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La CNA boccia il patto in deroga

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[11] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteMike » 9 nov 2012, 10:20

CGIUSEPPE61 ha scritto:Personale riflessione :roll: : penso che questo provvedimento inciderà in qualche modo anche ad aumentare il lavoro in nero = evasione fiscale.


Ma nemmeno per sogno, cosa centra??
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[12] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteMike » 9 nov 2012, 11:02

Nello specifico non centra, l'installatore redige sempre la DICO, specifica solamente che non ha ottemperato all'allegato A come richiesto dal committente. Dov'è il nero?
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[13] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteGiuliano58 » 9 nov 2012, 11:09

Personalmente la regola che mi chiede di realizzare un impianto con un minimo di dotazione, mi trova d'accordo. Per me è lavoro :mrgreen:
Spesso si lavora per imprese che, con quello che vogliono pagare, non ci starebbe nemmeno una sola presa e punto luce in ogni locale, figuriamoci la TV e il telefono! ;-)

Quindi ben venga "l'obbligo" di un minimo di dotazioni.

Però non deve diventare un OBBLIGO a tutti i costi, come giustamente scrive qualcuno, se io NON ho l'impianto di antenna, cosa me ne faccio delle prese TV?
E se ho solo il telefono cellulare, cosa me ne faccio delle prese telefoniche?
Ovviamente lasciamo da parte i problemi se vendo l'immobile, lo affitto, ecc. ecc.
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[14] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteGiuliano58 » 9 nov 2012, 13:04

CGIUSEPPE61 ha scritto:Personale riflessione :roll: : penso che questo provvedimento inciderà in qualche modo anche ad aumentare il lavoro in nero = evasione fiscale.


Non credo.....
E' sempre più difficile, realizzare nuovi impianti, senza DICO.
Per fortuna gli Enti preposti la chiedono sempre
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[15] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteelettro » 9 nov 2012, 13:16

Allora l'allegato A della Cei, ha stabilito dei nuovi criteri di funzionalità con 3 livelli distinti..

E' chiaro che, per il committente poco sensibile alla qualità intrinseca dell'impianto e per i costruttori immobiliaristi, questo comporta un maggiore aggravio di spesa....

Io credo che, si possa derogare anche al punto 0 un impianto quando non si può fare altrimenti, con favore della sola regola dell'arte e della sicurezza....

Poi, per le dotazioni 1/2/3 , ognuno guarda il proprio portafoglio....per il resto, l'installatore serio rigetta le proposte alla stregua del prezzo "Cinese".....e si adopera solo nei casi ove c'e' equilibrio tra l'offerta è il corrispettivo economico...

Nell'appartamento ove è necessario sostituire le linee, i frutti ed il centralino, si può derogare anche sulla fattispecie livello 0, è fondamentale ripristinare la sicurezza....
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[16] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteelettrodomus » 9 nov 2012, 13:33

Foto Utentemagoxax ha scritto:Non c'è differenza tra mettere una presa in meno o non mettere neanche una protezione. L'impianto sarà sempre "non a norma" ||O


Questo è indubbiamente vero. La differenza è che nel primo caso, il lavoro può comunque essere fatto a regola d'arte (dal punto di vista della sicurezza), nel secondo non ci sarebbe "regola d'arte". Quest'ultima è quella che non può mai essere derogata. La norma tecnica non è la legge, se la si applica, semplicemente si è certi di rispettare la regola d'arte, requisito indispensabile per rispettare la legge.

Ovvero:
Legge = Regola dell'arte
Norma tecnica → Regola dell'arte

Tuttavia:
Regola dell'arte ≠ Norma tecnica

Altrimenti la 186/68 avrebbe solo un articolo ;-)

Comunque ci tengo a precisare che sono per l'applicazione della norma, eh!
...Certo però, che se uno è proprietario di una casa semidiroccata, in disuso, fuori mano (magari gli hanno costruito la tangenziale a 5 m), e ci tiene i polli e i conigli e mi chiede di fargli un impianto minimo; mi sentirei un idiota a dirgli che deve sottostare alle prescrizioni prestazionali della 64/8.. Poi fate voi.
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[17] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteMike » 12 nov 2012, 15:48

Lettera a TNE:

Egregio direttore, ho letto quanto dichiarato dal Presidente Nazionale della CNA http://www.consted.com/archivio-consted ... p?news=804 e mi risulta che il CEI sia dello stesso parere. Io dissento totalmente! Ritengo che la proprietà privata sia un diritto fondamentale e in casa propria ognuno debba avere il diritto di scegliere come meglio crede le dotazioni del proprio impianto elettrico, come lo si fa per il mobilio e i tendaggi. Capisco il rispetto dei requisiti di sicurezza e nessuno li mette in dubbio, ma imporre delle dotazioni minime su ambienti residenziali senza dare la possibilità di derogare, per i più disparati motivi, lo ritengo un’imposizione da regime Nord Coreano! La LEGGE 186/68 richiede il rispetto della "regola dell'arte" e NON delle norme tecniche, ritengo che un impianto elettrico non rispondente ai requisiti prestazionali minimi dell’allegato A sia in ogni caso a regola d’arte e conforme alla CEI 64-8 dato che l’allegato A NON è tutta la CEI 64-8 e pertanto si possa continuare a dichiarare conforme un impianto elettrico alla CEI 64-8 con l’eccezione dell’allegato A.


Risposta di TNE:

Buongiorno
Noi siamo della sua opinione e continuiamo a ribadire la correttezza, a livello giuridico, di quanto indicato su tne 9/11.
Con i migliori saluti.
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[18] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteCGIUSEPPE61 » 12 nov 2012, 16:45

Condivido in pieno al 1.000.000 x 1.000.000...... :ok:
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[19] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteelettro » 12 nov 2012, 19:02

Egregio direttore, ho letto quanto dichiarato dal Presidente Nazionale della CNA http://www.consted.com/archivio-consted ... p?news=804 e mi risulta che il CEI sia dello stesso parere. Io dissento totalmente! Ritengo che la proprietà privata sia un diritto fondamentale e in casa propria ognuno debba avere il diritto di scegliere come meglio crede le dotazioni del proprio impianto elettrico, come lo si fa per il mobilio e i tendaggi. Capisco il rispetto dei requisiti di sicurezza e nessuno li mette in dubbio, ma imporre delle dotazioni minime su ambienti residenziali senza dare la possibilità di derogare, per i più disparati motivi, lo ritengo un’imposizione da regime Nord Coreano! La LEGGE 186/68 richiede il rispetto della "regola dell'arte" e NON delle norme tecniche, ritengo che un impianto elettrico non rispondente ai requisiti prestazionali minimi dell’allegato A sia in ogni caso a regola d’arte e conforme alla CEI 64-8 dato che l’allegato A NON è tutta la CEI 64-8 e pertanto si possa continuare a dichiarare conforme un impianto elettrico alla CEI 64-8 con l’eccezione dell’allegato A.


Quoto quanto sopra, e a tal proposito voglio aggiungere anche questo:--

La variante V3 della Cei 64.8, è stata redatta con il fine di rappresentare il "principio giuridico" adottato alla classificazione della qualità e delle dotazioni dell'impianto, con un secondo dine edotto alla funzionalità razionale di esso, e comunque per mettere in ordine i concetti impiantistici in merito.

Il fine giuridico, non è finalizzato a rettificare la "sicurezza" ai sensi della L 186/68 , ma di stabilire dei parametri impiantistici che prima non c'erano.

Il titolare dell'immobile, credo possa adottare i livelli come ometterli ed accontentarsi anche del livello 0, senza scontare la sicurezza.

Pensiamo agli immobili ove è necessaria la manutenzione straordinaria o il rifacimento dell'impianto, e le predisposizioni non possono adottare il livello 1, come si fa ..? ..bisogna aprire una DIA e adottare opere murarie in modo integrale...

Ognuno fa i conti in tasca propria, ma in sede di vendita di immobili non ho mai sentito nessuno degli interessati all'acquisto valutare un impianto elettrico, al max si chiede la certificazione di conformità ai sensi della regola dell'arte e della sicurezza.
Altro peso ha la classe energetica, che riscontra maggiore interesse da parte dell'acquirente e soprattutto da chi deve costruire e vendere.

Certo è che, forse, era meglio aggiornare la 186/68 ed imporre in essa anche il rispetto integrale della norma tecnica, oltre alla "regola dell'arte"..ma in questo caso, sono contrario, in "primis" la sicurezza e la 46/90, poi ognuno è libero di adottare il livello che vuole.

X il discorso del risparmio energetico e delle classi, il discorso è diverso , c'entra anche un interesse generale delle istituzioni nell'imporre il risparmio dell'energia.
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[20] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utente6367 » 12 nov 2012, 22:12

Ritengo che la proprietà privata sia un diritto fondamentale e in casa propria ognuno debba avere il diritto di scegliere come meglio crede le dotazioni del proprio impianto elettrico, come lo si fa per il mobilio e i tendaggi.


Certamente, ma non è detto che le dotazioni scelte sia "a norma" (le cose, però, si complicano quando colui che decide le dotazioni dell'impianto elettrico non è il suo effettivo utilizzatore ma colui che lo venderà o lo affitterà).

ma imporre delle dotazioni minime su ambienti residenziali senza dare la possibilità di derogare, per i più disparati motivi, lo ritengo un’imposizione da regime Nord Coreano!


Dotazioni minime, non solo per la sicurezza ma anche per la funzionalità li trovi in tante norme tecniche, italiane e straniere, anche per gli impianti residenziali (be', non conosco il caso delle norme del nord Corea...).
Del resto, scopo della CEI 64-8 (anche precedenti edizioni) non era solo sicurezza, ma anche un funzionamento adatto all'uso previsto (art. 12.1).

ritengo che un impianto elettrico non rispondente ai requisiti prestazionali minimi dell’allegato A sia in ogni caso a regola d’arte


Può darsi, ma è una opinione non supportata dalla presunzione di conformità. A tal proposito è interessante l'opinione di TNE/Carrescia il quale, da una parte, sostiene la derogabilità dei requisiti prestazionali ma al contempo spiega che se non si rispetta l'allegato A/cap. 37, non solo non si rispetta la norma, ma nemmeno si rieptta la Regola dell'Arte e nemmeno la legge 186. Infatti, sostiene TNE/Carrescia, la Regola dell'Arte non è solo sicurezza ma anche corretta funzionalità, ed è difficile sostenere che 5 punti presa (per esempio) siano equivalenti a solo 2. Insomma, una deroga dalla norma, dalla Regola dell'Arte (prestazionale) e quindi dalla legge.

Pensiamo agli immobili ove è necessaria la manutenzione straordinaria o il rifacimento dell'impianto, e le predisposizioni non possono adottare il livello 1, come si fa ..? ..bisogna aprire una DIA e adottare opere murarie in modo integrale...


L'Allegato A/Cpt 37, non a caso, si applica solo in impianti nuovi o completamente rifatti in occasioni di ristrutturazioni edili. Quindi se non c'è ristrutturazione edile non si applica per definizione.
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