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protezionone magnetotermica selettiva

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[1] protezionone magnetotermica selettiva

Messaggioda Foto Utenteelettro » 28 mar 2005, 22:42

Ho letto in un manuale di impianti elettrici che per ottenere una buone selettività tra magnetotermici in serie in un sistema in Bt in ambito civile, e bene scegliere l'interruttore a valle con ina In pari al doppio della Ib dell'interruttore automatico a monte.
In questo modo la selettività nel caso di sovraccarichi è sempre assicurata...lo è meno quando tale rapporto non è assicurata...
E' corretta questa definizione...??
Nel caso invece dell'intervento del dispositivo magnetico per corto circuito...come si puo eseguire la selettività tra gli automatici in serie senz autilizzare dispositivi ritardati ...???
Basta utilizzare una curva tipo D e una In pari al doppio nell'interruttore posto a valle dell'impianto....rispetto agli altri ....????
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Messaggioda Foto Utentem_dalpra » 13 apr 2005, 18:29

Carissimo Elettro,
da quanto ne so la selettivita' degli interruttori magnetotermici e' un argomento molto delicato.
Tipicamente si puo' fare solo con interruttori della stessa marca.
I costruttori infatti mettono a disposizione le "tabelle di Coordinamento" nel quale sono garantiti i livelli di selettivita' tra i vari modelli di interruttore.
Da che ne so non esistono regole pratiche o empiriche, o forse non le conosco.
I costruttori comunque hanno testato i loro prodotti, quindi le tabelle "dovrebbero" essere piuttosto affidabili.

spero di esserti stato utile
ciao
Marco
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Messaggioda Foto Utenteadmin » 13 apr 2005, 23:19

La selettività, come ha detto Marco, si ottiene rispettando le tabelle che i costruttori forniscono in proposito. Esistono comunque criteri di selettività che sono più complessi della semplice regola trovata da Elettro. La selettività può essere amperometrica (ai cui criteri fa eventualmente riferimento la regola citata), cronometrica o logica. Limitandomi ad osservare che quella logica richiede che gli interruttori si scambino informazioni per decidere l'intervento, per le altre due segnalo un articolo presente nel sito
http://www.electroportal.net/vis_resource.php?section=RP&id=81
ed un link
http://www.electroportal.net/vis_resour ... ink&id=728
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Messaggioda Foto Utentesebago » 14 apr 2005, 16:46

Occorre anzitutto precisare di quale selettività si vuole discutere:
- al sovraccarico
- al corto circuito
- su guasto a terra

Per la prima (al sovraccarico) c'è un metodo semplice ed efficace: si confrontano le curve I-t (corrente-tempo) delle due protezioni (quella a monte e quella a valle); se la curva dell'interruttore a monte "sta sopra" quella della protezione a valle, la selettività al sovraccarico è assicurata. La regola empirica della In a monte pari al doppio di quella a valle potrebbe non dare risultati sperati: infatti le curve sono in realtà una fascia (curva a freddo + curva a caldo) e con la suddetta regola empirica non è assicurato che non si sovrappongano.
Per la selettività in corto circuito si hanno difficoltà maggiori: in ambito industriale o similare (p.es. ospedale), ove la selettività di intervento è un problema molto serio, si possono usare protezioni più "robuste" facendo uso anche di selettività logiche, oltre che amperometriche e cronometriche, ma il costo dell'impianto lievita notevolmente. In ambito civile si va ad un compromesso (tecnico ed economico) per cui si riesce, utilizzando dispositivi modulari, ad ottenere solo una selettività parziale: la protezione a valle interviene prima di quella a monte ma solo fino ad un certo valore della Icc, per valori superiori potrebbe intervenire prima quella a monte. Questo potrebbe essere accettato dal committente, tenendo conto che una selettività totale comporta un costo notevole e talvolta è del tutto irrealizzabile. Del resto la stessa norma (CEI 64-8) al riguardo non è tassativa richiedendo genericamente una selettività ma non precisandone i limiti e le caratteristiche.
Nel caso di selettività per guasto a terra la situazione è migliore potendosi realizzare più "stadi" di selettività, mediante l'uso di dispositivi ad intervento istantaneo nei circuiti terminali, ad intervento ritardato (per esempio di tipo S) a monte o in uno stadio intermedio e di tipo con ritardo regolabile (fino ad un massimo di 1 secondo) nello stadio più "alto", il tutto con l'accortezza di utilizzare dispositivi differenziali con Idn a monte almeno tripla di quella a valle.
In cima a tutto ci dovrebbe essere comunque un accordo con la committenza, e sarebbe cosa buona fargli firmare il classico pezzo di carta in cui sottoscrive le sue esigenze di selettività in modo da non trovare alla fine la sorpresa:
a) del cliente che protesta perché l'impianto non è selettivo come avrebbe voluto (ma che non ha mai detto);
b) del cliente che protesta perché l'impianto (selettivo) costa troppo.
Saluti
Sebastiano
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Messaggioda Foto Utentem_dalpra » 14 apr 2005, 17:15

Ti sei dimenticato anche il classico caso che troviamo in giro,
ossia dell'impianto non-selettivo contro i guasti a terra :
a) tutti i differenziali, anche sul trafo in cabina, con Id=0,03 e tempo istantaneo,
b) il cliente non sa nemmeno cosa sia la selettivita', ma ha pagato....
c) al primo guasto tutto lo stabilimento resta al buio !!!

Con buona pace per tutti i rischi elettrici.
:wink:

Ciao
Marco
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