, senza pensare che prima o poi avrebbe avuto bisogno di manutenzione pesante se non del completo rifacimento
In più, come se non bastasse, negli ultimi tempi, ci si era messa in mezzo la pausa Covid a fermare gli incassi.
Gli incassi, per questi impianti, coprono a mala pena le spese ordinarie. Chi li gestisce, per forza, farà la manutenzione al minimo necessario.
Senza andare tanto lontano, dall’altra parte del lago c’è la storica bidonvia del Sasso del Ferro, anno di costruzione 1963, vecchio impianto monofune ad ammorsamento fisso.
Non ricordo i dettagli, ma un po’ di anni fa ha rischiato la chiusura per la mancanza dei fondi necessari per la sostituzione del cavo ormai giunto a fine vita.
I fondi sono stati trovati e nel 2006 l’impianto è stato completamente rinnovato, pur restando sostanzialmente invariata la tecnologia.
Vedremo alla prossima manutenzione straordinaria.
Altro esempio non lontano, è la funivia di Monteviasco, a doppio cavo e singola cabina a va e vieni terminata nel 1989. Pensate, è l’unico collegamento con il mondo del borgo che altrimenti è raggiungibile solo per sentiero. Persino la trasmissione Portobello si era interessata alla realizzazione della funivia preziosa per la vita del borgo. Chiaramente, mentre d’estate c’erano un po’ di turisti che pagavano il biglietto, nella bassa stagione l’impianto era attivato solo su prenotazione. Nonostante la manutenzione effettuata, nel 2018 l’impianto è stato fermato a causa di un tragico incidente ove aveva perso la vita un tecnico (in questi ultimi anni di fermo, il collegamento è stato garantito dai carabinieri che ogni giorno a piedi portavano rifornimenti e conforto ai pochi abitanti del paese, compresa la messa di Natale). Adesso, nel 2022, l’impianto è stato rimesso in sicurezza, sempre con denari pubblici, pronto per ripartire, ma non si trova alcun gestore disposto a prenderlo in gestione (a proposito, se qualche volontario vuole cambiare mestiere può farsi avanti).
Faccio anche un esempio di quello che non è stato portato a termine: il trenino di Cogne (o ferrovia del Drinc). Erede di una storica ferrovia elettrica utilizzata per le miniere sino al 1979, per decenni si era pensato di riattivarla, rimodernata, come trenino turistico. Molti costosi lavori di ammodernamento erano già stati stati fatti, fino a oltre gli anni 2000, compreso l’acquisto del nuovo materiale rotabile. Succedutesi nei decenni le amministrazioni, alla fine si decise di mandare tutto a monte, essenzialmente perché, una volta finanziata la ferrovia, non si sapeva chi avrebbe potuto sostenerne i pesanti costi di gestione e manutenzione, ben oltre l'ipotetico incasso dei biglietti, costi sempre più elevati anche a causa delle nuove più severe normative in materia di sicurezza. I nuovi treni acquistati e mai circolati, sono stati messi in vendita. Sulla vicenda, la Corte dei Conti aprì un procedimento che si risolse con qualche condanna.
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https://www.lastampa.it/verbano-cusio-o ... e-9082142/
Futuro del Mottarone: il niovo impianto costerà 50 milioni di euro: “Sarà un’alleanza pubblico-privato”
Angelo Miglietta, consulente del ministro del Turismo, ha fatto il punto insieme al sindaco di Stresa
Futuro del Mottarone: il niovo impianto costerà 50 milioni di euro: “Sarà un’alleanza pubblico-privato”
Angelo Miglietta, consulente del ministro del Turismo, ha fatto il punto insieme al sindaco di Stresa
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Un impianto è ragionevolmente sicuro se gestito con criterio, la figura responsabile deve applicarsi con scrupolo e attenzione.
Qualcuno potrebbe cercare delle scorciatoie, omettere controlli e mancare interventi là dove sarebbe bene fare prevenzione se non addirittura la manutenzione programmata ordinaria e straordinaria.
Poi ci sono le verifiche alle quali sono deputati gli ispettori, prioritariamente a tutela dell'utenza, ma non solo, del gestore e della struttura stessa negli interessi della collettività.
Mentre la vicenda di questo thread è ancora aperta, oggi, purtroppo, questa è la situazione.
Espressione dell'ennesima contraddizione.
Saluti
Qualcuno potrebbe cercare delle scorciatoie, omettere controlli e mancare interventi là dove sarebbe bene fare prevenzione se non addirittura la manutenzione programmata ordinaria e straordinaria.
Poi ci sono le verifiche alle quali sono deputati gli ispettori, prioritariamente a tutela dell'utenza, ma non solo, del gestore e della struttura stessa negli interessi della collettività.
Mentre la vicenda di questo thread è ancora aperta, oggi, purtroppo, questa è la situazione.
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WALTERmwp
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Come al solito una marea di cose fatte a vanvera.
Io pero mi chiedo se il problema non sia risolto raddoppiando le persone dei controlli, ma forse rendere chiara la certezza di essere perseguiti legalmente e passare anni in galera! Forse sarebbero gli stessi operatori che si preoccuperebbero di verificare la sicurezza dell'operato.
Fino a quando in Italia nessuno è responsabile di niente, (specialmente chi comanda, non ne ha mai di colpe), le cose saranno sempre fatte nel modo più semplice e che rechino meno costi/fatiche a farle. E va bene così.
saluti.
Io pero mi chiedo se il problema non sia risolto raddoppiando le persone dei controlli, ma forse rendere chiara la certezza di essere perseguiti legalmente e passare anni in galera! Forse sarebbero gli stessi operatori che si preoccuperebbero di verificare la sicurezza dell'operato.
Fino a quando in Italia nessuno è responsabile di niente, (specialmente chi comanda, non ne ha mai di colpe), le cose saranno sempre fatte nel modo più semplice e che rechino meno costi/fatiche a farle. E va bene così.
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lelerelele
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Aggiornamento: la conclusione delle indagini ha stabilito pure la mancanza dei controlli visivi mensili.
E' parere della procura che se fossero stati fatti avrebbero evidenziato il deterioramento e conseguente "dismissione" della fune.
Al processo vanno otto soggetti: sei persone e due società.
Invece, chissà se la carenza d'organico degli ispettori( [ 197 ] ) ha trovato una soluzione?
Saluti
E' parere della procura che se fossero stati fatti avrebbero evidenziato il deterioramento e conseguente "dismissione" della fune.
Al processo vanno otto soggetti: sei persone e due società.
Invece, chissà se la carenza d'organico degli ispettori( [ 197 ] ) ha trovato una soluzione?
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Come emerge in questi giorni dal processo per il ponte morandi io credo che il problema principale sia il problema tutto italiano del "Tengo famiglia".
Probablimenti tutti sapevano che i controlli periodici alla funivia non venivano fatti, tutti sapevano che la manutenzione era carenta ma perché prendersi la responsabilità di denunciare e perdere il lavoro.
Probablimenti tutti sapevano che i controlli periodici alla funivia non venivano fatti, tutti sapevano che la manutenzione era carenta ma perché prendersi la responsabilità di denunciare e perdere il lavoro.
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luxinterior
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