Piercarlo ha scritto:Vero ma... se non ci si indigna più almeno sulle cose che toccano la nostra vita privata (i nonni poi!), che cosa ci resta? A furia di restare indifferenti per disprezzo alla fine si resta indifferenti a tutto e non si apre più il becco su niente, che è altrettanto negativo quanto mettercelo su tutto. Imho...
Il fatto è che certe cose non meritano nemmeno lo sforzo di essere commentate secondo me, figuriamoci quello di sentirsi indignati. Mio nonno me lo tengo stretto e va da se che personalmente il messaggio di quella pubblicità mi scivola del tutto addosso. Non so cosa risponderti sinceramente; un messaggio pubblicitario così generico è proprio il contrario di qualcosa che può toccare la mia vita privata. Questo genere di pubblicità come quella che dice di rottamare i nonni, o quella di procreare bambini perché di si, o quella che se non compri quel gioco allora non sei un vero videogamer mi fanno tutte ugualmente schifo ma non al punto da sentire l'indignazione.
Se domani uscisse un altro tizio con i baffetti proponendo di eutanizzare gli over 65 allora sta sicuro che sarei il primo ad avere qualcosa da ridire :).
waltermwp ha scritto:penso che la libertà vada salvaguardata e conciliata con il senso comune.
La libertà consente d'esprimere valutazioni su aspetti per altri irrilevanti, le esternazioni divengono occasioni per rifletterci una volta in più.
L'indifferenza invece, a mio parere, è un atteggiamento ambiguo, a volte pericolosa, se lascia che quanto prima deprecabile si tramuti, nel silenzio in assenza di confronto, in qualcosa d'accettabile.
Sicuramente. Esistono tipi diversi di indifferenza, dalla rassegnata accettazione dello status quo, al boicottaggio silenzioso. Penso sia chiaro a quale tipo mi appellassi.
Il mio consiglio non era legato al fatto che non fosse giusta l'indignazione in quanto tale, ma che il contesto social che si è sviluppato negli ultimi anni sembra avere l'effetto di gonfiare enormi bolle di persone che si indignano e che altrettato velocemente scoppiano. E l'effetto peggiore è che desensibilizzano molte persone dai problemi più rilevanti perché stufe di essere in un perenne ambiente che si indigna di ogni cosa. L'indignazione ha solo un carattere transitorio e difficilmente porta a dei miglioramenti nella società nel lungo periodo se non viene veicolata in altri canali.
stefanob70 ha scritto:Quale tipo di repressione?
Cosa c'è di buono verso una campagna pubblicitaria che svilisce la vera e unica identità famigliare?
Ma vi siete dimenticati le vostre origini patriarcali?
La repressione della libertà di parola e pensiero. Se un qualcosa viene elevato a sacro, parlarne in termini impropri o volutamente critici in molte parti del mondo ha effetti poco piacevoli per chi ha avuto l'ardore.
Non ho detto che apprezzo quella pubblicità, che per inciso nemmeno ho visto non avendo il televisore ed essendo vicino al vallo Adriano. Il riconoscimento di un'unica e vera identità famigliare è una cosa in cui credi te, ma io personalmente no.
Per fortuna si. La mia famiglia a partire dai miei nonni è formata da persone che hanno sempre ripudiato quel modello e non posso che ringraziarli.