Endotermica ciao, ciao!(?)
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Che ci sia "controinformazione" sull'auto elettrica ci può stare, ma anche la produzione di energia elettrica in modo pulito fa parte di questa?
Se poi solo in Europa si girerà in elettrico, "abbiamo risolto un cacchio".
Comunque io in Torino praticamente mi muovo a piedi. Risparmio soldi e respiro aria pu... No, questo no!

Se poi solo in Europa si girerà in elettrico, "abbiamo risolto un cacchio".
Comunque io in Torino praticamente mi muovo a piedi. Risparmio soldi e respiro aria pu... No, questo no!
Son quello delle domande strane!
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fpalone ha scritto:A mio parere rimane un enorme regalo alla Cina,
La Cina è in enorme vantaggio. Probabilmente lo sarebbe anche con i motori a pistoni per via del basso costo del lavoro, ma per l'auto elettrica già da molti anni industria e governo cinese stanno investendo parecchio, avendo scoperto in anticipo che la transizione all'elettrico sarebbe stata inevitabile e li avrebbe spinti in una posizione di vantaggio rispetto alle case europee ed americane. Forse c'è da credere che, dopo un iniziale entusiasmo per l'elettrica da parte dell'industria giapponese, il suo rallentamento sia proprio dovuto al fatto di non creare un vantaggio ai vicini di casa asiatici.
Non solo i cinesi produrranno batterie e componenti, ma auto elettriche complete, che abbiano un marchio cinese o europeo.
Nel settore dei bus urbani, ove la transizione all'elettrico è più veloce che nelle automobili private, già da anni circolano bus elettrici cinesi per le città europee, nuovi temibili concorrenti dei leader europei dei bus.
I cinesi ormai controllano Volvo e Daimler Mercedes, tra le più prestigiose industrie europee che per prime hanno deciso la svolta elettrica. Anche il prestigioso brand MG è cinese (e ha iniziato a vendere in Europa elettriche molto interessanti). La prestigiosissima Jaguar, invece, è di proprietà indiana. La NEVS ex SAAB, pure anche questa prestigiosa, è pure cinese, è in stand by in attesa di risorgere come all electric.
Ma quale sarebbe la soluzione? Rallentare o impedire le auto elettriche? Far finta che non esistano? Magari per guadagnare solo pochi anni di auto a pistoni. Come ho già illustrato, la data del 2035 decisa dall'UE è in linea con le decisioni dei singoli paesi e dei costruttori europei (quasi tutti), anzi è un po' tardiva.
Anziché non prendere atto della rivoluzione elettrica o addirittura ostacolarla come vorrebbe fare qualcuno, sarebbe il caso che governi e le industrie, piccole e grandi, prendano atto della cosa, convertano in tempo le produzioni, gestiscano la rivoluzione, in modo da non arrivare più in ritardo di quanto si è già. Per salvare il salvabile.
Come ho già scritto, l'auto elettrica mi ricorda la televisione a colori. In Italia, negli anni '60-'70, politici, sindacati ma anche buona parte dell'opinione pubblica e dell'industria, si era accorta in ritardo della "rivoluzione" del colore e fecero di tutto per rallentarla. Uno dei motivi addotti, tra i tanti, era "sarebbe un grosso regalo all'industria tedesca", che ricorda molto oggi il regalo all'industria cinese. Il risultato fu che in Italia la televisione a colori arrivò ugualmente ma con 10 anni di ritardo rispetto agli altri paesi europei, il primato tecnologico rimase per tanti anni tedesco fin quando non subentrarono i giapponesi, iniziò in anticipo il lungo declino dell'industria elettronica italiana che subì fortemente la concorrenza dei televisori stranieri.
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richiurci ha scritto:Il problema principale, soprattutto nel nostro paese ma non solo, è il costo esorbitante delle auto: ho sentito che ormai anche quelle che un tempo erano "utilitarie" viaggiano verso i 30000€.
Certo, e non riguarda solo le elettriche.
Se guardiamo i listini, già da molti anni le auto sono mediamente più grandi, più costose, più fighette.
I Suv spopolano persino in città (ovvio che mutatis mutandis anche i Suv elettrici prendano piede).
Molte case automobilistiche da anni hanno tolto dal listino le utilitarie entry level.
Prego non dare la colpa all'elettrificazione di una tendenza già ampiamente in corso da decenni anche per le auto a combustibile.
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6367 ha scritto:Come ho già scritto, l'auto elettrica mi ricorda la televisione a colori.
Il paragone mi sembra alla rovescia.
Nel caso della TV era la la nuova tecnologia (colori) ad essere da noi ostacolata: la RAI trasmetteva in BN, si poteva comperare un TV a colori per vedere la TV Svizzera e (mi sembra) TV Capodistria.
La vecchia tecnologia (BN) è scomparsa senza che ci sia mai stato un divieto dei legislatori.
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6367 ha scritto:Se guardiamo i listini, già da molti anni le auto sono mediamente più grandi, più costose, più fighette.
I Suv spopolano persino in città (ovvio che mutatis mutandis anche i Suv elettrici prendano piede).
Molte case automobilistiche da anni hanno tolto dal listino le utilitarie entry level.
Prego non dare la colpa all'elettrificazione di una tendenza già ampiamente in corso da decenni anche per le auto a combustibile.
E questo è un chiaro segno che alla "gente" non frega molto di ridurre le personali pretese consumistiche soprattutto quando l'auto è a tutti gli effetti diventata uno status-symbol
Temo che da questa situazione, che è presente in buona parte di tutto il mondo forse con la sola eccezione delle zone dove hanno altri problemi più gravi (fame, malattie e bassa età media), si uscirà solo con divieti di possedere auto private, solo car-sharing a guida autonoma...e qui deve passare ancora del tempo, il 2035 credo non sia sufficiente
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Goofy ha scritto:La vecchia tecnologia (BN) è scomparsa senza che ci sia mai stato un divieto dei legislatori.
In entrambi i casi, la data di transizione alla nuova tecnologia, sia pure in modi diversi, è dettata dal legislatore.
Allora fu deciso di arrivare con 10 anni di ritardo rispetto a quanto fatto negli altri paesi europei e ai piani dei costruttori europei di televisori.
Tra i tanti motivi, vi era anche la protezione dell'industria nazionale. Cosa che allora aveva un po' di senso visto che la stragrande maggiornaza dei televisori in bianco e nero venduti in Italia erano fabbricati in Italia Oggi l'industria è globalizzata: le Fiat sono fabbricate all'estero, l'americana Jeep in Italia... e domani cambieranno tutto.
Oggi, c'è chi ancora invoca deroghe e rinvii per l'Italia quando quel poco o tanto di industria automobilistica ancora presente in Italia dovrebbe affrettarsi ad avviare la transizione.
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luxinterior ha scritto:Con la decisione di eliminare motri termici dal 2035 sembra si voglia imporrre qualcosa che altrimenti onn avrebbe nessun successo commerciale.
Il successo commerciale c'è già. Eccome.
https://www.ev-volumes.com/wp-content/u ... 2-2022.png
Nonostante i costi elevati, nonostante i mille problemi delle auto elettriche.
E' da più di 10 anni che sento i soliti scettici affermare che le auto elettriche sono di nicchia, che la Tesla fallirà, che l'elettrico è un fenomeno passeggero. Eppure nel giro di pochi anni si è passati dallo 0,..% a circa il 10% su scala mondiale, in molti paesi è molto di più (tra i pochi paesi in controtendenza è l'Italia che, anziché aumentare la quota elettrica nel 2022 l'ha diminuita).
Cosa ci possiamo aspettare nei prossimi anni?
Sono previsti nuovi modelli, nuovi investimenti da parte dei costruttori, nuove batterie, e piano piano compariranno sempre più stazioni di ricarica (persino in Italia, ove però siamo clamorosamente indietro sulle autostrade).
Tuttavia, lasciar andare la cose per conto loro, senza regole, senza date, senza certezze, ove ogni stato, ogni azienda, ogni operatore, ogni amministratore locale fa come gli pare, può avere micidiali effetti negativi per il mercato e per i cittadini.
Basti pensare al solito discorso dell'uovo e della gallina.
Per rendere fruibile l'auto elettrica sono necessarie infrastrutture di ricarica, comprese quelle pubbliche veloci e lente a seconda dei casi. Non qualcuna sparsa qua e là, ma reti diffuse, efficienti e interoperabili in roaming.
Tuttavia gli enti pubblici e gli operatori privati vanno a rilento, non ci investono, perché non c'è un ritorno economico, non si sa quando e quante auto elettriche circoleranno, non ci sono certezze. Magari qualche amministratore locale poco lungimirante salta fuori a dire che l'elettrico non è il futuro.
In Italia, per dire, hanno investito parecchio per colonnine lente, pensando che fossero veloci, che in realtà servono a poco (tuttavia sono servite per... occupare il posto!). Mi ricordo quando in Italia, dai pulpiti dei convegni, qualche "esperto" poco lungimirante spiegava che in Italia ci volevano.... prese diverse (da qualche parte conservo un documento ove è scritto che l'Italia era l'unico paese ad aver optato per la ricarica veloce AC anziché DC !).
Ma se non ci sono abbondanti infrastrutture di ricarica, efficaci, interoperabili, nemmeno si vendono auto elettriche (Tesla docet).
E' un circolo vizioso dal quale senza data certe si esce ugualmente, ma si esce in ritardo, dopo aver fatto un po' di guai e caduti sul campo.
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Basta fare come in Giappone, se l'auto è entro i "metri della Panda", bollo gratis per 20 anni! E classe prima a prescindere dagli incidenti!
Ovvero se incentivi l'auto piccola, ovviamente si "buttano" a farla
Ovvero se incentivi l'auto piccola, ovviamente si "buttano" a farla
Son quello delle domande strane!
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Secondo me, quello che spaventa di più non sono i costi, ma il cambio di abitudini e la "velocità" con cui bisognerà cambiarle, senza che ci sia una motivazione veramente sentita.
Cioè, se il petrolio stesse per finire e le auto a combustibile dovessero per forza essere sostituite con altro, ci si accontenterebbe di quello che la tecnologia oggi offre, ma farlo per una questione ambientale fa storcere il naso a molti.
Cioè, se il petrolio stesse per finire e le auto a combustibile dovessero per forza essere sostituite con altro, ci si accontenterebbe di quello che la tecnologia oggi offre, ma farlo per una questione ambientale fa storcere il naso a molti.
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