Ciao e grazie per la pazienza.
Non si tratta di trabochetto. E' vera curiosità originata da ignoranza. In ogni caso, dato che il tutto è stato innescato da dispute sulle correnti di dispersione, mi chiedo allora ancora, posto che per un utenza domestica si utilizza una macchina come il trasformatore invece del generatore vero e proprio, per giustificare una corrente di dispersione a questo punto ho necessità di ritrovare il neutro collegato con la terra. Cosa ne pensi?
Grazie
Roberto
Impianto di massa/terra
Moderatori:
sebago,
MASSIMO-G,
lillo,
Mike
0
voti
[12] Re: Impianto di massa/terra
per l'utenza domestica un funzionamento corretto prevede che la corrente che arriva dalla fase si richiuda sul conduttore di neutro, così la corrente torna al neutro del trasformatore dell'enel.
se hai una dispersione entra in gioco il collegamento a terra del neutro del trasformatore: la corrente torna al neutro in parte attraverso il conduttore preposto, in parte attraverso il terreno.
Nota: questa dispersione potenzialmente pericolosa (nel caso avvenga attraverso una persona) viene evitata così: la corrente sul conduttore di fase non è più identica a quella che torna sul conduttore di neutro (perché in parte è finita nel circuito di terra), il differenziale sfrutta proprio questa differenza per decidere se interrompere il circuito.
non mi è chiarissimo perché tu voglia partire alla ricerca della messa a terra del neutro, l'unico neutro collegato a terra è quello del trasformatore dell'enel, per vederla dal suo punto di vista, se tu hai una dispersione non restituisci attraverso il conduttore di neutro tutta la corrente che ti fornisce sulla fase; quindi visto che dal trasformatore no possono uscire correnti che non siano eguagliate da quelle entranti (sempre il primo principio di Kirchhoff) questa corrente deve "drenarla" dal terreno... visto che la tua dispersione va a finire a terra, tutti i bilanci tornano a posto.
Tanto per curiosità, a che livello sono i tuoi studi? Mi interessa perché finora ho mantenuto tutto sul descrittivo, ma qua e là qualche formalismo matematico avrebbe semplificato l'esposizione
se hai una dispersione entra in gioco il collegamento a terra del neutro del trasformatore: la corrente torna al neutro in parte attraverso il conduttore preposto, in parte attraverso il terreno.
Nota: questa dispersione potenzialmente pericolosa (nel caso avvenga attraverso una persona) viene evitata così: la corrente sul conduttore di fase non è più identica a quella che torna sul conduttore di neutro (perché in parte è finita nel circuito di terra), il differenziale sfrutta proprio questa differenza per decidere se interrompere il circuito.
non mi è chiarissimo perché tu voglia partire alla ricerca della messa a terra del neutro, l'unico neutro collegato a terra è quello del trasformatore dell'enel, per vederla dal suo punto di vista, se tu hai una dispersione non restituisci attraverso il conduttore di neutro tutta la corrente che ti fornisce sulla fase; quindi visto che dal trasformatore no possono uscire correnti che non siano eguagliate da quelle entranti (sempre il primo principio di Kirchhoff) questa corrente deve "drenarla" dal terreno... visto che la tua dispersione va a finire a terra, tutti i bilanci tornano a posto.
Tanto per curiosità, a che livello sono i tuoi studi? Mi interessa perché finora ho mantenuto tutto sul descrittivo, ma qua e là qualche formalismo matematico avrebbe semplificato l'esposizione
0
voti
[13] Re: Impianto di massa/terra
Ciao
mi basta quanto tu dici ovvero che il neutro del trasformatore viene messo a terra.
Mi aspetto che non tutti i terreni siano molto conduttivi e quindi potrei in base alla distanza fra l'utilizzatore ed il neutro del trasformatore trovare una impedenza notevole che limita altrettanto notevolmente la corrente. Ciò mi induce a pensare che che le correnti di dispersione possono variare anche di molto da un punto ad un altro. Forse è per questo che le correnti a cui sganciano i differenziali sono piccole in modo da essere sempre sicuri.
I miei dubbi erano originati dall' esempio del fulmine dove non trovavo la circuitazione delle cariche. Ero indotto a pensare che essendo il mare (o la terra) un generatore di un potenziale costante di capacità enorme, qualunque accumulo di cariche su di un conduttore che fosse messo a contatto con il mare subisse una attrazione delle cariche indipendentemente dalla possibilità di ricircuitarsi.
La tua spiegazione mi sembra che porti a dire che le cariche prodotte dal generatore con il neutro isolato sono talmente poche (includendo le capacità parassite ) con una impedenza così grande fra i due poli che la corrente risulta minima. Forse all'aumentare della frequenza AC le cose cambiano (magari di poco).
Io ti chiedo queste cose non perché mi servano direttamente nelle applicazioni dato che basta seguire i "dettami", le "tradizioni", manuali o informazioni che si possono reperire negli uffici tecnici ecc. ma semplicemente perché ad anni di distanza dagli studi universitari mi sono tornati certi dubbi. Poi purtroppo la logica del lavoro ti può allontanare dalle curiosità tecniche. Se vuoi usare i formalismi per me è OK (eventulamnte ti ridisturberò se non capisco).
Sempre grazie
Roberto
mi basta quanto tu dici ovvero che il neutro del trasformatore viene messo a terra.
Mi aspetto che non tutti i terreni siano molto conduttivi e quindi potrei in base alla distanza fra l'utilizzatore ed il neutro del trasformatore trovare una impedenza notevole che limita altrettanto notevolmente la corrente. Ciò mi induce a pensare che che le correnti di dispersione possono variare anche di molto da un punto ad un altro. Forse è per questo che le correnti a cui sganciano i differenziali sono piccole in modo da essere sempre sicuri.
I miei dubbi erano originati dall' esempio del fulmine dove non trovavo la circuitazione delle cariche. Ero indotto a pensare che essendo il mare (o la terra) un generatore di un potenziale costante di capacità enorme, qualunque accumulo di cariche su di un conduttore che fosse messo a contatto con il mare subisse una attrazione delle cariche indipendentemente dalla possibilità di ricircuitarsi.
La tua spiegazione mi sembra che porti a dire che le cariche prodotte dal generatore con il neutro isolato sono talmente poche (includendo le capacità parassite ) con una impedenza così grande fra i due poli che la corrente risulta minima. Forse all'aumentare della frequenza AC le cose cambiano (magari di poco).
Io ti chiedo queste cose non perché mi servano direttamente nelle applicazioni dato che basta seguire i "dettami", le "tradizioni", manuali o informazioni che si possono reperire negli uffici tecnici ecc. ma semplicemente perché ad anni di distanza dagli studi universitari mi sono tornati certi dubbi. Poi purtroppo la logica del lavoro ti può allontanare dalle curiosità tecniche. Se vuoi usare i formalismi per me è OK (eventulamnte ti ridisturberò se non capisco).
Sempre grazie
Roberto
0
voti
[14] Re: Impianto di massa/terra
Ancora qualche commento, dalle discussioni che ho letto in questo forum ho scoperto che la resistenza che puoi aspettarti da un impianto di terra può variare da qualche ohm a decine, anche più di cento ohm nei casi più infelici
La resistenza in realtà non aumenta linearmente con la distanza, perché quando le correnti sono libere di fluire nel terreno all'aumentare della distanza possono sfruttare sezioni sempre più ampie senza allungare di molto il percorso.
Se non ricordo male la capacità della terra (del pianeta) non arriva a 1mF... quindi non è esattamente il serbatoio inesauribile che ci si potrebbe aspettare!
mi disturba un poco che tu abbia usato il termine "produrre" carica, la cariche non si creano e non si distruggono, al più le puoi spostare... sostituendo il verbo siamo d'accordo!
se aumenti la frequenza c'hai visto giusto, le cose in effetti cambiano... all'estremo cambiano tanto che l'oscillazione del campo elettrico (o corrente di spostamento) con il campo magnetico oscillante che viene prodotto, propagandosi nello spazio, cominceranno a chiamarsi radioonde!
La resistenza in realtà non aumenta linearmente con la distanza, perché quando le correnti sono libere di fluire nel terreno all'aumentare della distanza possono sfruttare sezioni sempre più ampie senza allungare di molto il percorso.
Se non ricordo male la capacità della terra (del pianeta) non arriva a 1mF... quindi non è esattamente il serbatoio inesauribile che ci si potrebbe aspettare!
mi disturba un poco che tu abbia usato il termine "produrre" carica, la cariche non si creano e non si distruggono, al più le puoi spostare... sostituendo il verbo siamo d'accordo!
se aumenti la frequenza c'hai visto giusto, le cose in effetti cambiano... all'estremo cambiano tanto che l'oscillazione del campo elettrico (o corrente di spostamento) con il campo magnetico oscillante che viene prodotto, propagandosi nello spazio, cominceranno a chiamarsi radioonde!

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)
