Per quanto mi possa impegnare, mi è impossibile elogiare adeguatamente la bellezza. Parlarne, descriverla, e' come l'accordare la propria amicizia. Occorre essere molto cauti.
A questa parola si accordano i migliori pensieri, le migliori sensazioni, le più alte aspirazioni. La vetta delle vette, il paradiso dell'intelletto.
Ho apprezzato molto il tema ed i richiami che mi sono stati fatti. Alcuni più fedeli ormai sanno, che nel mio caso, la bellezza si stimola con l'ascolto di una sinfonia. Mhaler, Brukner, Berlioz, Respighi, ma praticamente molto del lavoro fatto dagli anni mille in avanti, che non sia cantato, (fatta eccezione per il gregoriano e poco altro), fino ad oggi, che non siano canzonette da tre minuti.
Da lungo tempo, tanto che non lo so collegare ad un periodo, osservo il brutto inganno che offre la vista ai nostri sensi. Alla vista, almeno, mi sembra di percepire, accordiamo molta, troppa fiducia agli stimoli che ci porta ed offre. Mi ha molto colpito ad esempio il primo intervento di DNE, che affidava ad uno senso diverso dalla vista le sue elucubrazioni.
Per quanto anche un improvviso accadimento, uno sguardo, un suono, un profumo, possa stimolare ricordi piacevoli, allontanare temporaneamente brutti pensieri e meritare l'aggettivo di "piacevole", è, oso dire, solo con la calma e la lenta meditazione che si possono affermare sensazioni piacevoli.
Ecco che l'insieme di quanto ho appena scritto, oltre, evidentemente, alle vicissitudini del passato che plasmano ciascuno di noi in modo unico e soggettivo, mi trovo ad accordare ad una bella sinfonia i miei migliori piaceri. Mentre una canzone, le parole che ne escono, stimolano in me brutte sensazioni, sgradevoli, una sinfonia, riesce ad allontanare poco per volta i pensieri. Ascoltando una sinfonia ci si distacca dall'inganno portato dalla vista. I pensieri, il cervello trova il modo quasi di distaccarsi dalla quotidianità, portandosi poco alla volta in un senso di estasi di puro pensiero libero. Non vuoto. Non lontananza da tutto.
Ecco che mi mancano parole e pensieri adeguati. Scrivendo queste mie idee ho annoiato qualcuno. Mi allontano in silenzio, così da non guastare oltre.
Elogio della bellezza
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Vorrei segnalare a
DarwinNE e a tutti un libretto appena uscito che mi è parso interessante, anche se l'ho solo sfogliato, finora. E' "L'apparire del bello" di Umberto Curi, pubblicato da Bollati Boringhieri.
buona lettura!
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clavicordo
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Candy ha scritto:P osservo il brutto inganno che offre la vista ai nostri sensi. Alla vista, almeno, mi sembra di percepire, accordiamo molta, troppa fiducia agli stimoli che ci porta ed offre. Mi ha molto colpito ad esempio il primo intervento di DNE, che affidava ad uno senso diverso dalla vista le sue elucubrazioni.
Molto interessante. Per quanto mi riguarda, la vista è molto importante e pur avendo a quanto pare un'ottima memoria visiva, trovo più emozionante l'ascolto di un bel brano musicale (anche se ci sono quadri che mi piacciono molto e non so perché... vedi quello che ho detto prima su Tiziano).
Come si è visto sopra, ho una nettissima preferenza per la musica vocale, ma la cosa non mi impedisce di aver ascoltato un certo numero di volte indecente il brano della sinfonia di Mahler suggerito da
In tantissime esecuzioni (anche rinomate), si muore sì... ma di noia! Invece gli interpreti del video (I Fagiolini, che sono anche attori) hanno capito perfettamente a che genere di petite mort il testo di Maurizio Moro si riferisce...
Un altro brano a me molto caro è la ciaccona finale della cantata BWV 150 di J. S. Bach. Una ciaccona è un brano costruito sempre sullo stesso basso, in un certo senso è ripetitivo e sta al compositore introdurre elementi di varietà. Il ritardo del soprano (una dissonanza che si risolve) a 0:51 mi fa venire la pelle d'oca.
Bach, Bach, Bach... Che bello ascoltare musica che ha una struttura!
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DarwinNE
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Vorrei segnalare alcune opere di una compositrice che ho ascoltato per caso: Missy Mazzoli. Non sono sempre un fanatico di musica contemporanea, ma nel suo caso c'è struttura, molto pathos emotivo e direi un'ottima conoscenza tecnica.
Ho ascoltato due o tre dei brani che lei propone su Youtube e devo dire che sono completamente sotto charme.
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DarwinNE
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Sono contento che ti sia piaciuto,
DarwinNE !
La tua musica è bella, ma io conosco poco la musica contemporanea.
Forse è per questo che io non sono molto emozionato. 
La tua musica è bella, ma io conosco poco la musica contemporanea.
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Sparafucile
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Non sono in grado di disquisire di bellezza ai vostri livelli, per cui il mio contributo qui è po' più...terra terra 
Non è bella, casa nostra?
Qui potete trovare una versione di dimensioni maggiori della stessa foto, scattata dall'equipaggio dell'Apollo 17 nel 1972 con una Hasselblad 70mm.
Qui, invece, una delle tante "Blue Marble" realizzate negli anni, per lo più come composizione di più scatti satellitari. Non mancate di impallarvi il PC visualizzando la 8000 x 8000 pixel
Non è bella, casa nostra?
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Fernecchio
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Riguardavo il post di
Candy e mi è venuto in mente che il titolo che
DarwinNE ha dato a questo thread comincia con "Elogio". Noi diamo per scontato che la bellezza meriti sempre un elogio ma non è così.
Consideriamo la musica. Diceva Umberto Balsamo, un cantautore degli anni '70 "se sei tu l'angelo azzurro / quest'azzurro non mi piace /la bellezza non mi dice /le parole che vorrei". Nella sua semplicità Balsamo riconosceva la bellezza (di una donna, nella canzonetta) eppure non l'elogiava, ma per motivi opposti a quelli di Candy. Mi sembra allora di vedere una sorta di funzione della bellezza, che per alcuni, per essere apprezzata, vissuta, deve portare significati esterni alla persona, come fanno la vista e le parole (musica da film, melodramma, musica su testi specifici); per altri, come per Candy, deve dare modo al cervello di
Non credo che Candy non sappia riconoscere la bellezza in un madrigale di Monteverdi o in un'opera lirica di Mozart; ma quella bellezza "non gli funziona", quindi non si sente di elogiarla. (Solo così mi spiego la sua predilezione per un autore, tra gli altri, come Bruckner, uno dei più pesanti che io conosca). Candy è un cultore di "musica pura", un po' come lo sono io.
A me le parole non disturbano perché tendo a togliere loro il significato lasciandone solo il suono; ma, come dice giustamente DarwinNE, se si vuole ascoltare e apprezzare un madrigale non si può prescindere dal testo, sul quale la musica è composta e al quale è molto strettamente legata, sia ai suoni delle parole sia ai loro significati. Nella musica pop e rock, spesso è meglio non comprendere i significati, mentre il suono delle parole è fondamentale.
Quanto detto per la musica vale naturalmente in tutti i campi: se noi siamo in grado di riconoscere la bellezza, non sempre ci sentiamo di elogiarla ...
Consideriamo la musica. Diceva Umberto Balsamo, un cantautore degli anni '70 "se sei tu l'angelo azzurro / quest'azzurro non mi piace /la bellezza non mi dice /le parole che vorrei". Nella sua semplicità Balsamo riconosceva la bellezza (di una donna, nella canzonetta) eppure non l'elogiava, ma per motivi opposti a quelli di Candy. Mi sembra allora di vedere una sorta di funzione della bellezza, che per alcuni, per essere apprezzata, vissuta, deve portare significati esterni alla persona, come fanno la vista e le parole (musica da film, melodramma, musica su testi specifici); per altri, come per Candy, deve dare modo al cervello di
quindi deve essere "musica pura".distaccarsi dalla quotidianità, portandosi poco alla volta in un senso di estasi di puro pensiero libero
Non credo che Candy non sappia riconoscere la bellezza in un madrigale di Monteverdi o in un'opera lirica di Mozart; ma quella bellezza "non gli funziona", quindi non si sente di elogiarla. (Solo così mi spiego la sua predilezione per un autore, tra gli altri, come Bruckner, uno dei più pesanti che io conosca). Candy è un cultore di "musica pura", un po' come lo sono io.
A me le parole non disturbano perché tendo a togliere loro il significato lasciandone solo il suono; ma, come dice giustamente DarwinNE, se si vuole ascoltare e apprezzare un madrigale non si può prescindere dal testo, sul quale la musica è composta e al quale è molto strettamente legata, sia ai suoni delle parole sia ai loro significati. Nella musica pop e rock, spesso è meglio non comprendere i significati, mentre il suono delle parole è fondamentale.
Quanto detto per la musica vale naturalmente in tutti i campi: se noi siamo in grado di riconoscere la bellezza, non sempre ci sentiamo di elogiarla ...
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DarwinNE ha scritto: un piccolo segnale chimico tra una sinapsi ed una spina dendritica, la scintilla inspiegabile e spregiudicata che ci fa restare a bocca aperta e che rende il mondo un posto migliore.
In questo modo, se la scintilla non c'è, per ragioni culturali o perché non si è sensibili all'argomento trattato, non ha senso parlare in senso oggettivo.
Mi pare invece che tu tenda a parlare di bellezza in maniera oggettiva, e difatti in uno dei messaggi di questa discussione sostieni la presenza di canoni più o meno oggettivi ed intemporali. In questa maniera, diventa lecita la tua perplessità: "ok, questa cosa soddisfa i canoni sopra citati e vi riconosco lo statuto di bell'oggetto/bell'opera, ma non mi suscita nulla di particolare."
Posso capire il problema perché so che esistono cose che potenzialmente potrebbero piacermi ma a cui non ho ancora dedicato abbastanza tempo per preparare terreno fertile alla famosa scintilla di cui sopra.
Un altro problema che mi sta a cuore è invece leggermente diverso: sarei in grado di riconoscere la vera bellezza quando questa viene presentata in un contesto inabituale? E' il problema posto da questa esperienza, celeberrima, in cui uno dei migliori violinisti del mondo suona (con uno Stradivari in mano) nel metro di Washington D.C. raccogliendo in un pomeriggio qualcosa di comparabile al costo di un solo biglietto di un suo concerto della sera prima.
http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/co ... 01721.html
The Washington Post ha scritto:No one knew it, but the fiddler standing against a bare wall outside the Metro in an indoor arcade at the top of the escalators was one of the finest classical musicians in the world, playing some of the most elegant music ever written on one of the most valuable violins ever made. His performance was arranged by The Washington Post as an experiment in context, perception and priorities -- as well as an unblinking assessment of public taste: In a banal setting at an inconvenient time, would beauty transcend?
Se fossi passato lì davanti, mi sarei fermato? Con la Ciaccona di J.S. Bach è probabile, ma con altri brani?
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DarwinNE
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Se tu fossi passato per quella metropolitana con la mente ottenebrata da quello che avresti dovuto fare in ufficio o da ciò che avevi fatto in ufficio, dai pensieri di quello che ti aspettava da fare durante tutta la giornata o da quello che avevi già fatto ...
no, non ti saresti fermato, perché non avevi l'animo e la mente predisposti "ad accogliere" la musica dello Stradivari.
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