Evidentemente non mi sono spiegato.
Esempio
Hai un interruttore Q1 da 50 A dimensionato per alimentare una serie di carichi e avente sezione in ingresso pari a 25 mm² e sezione d'uscita pari a 10 mm².
Nel tempo, aggiungi altri carichi su un altro mediante del locale, ci piazzi un quadretto apposito e lo vai a collegare all'interruttore Q1 avendo cura di utilizzare una sezione "montante" che risulti protetta dallo stesso interruttore.
Qual è secondo te il collo di bottiglia della modifica, il cavo da 10 mm² doppiato all'esistente, o l'insieme di questo in relazione alla taratura dell'interruttore Q1?
Collegamento cavi da un quadretto, in parallelo.
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Qual è secondo te il collo di bottiglia della modifica, il cavo da 10 mm² doppiato all'esistente, o l'insieme di questo in relazione alla taratura dell'interruttore Q1?
...Il cavo aggiunto all'esistente con la stessa sezione di uscita, nel mio caso,
due cavi che sono già collegati contemporaneamente allo stesso interruttore, con sezione di uscita 10 mm2.
A proposito, l'interruttore, da cui partono i due cavi, è tripolare e quindi i cavi ad esso
collegati, non fanno altro che proseguire verso altri due quadretti.Praticamente si viene a formare
una derivazione a Y (capovolta però) i cui rami hanno tutti la stessa sezione.
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NON E' UN PROBLEMA DI SEZIONE DEI CAVI COLLEGATI A VALLE DELL'INTERRUTTORE !
L'aggiunta di una linea a valle di un interruttore modifica il valore di Ib mentre rimane invariato il valore di In.
L'utilizzo di un secondo cavo avente Iz uguale a quello esistente serve a far si che questa seconda conduttura risulti protetta dalle sovracorrenti (in luoghi ordinari, quantomeno da quelle di cortocircuito).
Il risultato è che l'interruttore in questione può intervenire per sovraccarico senza che nessuna delle due linee sottoposte si trovi in condizioni di sovraccarico singolo.
Se continuiamo con l'esempio dell'interruttore da 50 A, mentre in origine tutta la corrente poteva essere prelevata dall'unico circuito con sezione 10 mm², adesso avendo aumentato i circuiti (i carichi), puoi teoricamente avere una richiesta di 100 A (divisa tra i due circuiti), sempre 50 A per linea, ma per l'interruttore a monte (e per la linea che lo alimenta) è un sovraccarico a tutti gli effetti.
L'aggiunta di una linea a valle di un interruttore modifica il valore di Ib mentre rimane invariato il valore di In.
L'utilizzo di un secondo cavo avente Iz uguale a quello esistente serve a far si che questa seconda conduttura risulti protetta dalle sovracorrenti (in luoghi ordinari, quantomeno da quelle di cortocircuito).
Il risultato è che l'interruttore in questione può intervenire per sovraccarico senza che nessuna delle due linee sottoposte si trovi in condizioni di sovraccarico singolo.
Se continuiamo con l'esempio dell'interruttore da 50 A, mentre in origine tutta la corrente poteva essere prelevata dall'unico circuito con sezione 10 mm², adesso avendo aumentato i circuiti (i carichi), puoi teoricamente avere una richiesta di 100 A (divisa tra i due circuiti), sempre 50 A per linea, ma per l'interruttore a monte (e per la linea che lo alimenta) è un sovraccarico a tutti gli effetti.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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lo so che è poco sensato, ma se nei quadri a valle dei due cavi da 10 mmq ci fosse un interruttore da 45 A, l'interruttore a monte non potrebbe essere anche da 100 A? (mi pare che un 25 mmq possa portare 100 A, in caso contrario una taglia inferiore ma comunque sopra ai 50 A)
il cavo sarebbe protetto a monte dai corti e dalle dispersioni mente a valle dalle sovracorrenti, giusto?
il cavo sarebbe protetto a monte dai corti e dalle dispersioni mente a valle dalle sovracorrenti, giusto?
Almeno l'itagliano sallo...
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Quello che c'è nei quadri a valle non è dato saperlo, ma qualcosa si suppone ci sia.
Infatti quello che cerco di dire è che il problema non è la sezione del cavo usato per realizzare derivazione, ma il fatto di essersi derivati a valle dell'interruttore.
Se faccio un ampliamento, devo non solo coordinare le protezioni con le sezioni dei cavi, ma anche consentire il prelievo della potenza necessaria ai nuovi carichi, in considerazione dei fattori di utilizzo e contemporaneità che vengono applicati al caso in esame.
Su come farlo, è oggetto di valutazione specifica. Una possibilità è appunto quella di demandare agli interruttori generali dei quadri di zona, la protezione dal sovraccarico linea (non sempre fattibile) e valutare l'idoneità dell'interruttore di radice presente rispetto alla protezione dai cortocircuiti.
Continuo a fare presente che non ho capito il dubbio circa la derivazione a Y (?) in relazione alle sezioni utilizzate.
Infatti quello che cerco di dire è che il problema non è la sezione del cavo usato per realizzare derivazione, ma il fatto di essersi derivati a valle dell'interruttore.
Se faccio un ampliamento, devo non solo coordinare le protezioni con le sezioni dei cavi, ma anche consentire il prelievo della potenza necessaria ai nuovi carichi, in considerazione dei fattori di utilizzo e contemporaneità che vengono applicati al caso in esame.
Su come farlo, è oggetto di valutazione specifica. Una possibilità è appunto quella di demandare agli interruttori generali dei quadri di zona, la protezione dal sovraccarico linea (non sempre fattibile) e valutare l'idoneità dell'interruttore di radice presente rispetto alla protezione dai cortocircuiti.
Continuo a fare presente che non ho capito il dubbio circa la derivazione a Y (?) in relazione alle sezioni utilizzate.
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Salvatore Quasimodo
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Gentile Attilio.
La mia era solo una domanda sulla liceità del collegamento descritto.
Dalle tue risposte ed esempi, ho ricavato le risposte che volevo.
Ripeto: volevo solo sapere quali erano le problematiche che ne potevano derivare.
Grazie.
La mia era solo una domanda sulla liceità del collegamento descritto.
Dalle tue risposte ed esempi, ho ricavato le risposte che volevo.
Ripeto: volevo solo sapere quali erano le problematiche che ne potevano derivare.
Grazie.
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A domanda secca "volevo solo sapere se è lecito" la risposta secca è "dipende dalle condizioni di contorno".
Se i due cavi in partenza sono protetti entrambi dall'interruttore a monte per Corto e per sovraccorrenti: la risposta è si.
Se i due cavi in partenza sono protetti dai cortocircuiti ma non dai sovraccarichi devi verificare che:
a) siano protetti dalle sovraccorrenti a valle congiuntamente al fatto che in quel tipo di ambiente ti è consentito di installare al protezione contro le sovraccorrenti a valle (es. non lo puoi fare per i luoghi MARCI).
b) ti è consentito non installare la protezione contro i sovracarichi in quanto il carico che vai ad alimentare non è sogetto a produrre sovraccarichi, sempre che nell'ambienti di installazione ti sia consentito di elidere questa protezione.
Poi ci sono le considerazione progettuali, ovvero se è "elegante" sviluppare un impianto con questa logica, che a me per esempio non piace, ma a volte si è nella condzione di "o così o briscola peggio"
Se i due cavi in partenza sono protetti entrambi dall'interruttore a monte per Corto e per sovraccorrenti: la risposta è si.
Se i due cavi in partenza sono protetti dai cortocircuiti ma non dai sovraccarichi devi verificare che:
a) siano protetti dalle sovraccorrenti a valle congiuntamente al fatto che in quel tipo di ambiente ti è consentito di installare al protezione contro le sovraccorrenti a valle (es. non lo puoi fare per i luoghi MARCI).
b) ti è consentito non installare la protezione contro i sovracarichi in quanto il carico che vai ad alimentare non è sogetto a produrre sovraccarichi, sempre che nell'ambienti di installazione ti sia consentito di elidere questa protezione.
Poi ci sono le considerazione progettuali, ovvero se è "elegante" sviluppare un impianto con questa logica, che a me per esempio non piace, ma a volte si è nella condzione di "o così o briscola peggio"
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