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Messa a terra vecchio edificio residenziale

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[11] Re: Messa a terra vecchio edificio residenziale

Messaggioda Foto Utenteattilio » 19 mar 2013, 15:22

C'è da dire che non sempre la pratica viene in aiuto, soprattutto quando si tratta di collegamenti equipotenziali e masse estranee.

La foto sotto l'ho scattata stamattina in un locale WC di una struttura megagalattica adibita ad uso uffici.

Foto0143_360x480.jpg
Foto0143_360x480.jpg (28.51 KiB) Osservato 3693 volte


La pericolosa "massa estranea" :shock: , collegata con un conduttore EQS G/V da ben 6 mm² posato dentro apposito tubo, consiste in un telaio e relativa anta di alluminio della finestrella dello stanzino in cui trovano posto un water e un piccolo lavello.
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[12] Re: Messa a terra vecchio edificio residenziale

Messaggioda Foto Utentealessandro87 » 19 mar 2013, 15:50

finora ho capito che normalmente la ddp tra massa estranea (una qualunque) e la terra è nulla, mentre la ddp tra PE e terra può diventare diversa da zero in caso di guasto.

E quindi sulla base di questo il conduttore equipotenziale serve ad annullare questa ddp, e questo mi torna, però sinceramente non capisco il motivo per cui fare questo, a che serve in pratica avere una ddp nulla? forse quando uno tocca contemporaneamente (la butto lì) la lavatrice e il rubinetto dell'acqua?

Attilio ha scritto:Unico o no, il problema è avere due riferimenti relativi a due masse/terre diverse scollegate tra loro, attraverso le quali, in caso di guasto sull'impianto si può instaurare una pericolosa ddp.


perdonami Foto Utenteattilio ma questo pezzo non l'ho capito... :cry:

p.s ho visto adesso la foto, ma quella come fa ad essere una massa estranea, posso capire un tubo dell'acqua che è riconducibile a una tubazione interrata, ma una porta di alluminio?
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[13] Re: Messa a terra vecchio edificio residenziale

Messaggioda Foto Utenteattilio » 19 mar 2013, 16:08

La protezione dai contatti indiretti fa riferimento alla curva di sicurezza tensione/tempo, in un articolo del mio blog riprendevo questo discorso.
La suddetta curva, considera una resistenza da 1 kohm in serie al percorso mani-piedi attraverso cui si richiude il circuito di guasto verso terra. Tale resistenza, il cui valore viene ridotto a 200 ohm in ambienti particolari, ovviamente non è un valore sempre realistico.
Se ad esempio durante un contatto indiretto (utilizzatore con un guasto a massa) ti trovi ad essere in contatto contemporaneamente con una massa estranea il cui potenziale è riconducibile a quello "zero" di terra lontana, capirai che la resistenza in serie da 1 kohm va a farsi benedire e verrai attraversato da una corrente che va oltre la curva di sicurezza.

Questo banalizzando e riducendo ai minimi termini il concetto.
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[14] Re: Messa a terra vecchio edificio residenziale

Messaggioda Foto Utentealessandro87 » 19 mar 2013, 16:24

grazie Foto Utenteattilio, sei stato chiarissimo :ok:
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[15] Re: Messa a terra vecchio edificio residenziale

Messaggioda Foto Utentealessandro87 » 20 mar 2013, 10:30

Un'ultima cosa vorrei chiedere: a qualcuno di voi è mai capitato di notare l'assenza di collegamenti equipotenziali nei vecchi edifici (magari per semplice incuria o negligenza)?
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[16] Re: Messa a terra vecchio edificio residenziale

Messaggioda Foto Utenteattilio » 20 mar 2013, 14:49

Negli edifici non sottoposti ad adeguamenti nel corso degli anni, si può trovare tutto e il contrario di tutto. E' una caccia al tesoro!
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[17] Re: Messa a terra vecchio edificio residenziale

Messaggioda Foto Utenteconsole6 » 20 mar 2013, 19:59

La foto postata da Foto Utenteattilio mi ricorda quando il prof di tecnica della sicurezza elettrica ci diceva:
ragazzi, un armadio guardaroba non è da considerare una massa estranea, anche se fosse metallico...
ovviamente prima partiva la domanda trabocchetto :-)
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[18] Re: Messa a terra vecchio edificio residenziale

Messaggioda Foto Utentealessandro87 » 20 mar 2013, 21:48

console6 ha scritto:ovviamente prima partiva la domanda trabocchetto :-)


eh già, come da tradizione ormai consolidata :mrgreen:
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[19] Re: Messa a terra vecchio edificio residenziale

Messaggioda Foto Utenteattilio » 20 mar 2013, 23:58

OT
In riferimento alla mia foto in #11, aggiungo che il collegamento è diffuso a tutti gli infissi tali e quali a quello della foto, quindi anche nelle varie stanze adibite a sala riunioni ed uffici, ma non finisce qui, stamattina, guardando il quadro di piano notavo che le protezioni delle prese (10/16 A) di corrente dei vari uffici era realizzata con magnetotermici da 25 A, con a monte due differenziali (a capo di due circuiti 6+5 uffici) uno da 0,3 A (tipo A) e uno da 0,5 A (sempre tipo A).
I rispettivi circuiti luce invece stanno sotto magnetotermici da 10 o 16 A sotto differenziale da 0,03 A.

L'impianto è sicuramente esercito in TN, si tratta di una struttura privata ma aperta al pubblico, si occupano di formazione lavoro.
Il quadro è evidentemente stato oggetto di modifiche/riprogettazioni relativamente recenti, meno di cinque anni a giudicare dai modelli di interruttori utilizzati (solo quelli dei circuiti luce sono probabilmente quelli originali, Stotz/ABB).

Io rimango un po' perplesso.
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[20] Re: Messa a terra vecchio edificio residenziale

Messaggioda Foto Utenteeliop » 21 mar 2013, 13:35

Situazioni come quella documentata da Attilio sono all'ordine del giorno in special modo negli edifici pubblici dove si scambia uno stanzino con wc con una sala operatoria.
Tanto per dirne una vista personalmente:bacheca con cornice in alluminio appesa su una parete di un ufficio comunale con il suo bel cavo gialloverde collegato.
Locali pompe autoclavi con una miriade di cavallotti su tubi ,gomiti ,raccordi ecc.
Se questo è il modus operandi di gente "abilitata"ad effettuare lavori di impiantistica elettrica ,credo proprio che i
criteri in base ai quali si da l'abilitazione a svolgere tale professione vadano un po' rivisti.
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